Regia nave Adriatico

di Antonio Cimmino

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antonio-cimmino-per-www-lavocedelmarinaio-com_1L’incrociatore ausiliario Adriatico al comando del Capitano di Corvetta Emmanuele Campagnoli, salpato da Cefalonia e diretto a Bengasi, il 1° dicembre 1941 si imbatté nelle navi britanniche della Forza K: incrociatori leggeri Aurora e Penelope e il cacciatorpediniere Lively.
Fu colpito da una prima bordata dell’Aurora, sparata dalla distanza di poco meno di 5.500 metri, dopo di che l’incrociatore inglese ordinò all’equipaggio italiano di abbandonare la nave: l’Adriatico ignorando l’ordine proseguì nella navigazione.
L’Aurora sparò una seconda bordata, mettendo a segno un colpo, e fu nuovamente dato l’ordine di abbandonare la nave: al contrario, alle 3.15, i cannoni di prua dell’Adriatico aprirono il fuoco in una vana reazione, ma esplosero centrati da una terza salva. Il cacciatorpediniere Lively ricevette l’ordine di finire la nave, ormai condannata,. Abbandonato dai sopravvissuti e divorato dall’incendio scoppiato a bordo, l’Adriatico, scosso da numerose esplosioni, saltò in aria dopo circa un’ora, inabissandosi, verso le quattro del mattino, a circa 56 miglia da Bengasi (nel punto 37°52’N e 20°35’E).
La maggior parte dell’equipaggio riuscì a porsi in salvo. Il comandante Campagnoli fu l’ultimo ad abbandonare la nave. Il Lively recuperò 21 sopravvissuti, mentre altri 66 uomini – salvatisi su due scialuppe -, che si erano rifiutati di essere salvati dalla nave nemica, furono tratti in salvo dal cacciatorpediniere italiano Giovanni Da Verazzano, sopraggiunto alcune ore più tardi. Tra l’equipaggio civile militarizzato, composto da 33 uomini, vi furono 5 morti accertati e dispersi.

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Notizie tecniche
Varo: 4 aprile 1931 a Monfalcone;
Lunghezza tra le perpendicolari: 78,5 metri;
Altezza dalla linea di costruzione: 5.20 metri;
Larghezza: 12.20metri;
velocità massima: 14.5 nodi;
Tonnellate stazza lorda: 1.976
Armamento:
– 2 cannoni da 102/45 mm;
– 2 mitragliere da 13,2 mm;
– 2 mitragliere da 20 mm;
– 2 scaricabombe per bombe di profondità ferroguide per 90 mine.

Dispersi in mare
– Marinaio Salvatore Cavallaro nato a Palermo il 21.7.1914;
– Fuochista Giuseppe Cicognani nato a Ravenna il 22.7.1917;
– Sottocapo Furiere Domenico Covacich nato a Comeno il 17.7.1912;
– Cannoniere Attilio Di Costanzo nato a Pozzuoli il 28.4.1914;
– Sergente Radiotelegrafista Goriano Fulceri nato a Suvereto il 20.10.1908.

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