A caccia di Enigma

di Claudio53

Diritti riservati dell’autore per gentile concessione a www.lavocedelmarinaio.com (vietata la duplicazione, anche parziale, se non autorizzata dall’autore).

1 – Operazione Ruthless
Il 12 settembre 1940 un uomo dell’intelligence britannico, Ian Fleming, propose di catturare un nave della kriegsmarine. Si doveva lanciare un finto SOS simulando un incidente di un aereo tedesco nel Canale della Manica e mettere in mare un battellino di salvataggio con dentro 5 soldati britannici vestiti da aviatori tedeschi e che simulavano, con le bende e con le uniformi sporche di sangue, di essere feriti. Una volta recuperati da una unità tedesca di salvataggio, presumibilmente una R-Boot (Dragamine impiegato in maniera polivalente), dovevano impadronirsi della nave, uccidere l’equipaggio, gettarlo in mare e portare l’unità in un porto del Regno Unito.
Accolta la proposta l’intelligence britannico pianificò l’Operazione Ruthless con l’obiettivo di poter catturare su una nave tedesca un esemplare della macchina Enigma. Il piano che doveva essere realizzato ad ottobre del 1940 ma non fu mai attuato.
Ian Fleming alla fine della Guerra incomincerà a scrivere romanzi di spionaggio e diventerà famoso inventando il super agente dei servizi segreti 007.

2 – Operazione Primrose
E’ un’operazione iniziata nel febbraio del 1940 e conclusa nel 1941. Anche se studiata solo per i sommergibili, nella rete di questa operazione caddero anche unità navali.
a) U-Boot 33
Il 5 febbraio 1940 l’U-Boot U-33 partì da Wilhelmshaven (Ge) per svolgere una audace missione di minamento alla foce del fiume Clyde sulla costa occidentale scozzese dove si trova, sulla riva est del Gare Loch a nord del Firth of Clyde a circa 25 miglia ad ovest della città di Glasgow, una importante base navale inglese (oggi base dei sommergibili nucleari britannici). Tale base era l’ancoraggio più importante degli Alleati nella parte orientale dell’Oceano Atlantico.1-u-boot-U33-foto-internet-www-lavocedelmarinaio-comDopo una navigazione in un mare in tempesta, il battello raggiunse la foce del fiume la sera dell’11 febbraio entrando nel Firth of Clyde intorno a mezzanotte tra 11 ed il 12. Contemporaneamente il dragamine britannico HMS “Gleaner” era in pattugliamento a sud dell’isola di Arran.

2-zona-operazione-u-33-foto-internet-www-lavocedelmarinaio-com

Verso le 02.50 le vedette del sommergibile avvistarono a poca distanza l’unità nemica. L’U-33 si immerse nella speranza di non essere stato visto cosa che così non fu perché il Gleaner, anche se in maniera saltuaria, prese contatto e riuscì a mantenerlo. Iniziò una lunga lotta anti sommergibile con il lancio di numerose bombe di profondità e che finì alle prime luci dell’alba quando, alle ore 05.22, l’U-Boat venne in superficie. Il “Gleaner” aprì il fuoco con le armi di bordo ma dopo 5 minuti cessò il tiro per prepararsi a speronare il battello.
L’azione fu subito annullata quando fu osservato che l’equipaggio del U-33 si era riunito sul ponte superiore, con le mani sollevate in aria in segno di resa e successivamente si buttarono nell’acqua gelida per raggiungere l’unità inglese. Il dragamine si era appena posizionato a 250 metri di distanza, con rotta parallela al sommergibile, quando una esplosione fece scuotere il battello che affondò dopo pochi minuti. Il Comandante dell’U-33 aveva fatto collocare delle cariche esplosive ed aveva fatto distribuire i rotori del codice Enigma a 3 marinai con l’ordine di gettarli in mare quanto più distante dal sommergibile. Intanto nelle gelide acque iniziarono le operazioni di recupero del personale tedesco, a cui parteciparono altre unità da Guerra britanniche ed anche pescherecci giunti sul posto. Su 42 uomini di equipaggio i sopravvissuti furono 17 ed i morti 25. Addosso ad un prigioniero furono trovati tre rotori della cifrante Enigma di cui due erano il VI ed il VII impiegati solo dalla Marina Militare, ovvero si scoprì che la Kriegmarine impiegava più rotori per crittografare le sue comunicazioni.

3-hms-gleaner-foto-internet-www-lavocedelmarinaio-com

L’azione fu subito annullata quando fu osservato che l’equipaggio del U-33 si era riunito sul ponte superiore, con le mani sollevate in aria in segno di resa. I sopravvissuti si buttarono nell’acqua gelida ed il dragamine si era appena posizionato a 250 metri di distanza, con rotta parallela al sommergibile, quando una esplosione fece scuotere il battello che affondò dopo pochi minuti. Il Comandante dell’U-33 aveva fatto collocare delle cariche esplosive ed aveva fatto distribuire i rotori del codice Enigma a 3 marinai con l’ordine di gettarli in mare quanto più distante dal sommergibile. Iniziarono le operazioni di recupero del personale tedesco, a cui parteciparono altre unità da Guerra britanniche ed anche pescherecci. Su 42 uomini di equipaggio i sopravvissuti furono 17 ed i morti 25. Addosso ad un prigioniero furono trovati tre rotori della cifrante Enigma di cui due erano il VI ed il VII impiegati solo dalla Marina Militare, ovvero si scoprì che la Kriegmarine impiegava più rotori per crittografare le sue comunicazioni.

4-immagine-sonar-u-33-foto-internet-www-lavocedelmarinaio-com

Ancora oggi, il relitto dell’U-33 si trova 53 metri di profondità nel Firth of Clyde in PSN 55° 21.29′ Nord e 05° 01.41′ West.
b) Nave meteo KMS München
A Bletchley Park, il crittologo Harry Kingsley scoprì che le navi meteorologiche tedesche, di solito pescherecci riconfigurati con armamento che operavano isolatamente, utilizzavano gli stessi cifrari delle macchine Enigma impiegate sugli U-Boot. Fu chiaro allora che catturando una di quelle piccole navi sarebbe stato possibile non solo violare l’Enigma navale ma anche decifrare i messaggi verso gli U-Boot e quindi identificare la loro posizione.
Il piano per la cattura di una di queste imbarcazioni, nome in codice “EB”, fu ideato dal Capitano J.R.S. Haines, dell’Operational Intelligence Centre ed il 5 maggio 1941 la 18^ Squadriglia Incrociatori (costituita dalle navi HMS Edinburgh, Manchester, Birmingham e cinque Cacciatorpediniere di scorta) partì da Scapa Flow verso le acque della Norvegia con il compito di catturare il peschereccio München.
La Nave fu intercettata e catturata il 7 maggio e fu inviata a bordo una squadra di abbordaggio. Sul München c’erano solo il Comandante, un altro Ufficiale e due uomini poiché il resto dell’equipaggio aveva già abbandonato l’unità. Benché il Comandante vedendo avvicinare le navi britanniche avesse fatto buttare a mare, come era prevedibile, la macchina Enigma e i codici del mese di maggio, furono recuperati i codici di giugno che arrivarono a Bletchley Park il successivo 10 maggio.
Il München fu trasportato a Scapa Flow in maniera occulta e la fortuna volle che la Kriegsmarine pensò che la nave fosse affondata per cui il codice rimase in vigore regolarmente facilitando il lavoro dei Crittografi Britannici.
c) Polares/Schiff 26
Il 30 aprile 1940 il cacciatorpediniere HMS Griffin era in pattugliamento al largo della Norvegia. Alle ore 10.30 fu avvistato un peschereccio di nome Polares battente bandiera danese. Il Comandante del Griffin, John Lee-Barber, avendo ricevuto in precedenza una comunicazione che un’altra unità britannica era stata attaccata da una piccola unità tedesca mascherata da peschereccio olandese, decise di investigare inviando a bordo del presunto peschereccio una squadra di abbordaggio.
Avvicinandosi all’unità da ispezionare il Comandante della squadra, il tenente Alex Dennis, notò che sotto il nome Polaris sembrava esserci un altro nome ed un telo, che da lontano sembrava coprire un’imbarcazione, invece nascondeva un cannone. I sospetti furono confermati quando a bordo furono accolti da un componente dell’equipaggio che parlava in inglese con un forte accento tedesco e fu notato che delle reti da pesca coprivano due tubi lanciasiluri. In sintesi, si trattava di un peschereccio requisito dai tedeschi il cui nominativo era Schiff 26. L’equipaggio del finto peschereccio si arrese subito quando uno della squadra di abbordaggio nel salire a bordo dell’unità d’istinto sfoderò la pistola.
Mentre l’equipaggio si arrendeva dalla parte opposta dell’unità alcuni uomini buttarono in mare due sacchi. Uno affondò subito, dopo si seppe che conteneva la macchina Enigma, e l’altro rimase a galla. Un cannoniere della Griffin, sfidando l’acqua gelata con temperatura prossima allo zero, si getto in mare e dopo vari tentativi riuscì a recuperare il sacco che conteneva il registro dell’operatore alle comunicazioni con alcuni messaggi in chiaro e i corrispondenti testi cifrati, le configurazioni del pannello delle connessioni (plugboard) e la posizione di partenza di Enigma. Il peschereccio fu poi trainato in porto a Scapa Flow, ma anziché arrivare ed essere ormeggiato in segreto in un angolo del porto fuori da occhi indiscreti, fu rimorchiato come una preda da Guerra con la bandiera tedesca sventolante con sotto una bianca. La scena fu filmata da una troupe cinematografica ma per fortuna il film fu confiscato prima che potesse essere divulgato.
Il materiale recuperato consentì di violare il traffico tedesco relativo a sei giorni di trasmissione della Kriegsmarine.
d) U-Boot 110
L’U-Boot 110 e l’U-201 l’8 maggio 1941 attaccarono nei pressi dell’Islanda il convoglio Britannico OB-318, che trasportava munizioni e armi destinate al fronte egiziano. L’U-110 individuato dalle Unità di scorta fu sottoposto ad una violenta reazione con lancio di bombe di profondità che lo costrinsero, per i danni subiti, all’emersione rapida. Appena in superficie il battello su sottoposto al fuoco dei Cacciatorpediniere e colpito iniziò ad imbarcare acqua. Il Comandante dell’U-110 credendo in un rapido affondamento dell’Unità diede l’ordine ai suoi di abbandonare il sommergibile e dispose di distruggere o sabotare tutto ciò che era possibile. Per motivi non noti l’ordine non venne eseguito. Poiché il sommergibile, pur essendo fortemente danneggiato, non stava affondando così rapidamente come sembrava, il Capitano di Fregata britannico John Baker Cresswell intuì la straordinaria opportunità che si presentava di tentare di recuperare a bordo eventuali codici tedeschi ed ordinò subito il cessate il fuoco. Fece rinchiudere nell’interno delle Unità britanniche i superstiti tedeschi recuperati in mare, in modo che non potessero vedere quello che succedeva all’estero, ed inviò a bordo dell’U-110 una squadra che riuscì a recuperare una la macchina cifrante Enigma, il manuale e le tavole per il posizionamento dei rotori oltre ad un gran numero di documenti amministrativi.

5-sommergibile-u-1010-e-hmz-bulldog-h91-foto-internet-www-lavocedelmarinaio-com

L’U110 fu preso successivamente a rimorchio ma affondò durante la navigazione. Questo evento favorì il mantenimento del segreto su quanto accaduto e consentì all’unità di crittoanalisi del Regno Unito di Betchley Park la decrittazione del traffico radio degli U-Boot sulla rete della Kriegsmarine denominata Hydra. Tale vantaggio operativo fu mantenuto fino all’inizio dell’anno 1942, quando l’introduzione della variante Triton nel sistema di cifratura tedesco, destinato alla flotta degli U-Boot, impedirà qualsiasi decrittazione dei messaggi radio fino a tutto dicembre dello stesso anno.
3 – Operazione Jubilee
Inizialmente denominata Operazione Rutter e successivamente Jubilee, fu un assalto anfibio condotto il 6 giugno 1944 che prevedeva lo sbarco sulle spiagge della cittadina di Dieppe nel nord della Francia. Le motivazioni che portarono all’esecuzione di questa Operazione, per molto tempo, furono giustificate con la necessità di distrarre truppe tedesche dal fronte orientale poiché la Russia era in difficoltà ed acquisire informazioni sulle operazioni anfibie nella zona atlantica della Francia, in previsione dello sbarco in Normandia. Con la declassificazione di molti documenti negli anni settanta si è potuto apprendere che un altro obiettivo dell’operazione era quello di impossessarsi dell’Hotel Moderne vicino al porto di Dieppe, dove era allocato il Quartier Generale della Kriegsmarine dell’Atlantico, con lo scopo di catturare dei materiali e documenti di Enigma. Per tale motivo il personale di Betchley Park era imbarcato su alcune Unità.

6-spiagge-dello-sbarco-a-dieppe-foto-internet-www-lavocedelmarinaio-com

Nessuno degli obiettivi fu raggiunto ed in meno di 10 ore di duri combattimenti su 6.086 uomini che sbarcarono morirono o furono feriti o fatti prigionieri 3.367 uomini (quasi il 60%), in buona parte canadesi del Calgary Regiment del 1° Canadian Tank Brigade. La Royal Air Force perse 106 velivoli (rispetto al 48 persi dalla Luftwaffe) e furono affondati 33 mezzi da sbarco e un cacciatorpediniere della Royal Navy.

Questo articolo è stato pubblicato in Attualità, Che cos'è la Marina Militare?, Curiosità, Marinai, Marinai di una volta, Navi, Recensioni, Storia. Permalink.

15 risposte a A caccia di Enigma

  1. Giuliano Tosolini dice:

    Ottima ricerca Ezio , complimenti !! Purtroppo da qulli eventi ne risentì anche la guerra in Africa , dove Rommel era regolarmente intercettato dagli inglesi ! Altro evento nefasto poi per la nostra marina fu Matapan , per lo stesso motivo, i tedeschi trasmettevano e gli inglesi decrittavano !!

  2. Marco Rossi dice:

    Eh si! Purtroppo per noi!

  3. Roberto Daris dice:

    Per i fatti di cui sopra descritti,ci sarà una mancanza e responsabilità di qualcuno? Una prece x quanti sono morti x questi fatti R.P.I.

  4. Giuliano Tosolini dice:

    Nessuna responsabiità, gli inglesi riuscirono ad impossessarsi di una macchina cifrante tedesca senza che i tedeschi lo sospettasero. Da quel momento la guerra per noi italiani, alleati dei tedeschi , soffrì indirettamente ma pesantemente, per gli scambi di notizie che avvenivano tra i vari comandi. Pensate che Churchill, seppe in anticipo anche di un bombardamento da parte dei tedeschi della città di Coventry, ebbene, non fece avvisare nessuno per evitare che così i tedeschi capissero che erano intercettati e decifrati.Coventry fu bombardata e le vittime furono innumerevoli, ma in guerra tutto è permesso no ??

  5. Roberto Daris dice:

    E’ molto semplicistica la causa dei disastri italiani ,OK

  6. Giuliano Tosolini dice:

    Non volevo assolutamente essere semplicistico, ho solo cercato di contribuire alla discussione essendomi documentato leggendo libri sull’argomento scritti prima e dopo la scoperta di enigma.

  7. Claudio53 dice:

    Concordo con Tosolini ma anche con Daris. Enigma contribuì ma non fu solo la tale macchina la causa della nostra sconfitta.

  8. Egidio Aberti dice:

    Documento molto interessante, grazie per avermelo esteso

  9. Giovanni Tritto dice:

    condivido

  10. Palombaro Nero dice:

    Per intenditori …complimenti

  11. Egidio Aberti dice:

    Interessante ricostruzione storica di “questa caccia”

  12. EZIO VINCIGUERRA dice:

    buongiorno carissimo e stimatissimo ammiraglio Egidio Alberti: “Caccia” è il termine più appropriato e sono certo che Claudio 53 concordi con noi. Un abbraccio grande come il mare

  13. Michele Giustiniano dice:

    Interessante!

  14. Sanicola Nicola dice:

    condivido interessante

  15. Giovanni Ciunna dice:

    Grazie mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *