8.9.1943, la vergogna

di Carlo Di Nitto




Banca della memoria - www.lavocedelmarinaio.com
Il re Vittorio Emanuele III (al centro di spalle, con la fascia nera sul braccio in segno di lutto per la morte del genero re Boris di Bulgaria), il principe ereditario Umberto e la regina Elena, fotografati sulla Corvetta Baionetta durante la VERGOGNOSA fuga a Brindisi l’8 settembre 1943.

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58 risposte a 8.9.1943, la vergogna

  1. Franky Wallaby dice:

    doveva morire alla testa delle truppe e lasciare andare a sud il figlio avrebbe fatto un figurone

  2. Renato Pacotti dice:

    Vero e oggi avremmo una monarchia

  3. Giulio Senzacqua dice:

    parole sante invece lui ha fatto come il coniglio

  4. Gennaro Caccaviello dice:

    Il Governo del Regno d’Italia, all’indomani dello 8 di Settembre, decise di trasferire provvisoriamente la capitale del Regno da Roma a Brindisi, dove sta il problema???
    Il Re ed il suo Governo avevano l’obbligo di trovare una location ove avrebbero potuto continuare a governare…
    Lo sapete che la Regina Guglielmina d’Olanda e il Re Haakon VIII di Norvegia, nel 1940 si trasferirono in Gran Bretagna???
    Studiate un po’ meglio la storia invece di raccontare frottole!!!

  5. Francesco La Spada dice:

    Il problema sta nell’aver abbandonato le Ff.AA. ,all’oscuro delle trattative, senza direttive, i comandanti chiamavano Roma chiedendo disperatamente ordini, direttive, etc… A centinaia di migliaia, si trovavano all’estero con i tedeschi incarogniti…. In russia, in francia, grecia,iugoslavia, etc…ma loro, al sicuro a Brindisi. Umberto, timidamente, voleva restare a roma, ma obbedi al padre che era contrario. Davvero complimenti al padre, al figlio, il nipote poi, fu l’ unico ad uccidere un tedesco: 30 anni dopo la fine della guerra, un povero ragazzo turista, che dormiva in una barca nel porto quando questo simpatico mattacchione di Emanuele jr si mise a sparare…

  6. Francesco La Spada dice:

    La Regina Guglielmina e re Haakon scappavano da paesi aggrediti, a Londra per continuare la resistenza. Non da tre anni di criminale cobelligeranza…

  7. Gennaro Caccaviello dice:

    @Francesco: in quale vocabolario sta scritto che spostare provvisoriamente la capitale dello Stato da una città ad un’altra significa “scappare”???

  8. Massimo Borgogni dice:

    Difendere l’operato di “sciaboletta” e di Badoglio mi sembra impossibile.

  9. Gennaro Caccaviello dice:

    Una cosa sono i fatti ed un’altra sono le opinioni (ed i luoghi comuni)

  10. Massimo Borgogni dice:

    Mi meraviglio che il reino non si sia consessa una decorazione per l’eroca impresa….

  11. Gennaro Caccaviello dice:

    Ma figurati, non se la concesse neanche l’Imperatore del Giappone che aspettò due bombette atomiche prima di arrendersi…

  12. Simone Mariotti dice:

    Il Giappone si sarebbe arreso nel Luglio 1945, se solo gli USA avessero concesso di mantenere la dinastia Imperiale al suo posto, invece truman fu irremovibile alla resa incondizionata sapendo che non sarebbe stata accettata, questo perche’ le atomiche dovevano essere sganciate per forza

  13. Gennaro Caccaviello dice:

    Simone Mariotti Infatti la dinastia imperiale fu mantenuta, dopo la resa incondizionata del Giappone… 🙂
    (La “resa incondizionata” era inderogabile perché così era stato deciso alla Conferenza di Teheran tra Churchill, Truman e Stalin)
    Quella che tu fai non è storia, ma bensì fanta-storia!

  14. Simone Mariotti dice:

    Teheran ci fu nel 43 e truman non c;era,.. io mi riferisco alla dichiarazione di Posdam del luglio 1945,… Il Giappone era finito, lo stesso Ike contemporaneamente a Postdam, disse al segretario di stato che l’atomica non era militarmente necessaria, se Truman avesse ascoltato i suggerimenti di Eisenhower, allentando un po’ l’intransigenza voluta molto probabilmente la cosa sarebbe finita li come disse MacArthur in seguito era logico che i Giapponesi rifiutassero i punti di Postdam in quanto non avrebbero mai accettato una occupazione senza che passasse dalla mediazione dell’imperatore. Guarda caso dopo le due atomiche la resa divento’ condizionata ..

  15. Gennaro Caccaviello dice:

    Simone Mariotti Appunto, nel 1943 a Teheran fu deciso da Churchill, Stalin e Roosevelt che TUTTE le Nazioni avversarie avrebbero dovuto arrendersi senza condizioni!!! Non ti risulta???
    Questa era una condizione legittimamente stabilita e che era stata già applicata – prima del Giappone – anche all’Italia ed alla Germania. Non spetta al Vinto, ma al Vincitore stabilire la formula di resa, non credi???
    Dove sta il tuo problema???

  16. Francesco La Spada dice:

    Sig. Gennaro, 650 mila internati in Grrmania secondo Lei? E badi che io penso che l’armistizio fosse inevitabile. Ma c’e’ modo e modo. Badoglio era terrorizzato all’idea che sulla strada da Roma a Pescara la colonna potesse essere fermata dai tedeschi. Quindi sapevano bene a cosa si andava incontro. E ai nostri soldati ci avranno pensato? Badoglio poi, ha sulla coscienza la condotta indegna durante Caporetto. Anche qui, non e’ stato l’unico…

  17. Gennaro Caccaviello dice:

    @Francesco: a mio parere il Re ed il suo Governo avevano la coscienza tranquillissima nel trasferire provvisoriamente la capitale del Regno da Roma a Brindisi; Badoglio aveva chiaramente ordinato alle FF.AA. di “respingere le aggressioni da qualsiasi altra provenienza”. Quest’ìordine doveva essere più che sufficiente per indurre i Generali comandanti le Divisioni a non arrendersi ai Tedeschi senza oppporre resistenza.
    Non a caso il Gen. Gandin a Cefalonia lo recepì perfettamente e la sua Divisione Acqui non si arrese, mentre il Gen. Vercellino ad Atene non lo capì bene ed il suo Corpo d’Armata si arrese subito senza combattere e lui ricevette in cambio un “biglietto” per Salò…
    Gli Unici a comprendere bene l’ordine di Badoglio, furono i Tedeschi!!!
    Ja’ per per piacere, le cose bisogna saperle bene…

  18. Gennaro Caccaviello dice:

    @Francesco: come puoi bene vedere, un Generale, protagonista dell’epoca, Torsiello, non fa alcun accenno alla supposta mancanza di ordini:

    Nel suo “Settembre 1943”, più volte citato, il generale Mario Torsiello scrive che “l’armistizio, del quale nessuno aveva ricevuto preventive notizie, pose tanti Comandi di grandi unità dinanzi a situazioni improvvise e gravissime e i tedeschi, che tutto avevano previsto, li misero con la forza o con l’inganno nella materiale impossibilità di esercitare la loro azione di comando”. Torsiello elenca questi casi (non senza, in qualche caso, comprensibile benevolenza):

    – vari reparti furono sciolti dagli stessi comandanti per sottrarli alla cattura e alla deportazione;

    – unità improvvisamente circondate furono disarmate o si dovettero arrendere per impedire rappresaglie contro le popolazioni civili;

    – vari Comandi dislocati nelle grandi città, dopo un un primo tentativo di resistenza, ne abbandonarono la difesa per sottrarle alle minacciate distruzioni con bombardamenti aerei;

    – alcuni comandanti furono sottoposti a crisi di coscienza e ritennero di non dovere o non potere considerare improvvisamente nemico l’alleato del giorno prima;

    – qualche reparto si sbandò integralmente, soggetto ad improvviso rilassamento morale.

    A tutte queste situazioni specifiche, aggiunge il generale Torsiello, “si sommò la violenza tedesca, con la sua irruenza e la sua immediatezza, con fucilazioni sommarie, con atti e gesti che ebbero profonde ripercussioni sulla sensibilità e sulla compagine dei reparti, anche se inizialmente disposti alla ribellione al tedesco; violenza sempre preceduta da minacciose intimazioni, materializzate dalla presenza di formazioni corazzate mobilissime, decise a risolvere e dominare, in brevissimo tempo, la nuova situazione.

  19. Francesco La Spada dice:

    Sfido chiunque a decidere con chiarezza con quelle disposizioni: respingere le aggressioni da qualsiasi altra provenienza” e poi, il re, i vertici politici, i vertici militari quasi al completo, questo si, veramente vergognoso. Lei pensa davvero che avessero in mente la salvaguardia e la preservazione del paese e delle istituzioni?

  20. Gennaro Caccaviello dice:

    L’Italiano è una bella lingua, ma per chi la conosce…
    (Gli ordini da impartire ai Generali di Divisione, sono diversi da quelli da impartire ai Caporali… Ogni Comandante di Grande Unità (Divisione, Corpo d’Armata) avrebbe dovuto elaborare Lui un piano operativo per eseguire gli ordini del suo Governo…

  21. Francesco La Spada dice:

    Ok. Allora diciamolo. I vertici politico-militari sono stati ineccepibili. La colpa e’ degli ufficiali e dei soldati, che non sapevano l’italiano…

  22. Gennaro Caccaviello dice:

    @Francesco: con tutta la mia stima per le tue note qualità di storico, se permetti, io condivido l’analisi delle responsabilità che fa il Gen. Torsiello il quale, a differenza di te, ha vissuto personalmente da Ufficiale Generale quegli avvenimenti…
    (E’ chiaro che se tu successivamente cambi ciò che scrivi, le mie vecchie risposte appaiono senza senso!)

  23. Michele Spadoni dice:

    Siamo sinceri, persino i Romeni riuscirono a gestire meglio di Casa Savoia il disimpegno dall’ alleanza con la Germania.

  24. Francesco La Spada dice:

    Sig. Gennaro, lasci perdere l’ironia … Il giudizio storico non sonp io a darlo. Mi limito a citare le fonti: altre allo stesso Badoglio nella sua Autobiografia, i libri di Bertoldi e Rochat, una impressionante serie di richieste a Mussolini di medaglie, plebende, assegni, titoli, promozioni, etc…quindi per me male nella 1 gm, discreto in etiopia, malissimo nella 2 g. M. E ogni volta erano migliaia di morti. Poi umsnamente, come definire colui che scap..ops… Si trasferisce a brindisi, ma si dimentica sulla scrivania una lettera del Gen Cavallero, che porto’ alla sua esecuzione? O chi unitamente a Cadorna (bella coppia di piemontesi!!!) diedero la colpa di Caporetto ai soldati che senza ordini, ops… anche qui!!! Cedettero al nemico….se permette, come italiano, e semplice avido lettore, non storico, magari… sono ancora amareggiato per come si svolsero le vicende nel 17, 35 e nel 43. I Savoia sono bocciati dalla storia, non da me. Unitamente alla classe dirigente che selezionarono… A scanso d’equivoci.: NON sono un neoborbonico, anzi..
    Ci sono decine di testimonianze che descrivono un Badoglio che la notte del 7 settembre riceve gli emissari alleati in pigiama e ancora mercanteggia…o che in trasferimento a Pescara, vedi anche foto, descrivono terrorizzato e con le mani nei capelli. Ai presenti disse: “se ci beccano i tedeschi…” e fece il segno della mano sul collo.. .Che altro dire.? Poi, rispetto le opinioni di tutti, pero’…

  25. Massimo Borgogni dice:

    Anche per Caporetto ci sono descrizioni di Badoglio in fuga precipitosa…con i suoi soldati lasciati nelle trincee…

  26. Francesco La Spada dice:

    Appunto… Epoi si invento’ la trappola tesa agli austriaci: farli avanzare nella valle per colpirli con l’artiglieria, fallita perche’ erano saltate le comunicazioni. Che si sappia o ribadisca: il 24.10.1918 Cadorna era in una villa per 15 gg. Di rippso, Badoglio non era al suo comando e per 36 ore non diede notizie, Il gen. Capello si ricovero’ per gravi disturbi, salvo ritornare dopo 6 gg., etc…

  27. Massimo Borgogni dice:

    Fatti a lungo taciuti. E Badoglio si salvo’ pure dalla commissione d’inchiesta su Caporetto…

  28. Gennaro Caccaviello dice:

    Embé, cosa significa? Avrebbe forse dovuto dormire in camicia da notte?
    La Commissione d’inchiesta per Caporetto, dopo aver interrogato i testimoni e visto i documenti, lo scagionò… Chi sei tu per condannarlo???

  29. Massimo Borgogni dice:

    La sua inconsistenza interpretativa fa veramente sorridere…

  30. Gennaro Caccaviello dice:

    La sua invece fa veramente piangere… 🙁

  31. Francesco La Spada dice:

    Senza trascendere, siamo tutti appassionati di storia e stiamo solo discutendo’ pero’ sig. Gennaro non e’ esatto, la commissione non lo scagiono’ , tutt’altro! Furonp accertate le sue gravi responsabilita’. Ma le 12/13/14 pagine, il numero varia a seconda delle fonti, furpno espunte su pressipne del Re per la comune militanza massonics. Questo e’ confermato oltre che da Rochat e Bertoldi, anche da Aldo Mola nella sua monumentale storia della massoneria italiana.

  32. Gennaro Caccaviello dice:

    Francesco LA Spada E’ noto che Mussolini – uno dei più tenaci avversari della Massoneria in Italia – nominò Pietro Badoglio Capo di Stato Maggiore Generale delle FF.AA. e ve lo tenne dal 1925 al 1940…
    Dubito che il Mussolini ‘o bluff avrebbe commesso una tale “ingenuità”, nominando al vertice delle FF.AA. un massone!!!

    Inutile dire che Badoglio, sino a pochi giorni prima, sconsigliò vivamente il Mussolini dall’entrare in guerra, a causa della grave impreparazione delle FF.AA.: “”non abbiamo in magazzino neanche le camicie e le scarpe sufficienti per affrontare una mobilitazione generale”” (vedi a proposito il Diario di Ciano).

  33. Francesco La Spada dice:

    Sig. Gennaro, io non sarò uno storico , ma Lei non sia un ingenuo. Mussolini avversava la Massoneria? Più a parole, che coi fatti, tant’è che si tenne Badoglio per 15 anni, come anche Lei giustamente fa notare. Poi, le geremiadi di Badoglio e degli altri capi militari, ammiraglio Cavagnari, Generale Valle, dopo esser stati un decennio al vertice delle rispettive armi, valgono ZERO, e a pagarne le conseguenze sono stati i piloti, marinai e soldati italiani. Poi, ieri riflettevo sulla sua affermazione. Badoglio l’ordine l’aveva dato ” resistere agli attacchi da ogni altra provenienza”… ma si metta nei panni di un ufficiale in russia, grecia, francia, yugoslavia, lontano migliaia di chilometri dalla patria, senza autonomia logistica, le ferrovie erano controllate dai tedeschi, attorniato da truppe tedesche che nel giro di una notte da alleati sono diventati nemici, come si faceva a redigere piani operativi di resistenza? e poi, gli ordini in qualsiasi esercito non devono seguire la via gerarchica dall’alto verso il basso? Da quando un ordine così dirompente, cambio di alleanza , viene diramato alla radio, e in modo codsì telegrafico e sibillino?
    Torno a dire, per me l’armistizio è stato il male necessario e minore, per uscire da una guerra sbagliata, ma non con le modalità in cui si è svolto ed è stato condotto. E questa responsazbilità politica e militare ce l’hanno rispettivamente il Re e Badoglio.

  34. Gennaro Caccaviello dice:

    Francesco LA Spada Ahahahahah… TUTTE LE LOGGE MASSONICHE IN ITALIA FURONO CHIUSE: prima quelle dipendenti da Palazzo Giustiniani e poco dopo quelle dipendenti da piazza del Gesù, mentre parecchi massoni furono inviati al confino di Polizia…
    Io sarò forse un ingenuo, ma lei è un fantasioso…

  35. Francesco La Spada dice:

    Chiudeva le logge, mandava qualcuno al confino, ma Badoglio era capo di stato maggiore. Combatteva la mafia, ma fino ad un certo punto, ha stipulato i patti lateranensi, ma restava anticlericale, io saro’ un fantasioso, e per questo valuto maggiprmente le prove documentali.prendo attoche per Lei gli ordini erano chiari…e Badoglio e co. grandi condottieri che condividevano il rischio con i propri militi…

  36. Gennaro Caccaviello dice:

    Francesco LA Spada Evidentemente lei non riesce a capire bene ciò che io dico, me ne farò una ragione!
    (Potrebbe dirmi dove io abbia detto che: “Badoglio & Co. erano grandi condottieri che condividevano il rischio con i propri militi”?).
    Non è corretto sa, attribuire ad altri ciò che si pensa!!!

  37. Alessio Benassi dice:

    Sua Maestà il Re ha lasciato Roma per poter mantenere la continuità istituzionale del Regno in modo tale da poter creare un dialogo con gli alleati. Inoltre tutti i capi di stato quando i loro paesi dovettero lasciare la propria capitale per il bene dello stato…studiare la storia.

  38. Francesco La Spada dice:

    Studiare la storia… mah… vieto’ al figlio di rimanere a Roma, e questi ubbidi’ pure… Se era per creare un dialogo e non per salvare la pelle,doveva abdicare, come chiedevano gli americani. Lo fece, TRE anni dopo. Lo salvarono gli inglesi, lui e la sua poltrona… Comunque, lascio il giudizio storico ai dotti e sapienti. Il giudizio umano pur formato sulle fonti coeve, per ovvie ragioni anagrafiche, l’ho gia’ espresso. Saluti. Gli altri capi di stato scappavano dopo aver combattuto…e per continuare a esistere e resistere. Il Re e Badoglio scappavano dagli …alleati del giorno prima. E parlate di studiare la storia. Un altro po e rivalutate la R. S. I.

  39. Alessio Benassi dice:

    Impose a Umberto di partire perché ogni padre lo avrebbe fatto…inoltre non abdicò in quanto eravamo un paese sovrano prima che la repubblica ci fece colonia degli USA…la RSI era uno stato fantoccio non lo “rivaluto” …
    Poi combattere se si fosse combattuto per le strade di Roma i tedeschi avrebbe raso al suolo la città l’unica soluzione per mantenere le istituzioni al sicuro rimanendo sul territorio nazionale era andare in una zona libera non occupata ne dai tedeschi ne dagli alleati …

  40. Francesco La Spada dice:

    Insomma, un buon padre di famiglia. Umberto voleva restare a roma per guidare la resistenza dei militari. Questo disse ex post…ma non lo fece. Pazienza. Questo gli costo’ il regno probabilmente… Ma posso capire l’uomo, il padre, … Ma non posso capire il RE, che salva uno ma abbandona milioni di figli in balia del peggior ex alleato, riguardo a Badoglio lo equiparo ai peggiori gerarchi del regime, avido e carrierista. Salvo riscoprire la vocazione monarchica al 25 luglio

  41. Alessio Benassi dice:

    Badoglio era quello che era lo si sa! Il fatto che al esercito non furono dati ordini fu colpa del governo…il Re aveva il comando “formale” dell’esercito

  42. Gennaro Caccaviello dice:

    Alessio Benassi Quello di Badoglio dello 8 di Settembre, di “respingere le aggressioni da qualsiasi altra provenienza” , era un ordine sufficientemente chiaro, per TUTTI i Comandanti: la viltà di molti poi la si è voluta porre a carico del Re e del Governo di Badoglio!!!
    (Leggiamo ciò che scrisse il Generale Torsiello, nel 1946 – fresco di ricordi – nel suo libro “Settembre 1943”, da me sopra riportato…)

  43. Alessio Benassi dice:

    Vero! Purtroppo c’è chi non ha compreso…poi non era facile gestire tutte quelle truppe su vari fronti

  44. Francesco La Spada dice:

    Il generale Torsiello, unica fonte da voi citat era un fervente monarchico, al Re doveva la sua carriera. Alla prova dei fatti, non sa far di meglio che scaricare la colpa sui sottoppsti. Come Cadorna, come Badoglio. Fra l’altro, in un libro di memorie, smentito da molte piu’ fonti documentali….

  45. Gennaro Caccaviello dice:

    Alessio Benassi Diciamo: CHI NON HA VOLUTO comprendere e non a caso – poco dopo – li ritroviamo nella R.S.I. (vedi Gen. C.A. Vecchierelli)…
    LA Spada Mi perdonerà, ma io agli storici preferisco i TESTIMONI OCULARI!!!

  46. Michele Spadoni dice:

    Un padre di famiglia un par di Ciufoli mi sia concesso dire, dato che, in pratica, consegnò la figlia Mafalda nelle mani dei tedeschi

  47. Gennaro Caccaviello dice:

    …per salvare l’Italia!

  48. Michele Spadoni dice:

    E soprattutto la ghirba e il trono

  49. Alessio Benassi dice:

    No! La infelice morte della Principessa Mafalda fu dovuta ad una serie drammatica purtroppo!

  50. Michele Spadoni dice:

    Sì, vero una serie drammatica, ma persino quell’imbecille del padre , chiamiamolo col suo nome, non si curò minimamente di avvisare la figlia e cercare di metterla in salvo.

  51. Alessio Benassi dice:

    Sbagliato la principessa Mafalda fu avvisata tramite la Regina di Romania ma la principessa raggiunse comunque Roma in quanto moglie di un ufficiale tedesco…e purtroppo è successo quello che è successo…

  52. Alessio Benassi dice:

    Inoltre Umberto era l’erede al trono e un militare doveva obbedire

  53. Francesco La Spada dice:

    Se è per questo, aveva anche il dovere di combattere…

  54. Alessio Benassi dice:

    Umberto ha combattuto alla testa delle truppe rischiando la sua stessa vita nel periodo della cobelligeranza…é riportato anche dagli americani

  55. Giulio Senzacqua dice:

    umberto x caso era in prima linea a dirigere il tiro

  56. Enrico Manea dice:

    condivido

  57. Giuseppe La Rocca dice:

    condivido

  58. Alessio Benassi dice:

    Umberto era in prima linea…si a rischio della propria vita quasi volesse ridare lustro e onore alla dinastia con il proprio sacrificio gli americani proposero di decorarlo ma l’alto comando americano rifiutò…é storia.

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