24 agosto 1911, varo regio incrociatore Taranto

a cura Carlo Di Nitto
http://digilander.libero.it/carandin/taranto.htm

Carlo Di Nitto per www.lavocedelmarinaio.comStoria
L’incrociatore leggero Taranto, ex Strassburg della “Kaisermarine” (Marina Imperiale Germanica), venne costruito nell’Arsenale di Wilhelmshaven (Germania). Impostato nel 1910, varato il 24/8/1911 e completato il 9/10/1912, fu ceduto alla Regia Marina Italiana in esecuzione alle clausole navali del trattato di pace. L’unità fu iscritta il 19/9/1920 nel Quadro del Naviglio Militare ed era stata presa in consegna dalla Marina Italiana il 20/7/1920 nella base francese di Cherbourg; designata provvisoriamente con la lettera O fu trasferita nella base di Taranto dove venne sottoposto a lavori di ripristino ed a leggere modifiche che si protrassero per diversi anni. Il Taranto entrò quindi in servizio effettivo il 2/6/1925.

Regio incrociatore Taranto (foto U.S.M.M.) . copia - www.lavocedelmarinaio.com
Nella Marina Germanica lo Strassburg costituiva una classe di incrociatori leggeri con altre tre unità; di queste, due (il Magdeburg ed il Breslau) andarono perdute nel corso della guerra 1914/18 mentre la terza (lo Stralsund) fu ceduto alla Francia che lo ribattezzò Mulhouse.
Nella Marina Germanica lo Strassburg costituiva una classe di incrociatori leggeri con altre tre unità; di queste, due (il Magdeburg ed il Breslau) andarono perdute nel corso della guerra 1914/18 mentre la terza (lo Stralsund) fu ceduto alla Francia che lo ribattezzò Mulhouse.

Regio incrociatore Taranto dopo la sua trasformazione (15 gennaio 1937) - foto U.S.M.M. - copia www.lavocedelmarinaio.com

Attività operativa
L’incrociatore, nei quadri della Marina Germanica, svolse una notevole attività nel corso della Prima Guerra mondiale.
Dopo la sua entrata in servizio nella Regia Marina, nel giugno 1925, passato in armamento dopo i lavori di modifica, entrò a far parte della Divisione Leggera dell’Armata Navale, partecipando alle manovre navali. Il 1° dicembre fu aggregato alla Prima Divisione della Squadra Esploratori dell’Armata Navale.
Il 3/5/1926 partì per il Mar Rosso toccando le acque dell’Eritrea e della Somalia con l’insegna di Comando Superiore Navale dell’Oceano Indiano. In Somalia cooperò con i presidi aterra nella lotta contro i ribelli. Una sua compagnia da sbarco di 120 marinai sbarcò a Bender Kassim occupando detta località per ventisette giorni.
Il 14/1/1927 ritornò in Italia a Taranto per lavori di manutenzione e riparazione.
Eseguiti i lavori, il 20/9/1927 entrò a far parte della Divisione Esploratori della Seconda Squadra.
Dal 15/3/1928 al 1°/10/1929 fu invece destinato alla Divisione Esploratori della Prima Squadra effettuando brevi crociere nelle acque del Mediterraneo occidentale e dell’Atlantico.
Dal 10/10/1929 passò alle dipendenze del Comando in Capo della Seconda Squadra e dal 21 dello stesso mese divenne Nave Ammiraglia della Quarta Divisione.
Nel 1930 e nel 1931 effettuò crociere in Albania, in Libia e Grecia.
Il 1°/7/1932, unitamente alla torpediniera Zenson costituì il Gruppo Navi Scuole Meccanici effettuando una crociera nel corso della quale furono toccati porti italiani dell’Adriatico e le acque dell’Albania, della Grecia e della Libia.

Regio incrociatore Taranto ex Strassburg

Il 1° settembre dello stesso anno, sciolto il Gruppo Navi Scuole, il Taranto diventò Nave Ammiraglia della Forza navale di Riserva.
Dal 1° luglio 1933, insieme alla torpediniera Cortellazzo, ricostituì il Gruppo Navi Scuole Meccanici. Nel corso della campagna d’istruzione furono visitati porti greci, del Dodecaneso e libici.
Il 18 febbraio 1934 assunse funzioni di nave sede dell’Ispettorato Sommergibili. Nell’estate dello stesso anno, con i sommergibili dipendenti, effettuò una crociera in Mediterraneo toccando la Grecia, il Dodecaneso, la Palestina, l’Egitto, la Libia, la Sicilia, l’Algeria e la Spagna.
Nel maggio 1935 il Taranto passava a La Spezia per lavori di rimodernamento, dopo i quali fu destinato in Mar Rosso dove giunse il 5/9/1935. Svolse varie missioni lungo le coste dell’Eritrea e della Somalia in compiti di servizio coloniale.
Il 28/8/1936 ritornò a Taranto e poco dopo entrò in Arsenale per radicali lavori di riparazione e trasformazione.
Il 10/6/1938 il Taranto fu trasferito a Pola ed il 19 agosto 1939 a Venezia. Dopo aver subito altri lavori partì per Taranto dove giunse il 29 ottobre. All’inizio del 1940 faceva parte delle Forze Navali dello Jonio e Basso Adriatico alle dipendenze del Comando in Capo del Dipartimento Marittimo di Taranto. Erano con esso l’incrociatore Bari, la nave appoggio aerei Miraglia, la Seconda Squadriglia CC.TT. (Espero, Ostro, Zeffiro, Borea), la Sesta Squadriglia Torpediniere (Pilo, Sirtori, Mosto, Missori) oltre al nucleo di navi ausiliarie.
All’atto della dichiarazione di guerra, l’unità si trovava dislocata a Brindisi da dove effettuò alcune missioni per la posa di mine. Il 21 giugno si trasferì a Taranto; ma il 29 ottobre fece ritorno a brindisi in conseguenza delle ostilità contro la Grecia. Fu quindi dislocato in Alto Adriatico e, il 10 aprile 1941, nuovamente a Brindisi. Il 20 luglio effettuò il bombardamento delle opposte coste adriatiche, appoggiando l’azione di reparti da sbarco in concomitanza con le operazioni che portarono all’occupazione della Jugoslavia, delle isole Jonie e della Grecia.
Sempre nel 1941 fu assegnato alla Forza Navale Speciale come Nave Ammiraglia.
Il 12/8/1941 l’incrociatore si trasferì a La Spezia per lavori di riparazione. L’11 dicembre ritornò ad essere Nave Ammiraglia della Forza Navale Speciale.
Il 26/2/1942 si trasferì a Livorno da dove effettuò uscite per esercitazioni.
Il 12/12/1942, il Taranto si trasferì da Livorno a La Spezia. In questa sede rimase nella posizione di riserva fino all’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio.
Il Taranto andò perduto il giorno 9 settembre 1943, alle ore 14.00 circa, nella base della Spezia per autoaffondamento. Recuperato dai tedeschi per ostruire un passaggio della diga foranea, venne poi affondato con bombe dagli aerei alleati nell’incursione del 23/10/1943, prima di poter essere utilizzato; un secondo tentativo di recupero fallì ed il Taranto venne nuovamente colpito durante l’attacco aereo alleato del 23/9/1944 sempre alla Spezia.
Il relitto venne recuperato nel dopoguerra e quindi demolito. Agli effetti amministrativi, l’incrociatore Taranto fu radiato dal Quadro del Naviglio Militare il 27/3/1947.
Nel corso delle operazioni della Seconda Guerra Mondiale aveva effettuato 11 missioni di guerra percorrendo 4420 miglia, per un totale di 375 ore di moto. Le 11 azioni di guerra compresero: 6 missioni per posa di sbarramenti di mine e 5 missioni varie.

Regio incrociatore Taranto (particolare) foto U.S.M.M. - copia - www.lavocedelmarinaio.com

Caratteristiche tecniche
Lunghezza: 138,7 mt. fuori tutto.
Larghezza: 13,5 mt.
Immersione: 6 mt (a pieno carico).
Dislocamento: 5933 tonn. (a pieno carico).
Apparato generatore: 16 caldaie Tipo Schultz a tubi d’acqua a combustione mista con una scorta di combustibile (a pieno carico) di 1200 tonn. di carbone più 106 tonn. di nafta
Apparato motore: 2 Turbine Parsons da 25.000 HP di potenza e n° 2 eliche a tre pale.
Velocità: 27 nodi.
Autonomia: 5820 miglia a 12 nodi-
Armamento: n° 7 cannoni da 149/43; n° 2 cannoni da 88/45; n° 4 Lancia siluri da 500. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale fu dotato di mitragliere antiaeree leggere. Sistemazioni per la posa di campi minati con una dotazione di 120 mine. Durante il servizio presso la Marina Italiana imbarcò anche un idrovolante da ricognizione.
Equipaggio: 461 uomini (dei quali n° 15 ufficiali).
Motto: “OVUNQUE UN RAGGIO DELLA GLORIA D’ITALIA” (suggerito dall’allora Regina Madre Margherita di Savoia).

regi incrociatori Bari, Fiume e sullo sfondo Taranto (foto U.S.M.M.) - copia - www.lavocedelmarinaio.com

(regi incrociatori Bari, Fiume e sullo sfondo Taranto – foto U.S.M.M.)

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4 risposte a 24 agosto 1911, varo regio incrociatore Taranto

  1. Raffaele Napolitana dice:

    Una lunga ed eroica carriera del Regio Incrociatore Taranto.

  2. Vincenzo Giudice dice:

    condivido

  3. Gianluca Vallone dice:

    condivido

  4. Sandro Saccheri dice:

    condivido

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