11.8.2016 a Catania “Cose di Sicilia di e con Cinzia Caminiti”

di Paolo Sidoti

11.8.2016 con Cinzia Caminiti - www.lavocedelmarinaio.com

Catania 11 agosto 2016,
sulla riva della spiaggia del lido Tre Gabbiani, il tramonto ha esitato un po’ prima di compiere l’ennesima incantevole meraviglia giornaliera, forse incuriosito dal palco sulla sabbia in riva al mare per lo spettacolo “cose di Sicilia” di e con Cinzia Caminiti, secondo appuntamento della rassegna “Teatro d’aMARE” organizzato da Graziella Tramontana, Cinzia Caminiti e Nellina Laganà.
Visto da lontano il palco appariva come una barca in mezzo al mare, dove i tessuti e i costumi colorati appesi con le grucce, della semplice ed efficace scenografia, sembravano le sue vele in attesa del vento buono, giunto poco dopo, con un pubblico curioso e attento, che ha apprezzato insieme allo spettacolo anche la lodevole iniziativa di portare il teatro alla plaja della città.
Lo spettacolo ha un forte impatto sul pubblico che segue con viva partecipazione i canti, i cunti e le filastrocche, che con la forza del suono apotropaico del dialetto, rievocano immagini lontane e antichi ricordi che Cinzia Caminiti ha estratto sapientemente dal suo prezioso scrigno, sotto forma di fogli di carta ingiallita lanciati dal palco alla fine di ogni lettura.
Si spegne il tramonto e si accendono le luci, la voce di Cinzia Caminiti vibra nell’aria insieme al suono del mare ed alla chitarra di Gianni Nicotra, interpretando “Lingua e dialetto” di Ignazio Buttitta, seguono alternandosi in un ritmo sempre più avvolgente i canti “Signuruzzu chiuviti chiuviti”, “Cantu di lu metri”, “La Malmaritata”, “A Siminzina”. Insieme ai racconti morali tratti da testi sacri di Pitre, di Salomone Marino, di Guastella: “à Giustizia”, “i ricchi e i poveri”, “à ragiuni, tutti i cosi su fatti ppi dinari”.
Un suono inconfondibile la voce di Cinzia Caminiti, sia nel canto che nella recitazione, che come uno strumento tocca i registri drammatici, ironici, grotteschi e sempre con la stessa passione di chi ha custodito e trasmesso fino a oggi questo immenso e grandissimo patrimonio culturale.
C’era un tempo in cui per raccontare bastava incontrarsi nei cortili, seduti in cerchio riscaldati dal braciere d’inverno e rinfrescati da acqua fresca e anice nelle caldi estati, con le sue “cose di Sicilia” Cinzia ha creato la stessa magica atmosfera di quel tempo.
Fino a quando ci sarà una storia da raccontare, in questo mondo ci sarà sempre una speranza!
Cinzia Caminiti ha tante storie da raccontare e grazie anche al suo lavoro di ricerca, la chitarra del dialetto non perderà una sola corda. Ci fu un tempo in cui la tradizione popolare e dialettale, da molti fu ritenuta inutile e quindi da eliminare, così noi uomini contemporanei abbiamo perso le radici, l’identità e la nostra appartenenza, siamo viaggiatori disorientati intenti a cercare la giusta direzione, eventi come quello di stasera sono la nostra bussola.
In un mondo sempre più social in cui soprattutto nei i ragazzi le emotions hanno preso il posto delle parole, sono profetiche le parole del grande Buttitta, “Un populu mettilu a cantina, livatici u travagghiu, u passaortu, a tavula unni mangia, u lettu unni dormi è ancora riccu. Un populu diventa poviru e servu quannu cci arrobbanu a lingua addurata de patri.
La potenza del dialetto tocca la dimensione profonda del subconscio e corde emotive che la lingua italiana non può fare, ha il fascino di un destino “carsico”, scompare per poi ricomparire come una necessità di cui non si può fare a meno.
Oltre a Cinzia Caminiti ci hanno accompagnati in questo caleidoscopio viaggio: Gianni Nicotra alla chitarra Gianni Nicotra e Nicoletta Nicotra ai cori, che hanno supportato con il ritmo ed i controcanti il prezioso carico dello scrigno dei ricordi di “cose di Sicilia”.
Lo spettatore seduto sulle poltrone con i piedi poggiati sulla sabbia, alla fine dello spettacolo complimentandosi con gli esecutori, ha lasciato le sue orme anche sulla propria memoria dove nessuna marea le potrà mai cancellare.
Complimenti all’ottima organizzazione del Lido Tre Gabbiani, nella persona della Signora Graziella Tramontana che con le rassegna “Teatro & Libri d’ aMARE” ha inaugurato una piacevole novità nel panorama culturale della città di Catania e per la quale si auspica un proseguo oltre la stagione estiva.

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