8.1.1916, affondamento del regio incrociatore Città di Palermo



tratto da www.marina.difesa.it

Banca della memoria - www.lavocedelmarinaio.com
Il regio incrociatore ausiliario Città di Palermo (3414 tsl), al comando del capitano di fregata Enrico Cuturi, affonda con la perdita di 90 uomini (fra italiani e britannici) al largo di Brindisi per urto contro una mina posata dal sommergibile posamine germanico UC 14 (comandante, sottotenente di vascello C. Bauer).

              – SI CERCANO I NOMINATIVI DEI 90 UOMINI PERITI NELLA TRAGEDIA –

Regia nave Città di Palermo - FOTO U.S.M.M. www.lavocedelmarinaio.com
A seguito di segnalazioni, prontamente arrivate a questo blog tramite mail, si riporta di seguito l’articolo con lo stesso titolo ma modificato nei contenuti. Ringrazio gli autori per l’amore misericordioso che li contraddistingue quando si parla di Marinai deceduti.
Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

8.1.1916, affondamento regio incrociatore Città di Palermo
di Claudio53, Antonio Cimmino

La nave, appartenente alle Ferrovie dello Stato, requisita ed armata dalla Regia Marina, fu trasformata in Incrociatore Ausiliario. Il Città di Palermo (3414 tsl), al comando del Capitano di fregata Enrico Cuturi, affondò con la perdita di 93 uomini (fra italiani e britannici) al largo di Brindisi per urto contro una mina posata dal sommergibile posamine germanico UC 14 (Comandante, Sottotenente di Vascello C. Bauer).
Il mattino dell’8 gennaio 1916, l’unità lasciò Brindisi con a bordo 546 tra membri dell’equipaggio e militari destinati a Durazzo e al fronte di Salonicco. Poco dopo aver lasciato il porto, intorno alle 8.30, a circa 6 miglia a nordest di Brindisi, la nave entrò in un campo minato posato il precedente 10 dicembre dal sommergibile tedesco UC 14 ed urtò una mina, affondando con grande rapidità.
Numerosi drifters britannici ed italiani (pescherecci adibiti alla ricerca sommergibili con reti a strascico in acciaio) accorsero prontamente sul luogo, riuscendo a salvare la grande maggioranza degli uomini imbarcati.
Purtroppo, due drifters britannici accorsi per i soccorsi il Morning Star ed il Freuchny affondarono per urto di mine. Su alcuni testi viene riportato che in tale occasione affondò anche il drifter Gavenwood ma non è corretto poiché tale imbarcazione affondò il successivo 20 febbraio (sempre sullo stesso campo minato messo in opera dal U-Boot UC 14).

8.1.1916 Regia nave Città di Palermo
Il contingente britannico che imbarcò sul Città di Palermo (diretto a Valona) era composto da 4 Ufficiali e 139 militari. Sono deceduti:

• sul Città di Palermo 36 italiani e 57 britannici per un totale di 93 uomini;
• sul Drifter Morning Star  9 britannici;
• sul Drifter Freuchny 8 britannici.
• 453 uomini poterono essere tratti in salvo dalle unità soccorritrici.

Di seguito si riportano i nominativi dei Marinai deceduti:

Elenco Marinai deceduti su regia nave Città di Palermo (1) - www.lavocedelmarinaio.comMarinai UK deceduti su Città di Palermo (1) - www.lavocedelmarinaio.comMarinai UK deceduti su Città di Palermo (2) - www.lavocedelmarinaio.comDrifters - www.lavocedelmarinaio.com

Questo articolo è stato pubblicato in Marinai, Marinai di una volta, Navi, Recensioni, Storia. Permalink.

6 risposte a 8.1.1916, affondamento del regio incrociatore Città di Palermo



  1. Claudio53 dice:

    Sull’Incrociatore Ausiliario Città di Palermo imbarcò un contingente britannico (diretto a Valona) composto da 4 Ufficiali e 139 militari. A seguito dell’urto sulla mina sono deceduti 36 italiani e 57 britannici per un totale di 93 uomini. In soccorso dell’unità andarono due Drifters britannici, il Morning Star ed il Freuchny, ma saltarono anche loro sulle mine e ci furono rispettivamente 9 ed 8 uomini deceduti.
    Su alcuni testi viene riportato anche l’affondamento del Drifter Gavenwood ma non è corretto poiché tale Drifter urtò una mina il successivo 20 febbraio (sempre sullo stesso campo minato messo in opera del U-Boot UC 14).
    Gli elenchi sono stati inoltrati a parte

  2. Ezio VINCIGUERRA dice:

    Grazie Claudio53.
    Era palese che le notizie riportate tra l’articolo di http://www.marina.difesa.it, quelle riportate dalle fonti di Antonio Cimmino e le sue non coincidevano. Quando si parla di morti questo, secondo me, non deve accadere…mai!
    Apporterò all’articolo le opportune varianti da voi segnalate e sarà mia cura ricordare ogni anno (finché Dio vorrà) alla data dell’8 gennaio 1943 l’articolo a vostra firma per ricordare i Marinai deceduti e quindi immortalarli nella “banca della memoria”.
    Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

  3. Roberto Tento dice:

    Graziee fra’ Ezio Pancrazio Vinciguerra…

  4. EZio VINCIGUERRA dice:

    Buonasera Claudio53, ho apportato la variante.
    Spero di aver compreso… ma dia una ulteriore controllata.
    (prema f5 dal suo pc per gli aggiornamenti)… i conti sull’equipaggio non tornano ancora
    Un abbraccio grande come il mare Ezio

  5. Claudio53 dice:

    Dimenticavo,
    se non devi rivoluzionare tutto, per il Città di Palermo metti prima l’elenco dei 36 italiani, perché c’è l’intestazione con il nome della nave, e poi i 57 inglesi.
    Egregio sig. Ezio,
    e per fortuna che ho detto che la matematica non è un’opinione. Ho sbagliato poiché ho contato anche i deceduti dei drifters per cui 36+57= 93 che sommato ai salvati 453 porta il totale a 546 il personale imbarcato sul Città di Palermo. Direi che i conti tornano: scriviamo 546 .
    Per i drifters i numeri dicono che sono morti tutti i componenti delle due imbarcazioni per cui siamo sicuri che, pirtroppo, non è stato recuperato nessuno di loro (gli equipaggi erano armati da 8 Riservisti della Marina e quando uscivano su uno di loro imbarcava in più 1 “marinaio esperto” in Servizio Attivo, questo è il motivo per cui sul Morning Star erano in 9, infatti se noti nell’elenco uno di loro è della Royal Navy e tutti gli altri del Royal Naval Reserve).
    Cordiali saluti
    Claudio53

  6. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Buongiorno Claudio53 e ancora grazie.
    Speriamo di aver scritto una pagina definitiva su quest’altro tragico evento.
    Sono certo che adesso tutti riposano in pace fra i flutti dell’Altissimo e sanno
    che qui interra ci sono marinai come loro che non li dimenticano e li celebrano nella
    “banca della memoria”.
    Che Dio la benedica.
    Ezio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *