3.1.1948, la regia nave Vittorio Veneto
 viene posta in disarmo

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra



Ezio-Pancrazio-Vinciguerra-www.lavocedelmarinaio.com_10Fra le numerose operazioni di guerra alle quali partecipò la regia nave Vittorio Veneto sono da ricordare:
– scontro di Capo Teulada del 27 novembre 1940;
– intercettazione delle Forze navali Britanniche, che proveniente da Gibilterra aveva bombardato Genova l’8 febbraio 1941;
– scontro di Gaudo del 28 marzo 1941, ove combatté, prendendo sotto il suo tiro, i quattro incrociatori britannici provenienti dal Pireo che tentavano di attrarre le forze navali italiane verso la flotta del Mediterraneo, forte di tre corazzate e di una portaerei provenienti da Alessandria. Al tramonto del 28, attaccata dai bombardieri e dagli aerei siluranti della portaerei, la regia nave Vittorio Veneto, a ponente di Creta, fu colpita a poppa da un siluro e imbarco 4.000 tonnellate d’acqua. Tuttavia poté raggiungere Taranto con i propri mezzi navigando a 19 nodi e conservando la piena efficienza bellica di tutti i servizi;
– operazione mezzo giugno dal (da 14 al 16 del 1942) nel Mediterraneo Orientale.
La regia nave Vittorio Veneto nel secondo conflitto mondiale partecipò a ben 56 missioni e percorse 18.000 miglia.
 A seguito delle clausole armistiziali dopo una breve sosta a Malta, si trasferì nel “Grande lago Amaro” in Egitto dove rimase dall’ottobre 1943 fino al febbraio del 1947.
Rientrò in Italia e fu disarmata il 3 gennaio 1948.

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12 risposte a 3.1.1948, la regia nave Vittorio Veneto
 viene posta in disarmo

  1. Giorigio Augusto Giorgi dice:

    Il radar. Potevamo avere tutte le navi ma ci mancava il radar.

  2. Egidio Alberti dice:

    Grande bella NAVE

  3. Raffaele Napolitana dice:

    Il radar venne da noi inventato, ma mai messo in esercizio ( lo si riteneva inaffidabile a parere di altre menti poco serie . Mi limito nell’esprimere il mio parere.) Comunque sia GLORIA al nostro vecchio VITTORIO VENETO e a tutti gli Equipaggi che si donò avvicendati prima e dopo il 2^ conflitti mondiale. E sopratutto RIPOSINO IN PACE TUTTI I NOSTRI FRATELLI DECEDUTI X FIFENDERLA.

  4. Francesco Bassanetti dice:

    Il termine “RADAR” fu coniato nel 1940 dalla marina militare degli Stati Uniti d’America come acronimo dell’inglese “radio detection and ranging” (traduzione letterale: “individuazione e misurazione di distanza via radio”). L’acronimo con il tempo è entrato a far parte non solo della lingua inglese ma anche delle lingue di molte altre nazioni, divenendo nome comune e perdendo la grafia maiuscola.

    Numerosi inventori, scienziati e ingegneri contribuirono allo sviluppo del radar. Il primo ad usare le onde radio per segnalare «la presenza di oggetti metallici distanti» fu Christian Hülsmeyer, il quale nel 1904 dimostrò che era possibile rilevare la presenza di una nave nella nebbia, ma non ancora la sua distanza.
    Nell’agosto del 1917 Nikola Tesla fu il primo a stabilire i principi del funzionamento delle frequenze e del livello di potenza dei primi radar.
    Nel 1922 Guglielmo Marconi avanzò l’idea di un radiotelemetro per localizzare a distanza mezzi mobili e nel 1933, in un incontro riservato, ne propose la realizzazione a un gruppo di militari italiani, tra i quali il col. Luigi Sacco; quest’ultimo, convinto della validità e dell’importanza dell’idea, la affidò all’ing. Ugo Tiberio, un giovane e brillante ufficiale, che negli anni seguenti portò avanti le ricerche e realizzò diversi prototipi, ma non ottenne le risorse e i fondi necessari per arrivare a un sistema radar operativo; i vertici della Marina non credettero fino in fondo al progetto di Tiberio e solo dopo la disfatta di capo Matapan (28-29 marzo 1941), dovuta anche all’uso del radar da parte degli inglesi, la ricerca sul radiotelemetro ebbe finalmente i fondi necessari per realizzare i primi radar italiani, denominatiGufo e Folaga.
    Prima della seconda guerra mondiale, sviluppatori americani, tedeschi e francesi, e principalmente britannici, tentarono di sfruttare il radar come sistema di difesa contro gli attacchi aerei a sostituzione dei precedenti aerofoni. Nel 1936 l’ungherese Zoltán Bay fu il primo a produrre un modello funzionante nei laboratori diTungsram.

  5. Giorgio Augusto Giorgi dice:

    Fattosta che non l’avevamo e li usavano nel modo sbagliato

  6. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Buonasera a tutti. Ci sarebbe da scrivere tantissimo su Tesla e su come certi “stipendiati” inventori si siano venduti al miglior offerente. Per non offendere la memoria dei morti penso che Tesla sia stato sottovalutato… e per certe verità storiche volutamente dimenticato.
    Così come la aregia nave Veneto che a seguito delle clausole armistiziali dopo una breve sosta a Malta, si trasferì nel “Grande lago Amaro” in Egitto dove rimase dall’ottobre 1943 fino al febbraio del 1947… volutamente dimenticata!

  7. Roberto Tento dice:

    Condivido…

  8. Raffaele Napolitana dice:

    Caro Ezio ti ringrazio x quanto hai detto. Condivido perfettamente e democraticamente. Ti auguro una felice notte.

  9. Giorgio Augusto Giorgi dice:

    Non rammentavo le Vicende delle nostre navi nell’immediato dopoguerra e mi sono andato a dare una rinfrescata. Molto leggera. Ma da quello che ho capito la vicenda della veneto non era legata ai voleri della politica italiana ma dei vincitori, visto che eravamo gli sconfutti

  10. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Proprio così Giorgio Augusto Giorgi ma la politica in quel periodo non ha arrossito alla vergogna (come del resto oggigiorno) ed un popolo che non arrossisce alla vergogna è un popolo destinato a soccombere ieri, come oggi, come sempre!

  11. Marinaio di Lago dice:

    …sarebbe bastato un pizzico di nerbo..(cercasi urgentemente…purtroppo..!!)..mai avrebbereo messo neppure piede da quelle parti..!!!!
    Condivido Ezio

  12. Pietro Rossi dice:

    mi ripeto per l’ennesima volta come sono stati traditi nella seconda guerra mondiale ….sono stati svenduti come i nostri 2 Marò!!!!!!!

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