Il regio cacciatorpediniere  Da Recco l’unico rimasto a galla – Omaggio al Comandante Aldo Cocchia

di Antonio Cimmino

L’articolo e dedicato a coloro che non fecero ritorno alla base e a Marino Miccoli figlio del fu Antonio sopravvissuto sul Leon Pancaldo.
 “Ardisci e vinci”.

Antonio Cimmino per www.lavocedelmarinaio.comIl  Da Recco, appartenente alla classe “Navigatori” formata da 12 unità: Da Mosto, Da Noli, Da Verrazzano  , Malocello, Pancaldo, Pessagno, Pigafetta, Tarigo, Usodimare, Vivaldi, Zeno, fu varato nel 1930 come “esploratore leggero” e classificato cacciatorpediniere nel 1938.
Con un dislocamento di 2657 tonnellate, aveva una lunghezza di 107,7 metri, una larghezza di 10,2 ed un’immersione 4,2 metri. Il suo apparato motore (4 caldaie Otero e 2 gruppi di turbine Tosi –  sviluppava una potenza di 50.000 HP ed una velocità di 38 nodi. L’armamento era composto da 6 pezzi da 120/50 (in tre impianti binati), 2 mitragliere da 40/39, 4 mitragliatrici da 13,2 (i due impianti binati), 6 tubi lancia siluri da 533 e da mine. 173 uomini formavano l’equipaggio.
Nel 1930 l’unità partecipò alla crociera oceanica Italia-Brasile. Partecipò, inoltre, alla guerra di Spagna ed a quella d’Albania. Partecipò poi, sempre nel ’30, alla lunga crociera atlantica in appoggio alla prima trasvolata Italia-Brasile degli idrovolanti S 55 del generale Italo Balbo.
Cocchia copiaIl 9 luglio 1940 prese parte ad azioni di fuoco contro aerei inglesi che attaccavano la I Squadra Navale reduce dallo scontro di Punta Stilo, Il 26 marzo 1941 partecipò alla missione a sud di Creta che culminò con lo scontro di Capo Matapan.
Il 3.9.1941 scortò le motonavi Gritti e Barbaro che vennero colpite da aerosiluranti. Il 18 dello stesso mese scortò le motonavi Oceania e Neptunia che vennero affondate dal sommergibile Upholder. Effettuò numerosi abbattimenti di veivoli nemici. Il 2.11.1942 un siluro nemico si schiantò sul ponte senza esplodere e l’aereo nemico venne abbattuto. Al suo attivo ci sono numerosi abbattimenti di aerei nemici; durante un solo attacco il 21.6.1942, mentre scortava un convoglio da Napoli a Tripoli, ne abbattè ben quattro.
Il Da Recco il 1° dicembre 1942, mentre era di scorta ad un convoglio formato da quattro piroscafi salpati da Palermo e diretti a Tripoli, venne attaccato da tre incrociatori e sei cacciatorpediniere inglesi. Del convoglio facevano parte anche le torpediniere Procione e Clio e i cacciatorpedinieri Folgore e Camicia Nera. Dopo violenta battaglia che vide l’affondamento del Folgore e dei piroscafi carichi di truppa, il Da Recco fu gravemente danneggiato dall’esplosione del deposito munizione prodiero causata da due colpi. Fu conferita M.O.V.M. al TV Alfredo Zambrini oltre che  al Comandante C.V. Aldo Cocchia di Napoli.
Medaglie d’Argento al Valor Militare furono concesse a: Sc. Mecc. Di Pietro Luigi di Pettorano (Aq), 2° Capo Fr. Lacitignola Domenico di Brindisi, 2° Capo Rt. Lo Faro Tommaso di Bagnara Calabro, Cap.no G.N. Petroncelli Cesare di Francavilla a Mare, C.C. Riva Pietro, TV Tivagna Salvatore di Spezia “alla memoria”.
Durante tutto il conflitto mondiale, svolse 176 missioni di guerra per 68.318 miglia; nella cobelligeranza l’unità fu impiegata per scorta convogli alleati e trasporto materiali e persone alle corazzate italiane internate ai laghi Amari di Suez.
Alla fine del conflitto mondiale era l’unico dei 12 esploratori della classe Navigatori a rimanere ancora a galla.
L’unità sopravvisse fino al 1954 anno della sua radiazione.

Capitano di Vascello Aldo Cocchia
di Antonio Cimmino

Con il grado di Guardiamarina conseguito nel 1917, partecipò alla prima guerra mondiale imbarcato sulla corazzata Conte di Cavour. Nei successivi gradi ebbe destinazioni d’imbarco ed il comando di  MAS, sommergibili e siluranti di superficie e partecipò alle operazioni militari durante il conflitto italo-etiopico e nella guerra civile spagnola. Durante il secondo conflitto mondiale ebbe il comando del sommergibile Torelli in Atlantico, fu Capo di Stato Maggiore di Betasom a Bordeaux e, successivamente, Comandante della Spedizione navale italiana che nel 1941 occupò la parte orientale dell’isola di Creta.
Nei primi giorni del gennaio 1942 assunse il comando della XVI Squadriglia cacciatorpediniere con insegna sul Da Recco, assicurando la difesa di numerosi convogli diretti in Africa settentrionale. Nel dicembre 1942, durante una missione di scorta convoglio sostenne, sulla notte del giorno 2, un duro combattimento navale contro soverchianti forze nemiche, lanciandosi all’attacco e predisponendo contemporaneamente la difesa del convoglio.
Centrata la sua unità da alcune salve nemiche, immobilizzata e con un forte incendio a bordo, subiva gravissime menomazioni per le ustioni riportate, ma anche quando le sue condizioni fisiche, aggravate dal momentaneo mancato uso della vista che lo costringeva a passare il comando al suo secondo e gli impedirono i movimenti, conservò la direzione delle operazioni di salvataggio, riuscendo a mantenere a galla la nave.
Le gravissime ferite riportate nell’azione lo obbligarono ad una lunga degenza, che si protrasse per oltre tre anni. Trasferito nel Ruolo d’Onore, nel quale ha conseguito il grado di Ammiraglio di Squadra, dal novembre 1958 assunse la carica di Direttore della “Rivista Marittima” e dal luglio 1960 al giugno 1963 quella di Capo dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore Marina.
Ha pubblicato numerosi volumi di carattere storico navale e articoli sulla seconda guerra mondiale. Morì nella sua città natale il 12 dicembre 1968.

COCCHIA Aldo – Medaglia d’Oro al Valor Militare
Capitano di Vascello, nato a Napoli il 30 agosto 1900.

“Comandante di Cacciatorpediniere e Capo Scorta di un convoglio che, nottetempo, attraversava una zona di mare fortemente insidiata, accortosi dell’avvicinarsi di unità navali nemiche soverchianti per numero, tonnellaggio e mezzi tecnici, si lanciava immediatamente all’attacco, disponendo altresì per la protezione delle navi del convoglio. Apprezzata prontamente la situazione, iniziava un ‘audace manovra di aggiramento dell’avversario svolgendo tre distinte azioni di fuoco per tentare di agganciarlo, distrarre il suo tiro dalle unità del convoglio e poterlo battere da posizione favorevole anche al lancio dei siluri. Durante la terza azione di fuoco alcune salve avversarie centravano la sua unità, arrestandola e provocando un violento incendio dentro e fuori il deposito munizioni prodiero, la cui vampata ustionava gravemente e carbonizzava quasi tutti i presenti sul ponte di comando.
Pur menomato fisicamente per le ustioni gravissime alla testa ed alle mani, manteneva il comando della sua nave per oltre due ore, svolgendo efficace azione per tentarne il salvataggio. Anche quando le sue condizioni fisiche, impedendogli l’uso della vista, lo costringevano a passare il comando al suo secondo, manteneva la direzione delle operazioni di salvataggio, con alto senso di responsabilità e con stoica noncuranza delle atroci sofferenze, riuscendo a mantenere a galla la sua nave, che altrimenti sarebbe perduta con il suo equipaggio”.
(Banco Skerki – Canale di Sicilia – notte sul 2 dicembre 1942).

Cacciatorpediniere DA RECCO
Altre decorazioni:

Medaglia d’Argento al Valor Militare (Mediterr. Centrale, marzo 1942 – gennaio 1943)“sul campo”.
“Comandante di CT, impegnato in dure missioni di scorta convogli, effettuava in funzione di capo scorta numerose traversate da e per l’A.S. assolvendo i propri compiti con perizia e sereno coraggio. In più occasioni manovrava con successo la formazione per neutralizzare i continui attacchi diurni e notturni di mezzi insidiosi avversari, aerei e subacquei, abbattendo alcuni aerei. In missioni di urgente trasporto di munizioni in A.S. riusciva a portare a termine il compito affidatogli nonostante che la propria unità fosse stata danneggiata da arma subacquea. Esempio di tenacia, coraggiosa ed alto sentimento del dovere”.

Cacciatorpediniere DA RECCO
Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Egeo, maggio 1941)
“sul campo”.
“Organizzatore e Capo del convoglio di truppe che sbarcarono a Creta, in difficili condizioni di mare e di contrasti da parte del nemico, animava tutti col suo alto spirito; prendeva audaci decisioni, conduceva il convoglio in perfetto ordine alla meta, senza perdite né danni, dimostrando capacità e coraggio in altissimo grado”.

Piroscafo ORSINI
Medaglia di Bronzo al Valor Militare ( Mediterraneo Centrale, 30 maggio 1942)
“sul campo”.
“Comandante di cacciatorpediniere di scorta a convoglio, segnalato un sommergibile nemico, si portava all’attacco con ardimento ed elevato spirito aggressivo e localizzata l’unità subacquea, effettuava in diverse riprese un intenso e preciso lancio di btg. Proseguiva tenacemente e con perizia nell’azione di caccia finché, da indubbi segni poteva accertare l’affondamento del sommergibile avversario”.

Cacciatorpediniere DA RECCO
Medaglia di Bronzo al Valor Militare ( (Mediterraneo Orientale, agosto 1942
“sul campo”.
“Comandante di silurante, di scorta a convoglio, durante violento e prolungato attacco di numerosi aerosiluranti e bombardieri nemici, manovrava con sereno ardimento e perizia per meglio intervenire con le armi di bordo nella reazione contraerea, contribuendo all’abbattimento di sei velivoli. Si prodigava poi nell’opera di soccorso ai naufraghi di un piroscafo colpito da siluro, traendo in salvo numerose vite umane”.

da recco copia

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10 risposte a Il regio cacciatorpediniere  Da Recco l’unico rimasto a galla – Omaggio al Comandante Aldo Cocchia

  1. Non è forse un Marinaio di quelli che bisogna scrivere con la M maiuscola e pronunciare il Suo Nome sottovoce per non disturbarlo dal Suo meritato riposo? …e vogliamo dimenticare che è esistito? …pronto a tutto pur di difendere la Patria!

  2. Saverio Mangino dice:

    Il sc Luigi Di Pietro grandissimo amico , e socio ANMI Boston,scomparso da qualche anno, raccontava spesso la storia del Da Recco e sempre con gli occhi annacquati, ricevette la sua medaglia d’argento moltissimi anni dopo,se ricordo fine anni 90 ,grazie per questo articolo,lo conservo per il mio gruppo

  3. Aldo Palazzese dice:

    GRAZIE EZIO
    ALDO

  4. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Palazzese Aldo mi aspetto un tuo autorevole commento

  5. Aldo Palazzese dice:

    AUTOREVOLE … MI FAI TROPPO IMPORTANTE !!! GRAZIE PER LA DEDICA

  6. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Salvatore Lepre c’erano forse Marinai di quelli che bisogna scrivere con la M maiuscola e pronunciare il Loro nome sottovoce per non disturbarli del Loro meritato riposo …pronti a tutto pur di difendere la Patria!
    Un abbraccio

  7. giuseppe dice:

    L’ammiraglio Aldo Cocchia fu, nel 1965, il ‘padrino’ del 13° Corso VO nel giorno del Giuramento alle Scuole C.E.M.M. di San Vito TA.
    Il Corso è quello che va sotto il nome di ‘Corso 1964’ o ‘Corso 64’, ovvero il ‘mio’ Corso.
    Durante la sua prolusione, l’amm. Cocchia si soffermò sulla guerra che lo vide protagonista. Ci raccontò con sintetico fervore la dura vita e la lunga Battaglia sulla ‘rotta della morte’ … Un ardimentoso Marinaio.

  8. Lucio Campana dice:

    Questo tipo di nave scortava i convogli nel mediterraneo e furono facile preda dei sottomarini Inglesi.

  9. Saverio Mangino dice:

    Il caro Di Pietro parlava molto di lui,ha lasciato qualche scritto , quando ritorniamo dal raduno andro alla sede e cerco di trovare tutto cio che aveva scritto, ciao Ezio

  10. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Buonasera Saverio Mangino e grazie. Sono felice di pubblicare a tua firma questa storia utilissima per far comprendere la banca della memoria dei Marinai di una volta come noi, i Marinai per sempre.
    Un abbraccio a te e al tuo gruppo e buon raduno

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