27.5.2003, Erasmo “Mamuccio” Corretti, marinaio e galantuomo

di Carlo Di Nitto (Presidente A.N.M.I. Gaeta)

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– BANCA DELLA MEMORIA PER NON DIMENTICARE MAI – 

Era conosciuto da tutti come “Mamuccio”, che a Gaeta è un diminutivo di Erasmo significando, infatti, Erasmuccio.

1 - Copia
Nacque nel rione Piaja il 10 ottobre 1919, una contrada modesta abitata prevalentemente da pescatori e contadini, lo stesso quartiere di nascita di mio padre con il quale, fin da ragazzo strinse una sincera ed affettuosa amicizia destinata a perpetuarsi per sempre negli anni a venire.
Dopo un’adolescenza e una gioventù passata sul mare come pescatore, quando scoppiò la guerra il buon Mamuccio partì militare in Marina ed entrò a far parte dell’equipaggio della Regia Nave da Battaglia “Vittorio Veneto” con la categoria di Cannoniere, partecipando a tutte le 56 missioni di guerra compiute dalla “Vecchia Signora” (come amava chiamarla).

2 - Copia
Era a bordo nella nefasta notte di Taranto tra l’11 ed il 12 novembre 1940; combatté il 27 novembre 1940 a Capo Teulada e il 28 marzo 1941 nei tragici scontri di Gaudo e Matapan quando la “Vittorio Veneto” venne seriamente colpita da un aerosilurante nemico; assistette il 9 settembre 1943 alla dolorosa fine della Corazzata “Roma”.

3 - Copia
In quanto carissimo amico di suo figlio Franco fin dall’infanzia, sono sempre vissuto a stretto contatto con Mamuccio Corretti che ci incantava con i suoi racconti di mare e di guerra. Ci parlava degli ammiragli Campioni, Iachino e di come aveva avuto occasione e l’onore di stringere la mano all’ammiraglio Bergamini. Descriveva con efficacia la cupa atmosfera all’interno di una torre da 381 dove i cannonieri venivano rinchiusi quando veniva dato il posto di combattimento e del modo in cui una volta, schiaffeggiandolo, aveva riportato alla ragione un sottufficiale che, nel corso di uno scontro navale, era stato colto da una crisi di panico.

4 - Copia
Parlava della sua “Vecchia Signora” con l’orgoglio di chi c’era stato e della forte squadra di calcio della “Vittorio Veneto” che aveva battuto per ben sei a zero la  rappresentanza della Corazzata “Duilio”. E gli occhi gli brillavano di fierezza, ma anche di tristezza e commozione quando ricordava la triste fine per demolizione di quella superba unità.
Al termine della guerra, tornato alla vita civile, riprese il lavoro di pescatore dimostrando sempre spirito d’iniziativa ed energia per valorizzare le attività del mare e i suoi operatori. Fu infatti fra i fondatori della Cooperativa Pescatori “Santa Maria di Porto Salvo” e del “Gruppo Ormeggiatori del Porto di Gaeta”, nel cui registro venne iscritto al n° 1, continuandoci poi ad operare.

5 - Copia
Il fraterno rapporto di amicizia con mio padre rimase immutato per tutta la vita e ogni occasione era buona per fargli dono delle sue specialissime “alici salate”, uniche ed irripetibili per freschezza e qualità di preparazione. Anche le “parnocchie” (squilla mantis) che Mamuccio gli regalava, non erano comuni crostacei ma una specie di “mostri marini” che selezionava appositamente per l’amico di sempre.
Conosciuto e benvoluto da tutti per la sua rettitudine, conservò inalterate, fino agli ultimi giorni, la sua disponibilità e la sua pazienza, ponendo la propria esperienza al servizio della comunità marinara.
Ricorderò sempre il suo sereno ed accattivante sorriso, la sua semplicità, i suoi racconti, i suoi paterni consigli. E, nella consolidata amicizia con il figlio Franco, conserverò senza fine il rispetto della sua Memoria.
E’ scomparso il 27 maggio 2003.

6 - Copia
Didascalie delle immagini:
Foto 1 – Ricordo della partita “Vittorio Veneto” – “Duilio”, terminata per 6 a 0 a favore della “Vittorio.
Foto 2 – Libretto di ricognizione.
Foto 3 – Il Cannoniere Erasmo Corretti guarda la “sua” Vittorio Veneto.
Foto 4  – Erasmo Corretti ed il “suo” porto.
Foto 5 – L’ormeggiatore n° 1 del Compartimento Marittimo di Gaeta.
Foto 6– La “Vecchia Signora” Nave Vittorio Veneto.

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Una risposta a 27.5.2003, Erasmo “Mamuccio” Corretti, marinaio e galantuomo

  1. Egidio Alberti dice:

    Bella storia, grazie Ezio per averla pubblicata.

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