16.4.1941, Capitano Luca Balsofiore e l’affondamento del regio cacciatorpediniere Tarigo

a cura Antonio Cimmino

                                  – BANCA DELLA MEMORIA PER NON DIMENTICARE MAI –

Giovane direttore di macchina nato ad Ischia, ferito durante il combattimento, invece di mettersi in salvo, si fece portare in plancia per morire insieme al suo comandante Pietro De Cristofaro, nell’affondamento dell’unità.
Era il 16 aprile 1941.

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Luca Balsofiore e il regio cacciatorpediniere Luca Tarigo
di Antonio Cimmino

TARIGO - WWW.LAVOCEDELMARINAIO.COMCapitano del Genio Navale (D.M.), nato a Forio d’Ischia l’11 gennaio 1906.
Dopo il diploma di Capitano Marittimo conseguito presso l’Istituto Nautico di Napoli, Luca Balsofiore fu ammesso al Corso Ufficiali di complemento all’Accademia Navale di Livorno, nel giugno 1928 fu nominato Sottotenente Direzione Macchine.
Trattenuto in servizio a domanda, nel 1930 fu promosso Tenente e nel 1937 venne nominato Capitano, prestando successivamente servizio su unità della Squadra Navale presso la Scuola Specialisti di Venezia, all’Accademia Navale di Livorno, presso il Comando Militare Marittimo Autonomo dell’Alto Adriatico, ed infine a Navalgenio di Genova.
Partecipò alle operazioni militari in Spagna stando imbarcato sull’avviso scorta Pegaso e nel luglio 1939 imbarco quale Direttore di macchina sul regio cacciatorpediniere Luca Tarigo con il quale, il 16 aprile 1941, partecipò alla missione di scorta convogli che vide l’unità aspramente impegnata contro 4 unità similari inglesi.
Nell’aspro combattimento che ne seguì e che culminò con l’affondamento del Luca Tarigo e del cacciatorpediniere inglese Mohawk silurato dallo stesso Tarigo, Luca Balsofiore benché gravemente ferito ed accecato da un colpo al viso volle essere accompagnato in plancia comando accanto al suo Comandante il C.F. Pietro De Cristofaro, e con lui scomparì tra i flutti nell’affondamento dell’unità.

“alla memoria”
“ Direttore d Macchina di silurante in servizio di scorta ad importante convoglio, durante improvviso durissimo combattimento notturno contro forze nemiche soverchianti, disimpegnava i propri incarichi con perizia, serena noncuranza del pericolo e fredda determinazione.
Colpita irrimediabilmente l’unità, ferito a morte egli stesso, non pago di dare alla Patria anche la vita, volle compiere ancora un atto di sublime attaccamento al dovere, quello che doveva suggellare la sua eroica esistenza di prode Ufficiale.
Incapace di muoversi per le gravi ferite, accecato da un colpo al viso, con forza d’animo sovraumana, vincendo atroci sofferenze, si faceva accompagnare sulla plancia per riferire di persona al Comandante sulle condizioni dell’apparato motore ormai sconvolto dall’offesa avversaria e per morire al fianco del suo superiore.
Scompariva quindi in mare con la Nave, lasciando mirabile esempio di stoico coraggio, di sublime abnegazione, di spirito combattivo e di assoluta dedizione al dovere, spinta oltre ogni limite” (Mediterraneo Centrale, 16 aprile 1941) R.CT. TARIGO

Altre decorazioni:
Croce di Guerra al Valor  Militare sul campo (Mediterraneo Centrale, 10 giugno 1940).

AFFONDAMENTO REGIO CACCIATORPEDINIERE TARIGO - WWW.LAVOCEDELMARINAIO.COM


Regio cacciatorpediniere Luca Tarigo
Storia

Unità classificata come “Esploratore leggero”appartenente alla classe Alvise Da Mosto, fu varata nei cantieri Ansaldo di Genova il 9 dicembre 1928 e consegnata alla Regia Marina il 16.11.1929. La sigla era TA, la bandiera di combattimento fu donata dal Comune di Genova.
Dal 1938 fu classificato come cacciatorpediniere.
La sua attività, dopo aver partecipato ad una crociera atlantica nel 1930 in appoggio alla prima trasvolata Italia-Brasile, si svolse tutta nel Mediterraneo. La sua ultima missione prese il via dal porto di Napoli il 13 aprile del 1941 come capo scorta di un convoglio denominato, appunto. “Tarigo” al comando del Capitano di Fregata Pietro De Cristofaro e formato da 4 mercantili tedeschi (Adana, Arta, Aegina, Iserlhon) e 1 motonave italiana (Sabaudia) scortate dai cacciatorpediniere Lampo e  Baleno.
Nel golfo di Gabes il convoglio fu avvistato, a mezzo del radar, dai cacciatorpediniere inglesi Jervis, Nubian, Mohawk e Janus che lo sottoposero ad un inteso fuoco di cannoni.
Il convoglio fu distrutto ma l’eroismo del Sottotenente Ettore Bisagno che, aiutato dal Sottocapo silurista Adriano Marchetti, riuscì a portare in fondo al mare anche il Ct. Mohawk.
Gli ufficiali morti sul Tarigo, così come ricorda una lapide posta nella cappella dell’Accademia Navale di Livorno, furono:

– De Cristofaro Pietro;
– Miliotti Mauro;
– Radaelli Dante;
– Minguzzi Luigi;
– Arioli Arnaldo;
– Giustini Virgilio;
– Balsofiore Luca;
– Fantasia Espedito.

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Dati tecnici
– dislocamento: 2.658 tonnellate a pieno carico;
– dimensioni, in metri, le seguenti: . lunghezza 107,7 fuori tutta, 10,2 di larghezza e 4,2 di immersione;
– apparato motore:  4 caldaie tipo Odero a tubi d’acqua e 2 turbine Parson che, sviluppavano una potenza di 50.000 HP;
– velocità di 38 nodi;
– armamento: 6 cannoni da 120/50 mm. in tre impianti binati; 2 mitraglie da 40/39mm a.a.; 4 mitraglie da 13,2 mm. a.a. in due impianti binati; 6 tubi lancia siluri da 533 mm. in due impianti trinati; sistemazione per la posa di campi minati;
– equipaggio: 173 uomini di cui 9 ufficiali;
– motto: “A voga arrancata, a spada tratta”.

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