Pennello e pittura, carriera sicura

a cura di Carlo Di Nitto (Presidente A.N.M.I. Gaeta)

 

AI MARINAI DELLA CORAZZATA ROMA

Particolare di una foto scattata durante l’allestimento della Corazzata Roma. Ho ricavato questa immagine per ingrandimento da una foto di repertorio a definizione molto più alta.
Intende costituire un modesto omaggio a tutti gli umili Marinai che sono caduti il 9 settembre 1943 sulla “Roma”.Voglio sperare che i Marinai fotografati siano stati fra i superstiti, ma è estremamente difficile.
Onore ai Caduti!!!

Marinai Corazzata Roma Foto U.S.M.M.

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30 risposte a Pennello e pittura, carriera sicura

  1. Marino Miccoli dice:

    Il Presidente dell’ANMI di GAETA ci rende partecipi di queste belle fotografie che riguardano un’epoca (nemmeno tanto lontana nel tempo) in cui la nostra Marina era considerata tra le più potenti e numerose; era la QUINTA FLOTTA AL MONDO.
    La Regia Nave da Battaglia ROMA era forse l’espressione più alta di quanto le abilissime maestranze dei nostri Cantieri
    Navali erano in grado di costruire!

  2. Bruno Caleffi dice:

    9 sett 43 Onori ai cadutii della Roma.

  3. Bruno Caleffi dice:

    9 sett 43 Onori ai caduti della Roma.

  4. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Presidente Carlo Di Nitto …sembra che il marinaio di una volta Bruno Caleffi abbia trovato nelle celebrazioni di ieri superstiti. Speriamo che legga e che riferisca.
    MARINAI DI UNA VOLTA, MARINAI PER SEMPRE!

  5. Salvatore Spoto dice:

    Onore all’ammiraglio Bergamini ed all’equipaggio della corazzata “Roma”. Il Signore del Cielo e del Mare li abbia in gloria.

  6. Michele Lafronza dice:

    Tre giorni fa nella mia città Monopoli, è salpato per l’ultimo viaggio uno dei pochi superstiti della corazzata ROMA.

  7. Antonio Foini dice:

    ennello e pittura,carriera sicura. é vero(vecchio proverbio )

  8. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Michele Lafronza …sai per caso il nome del superstite? Un abbraccio a te e a tutti

  9. Capelli Bruno dice:

    io ci nascevo in quell’ anno però mi sento triste come se ci fossi stato.
    w la marina e onore a loro che sono periti per la patria se oggi si può
    chiamare ancora così…………..l.s.i.n.m.

  10. Michele Lafronza dice:

    Marasciulo non ricordo il nome ti faccio sapere ……ciao

  11. Mario Magnatti Mariom dice:

    Mi piace e grazie di Cuore

  12. Meroni Diego dice:

    Una delle pagine più dolorose della nostra Marina…..una perdita cocente di uomini e di una delle unità migliori che abbia avuto a solcare il mare. Onore ai Caduti, che possano riposare un pace….

  13. Domenico Donato dice:

    ammiro la ricerca costante sui dettagli..

  14. Franco Patricelli dice:

    A fronte di tutto ciò di cui oggi si è a conoscenza, non credo di offendere Dio, se dico che probabilmente sarei stato più “completo” se fossi vissuto in “quel” periodo…! Onore a chi è Caduto credendo nei Valori di Dio Patria e Famiglia!

  15. Fabio Salvatore dice:

    COMANDANTI…. NON politici.

  16. giuseppe dice:

    “Marò s.m. Francesco De Maio cl. 1921 -1943 (9 sett)” : Presente !

  17. giuseppe dice:

    Tenente di Vascello Natale Contestabile cl. 1910 -1943 (9 sett)” : Presente !

  18. Oscar Rossi dice:

    Uno dei pochi superstiti era un sottufficiale, Faggioni di Cadimare SP, papà della mia fidanzatina di allora, quando ero a SP …. Fu sbalzato in mare dall’esplosione… per questo si salvò!…

  19. Michele Lafronza dice:

    X Ezio il nome del monpoltano della corazzata roma deceduto questi giorni era Antonio Marasciulo..di anni 93

  20. Tiziana Mancino dice:

    Quando ero imbarcata dicevamo: pennello e pittura, fai bella figura!

  21. EZIO VINCIGUERRA dice:

    quanti commenti e quante condivisioni. Grazie a tutti e grazie a Michele Lafronza e Oscar Rossi per le precisazioni.
    Un abbraccio

  22. Giuseppe Sciuto dice:

    che bella Unita’………………240 mt…………..se fossimo arrivati prima …….se avessimo conquistato Malta………….sarebbe stata una bella cosa………ma pochi uomini hanno pagato un giusto credo per colpa dell’ambizioni di potere……….di altri che si coprivano dietro ad uno….

  23. Anselo Catuzzo dice:

    Onori agli eroi della Corazzata Roma, che riposino in pace.Nessuna pace possono avere i colpevoli che hanno portao a questo dramma

  24. Joseph Gorgone dice:

    Ricordiamo i caduti tutti!

  25. ANMI CASTRO dice:

    Onore ai Caduti

  26. Salvatore Spoto dice:

    Chi muore per la Patria resta vivo nei cuori: Per l’Equipaggio della corazzata Roma: Hurrà! Hurra! Hurrà!

  27. Ornella Aimone dice:

    Ogni onore e gloria ai marinai caduti!

  28. Carlo Gaetani dice:

    credo che contro armi “moderne” di quel tipo poco poteva la contraerea di bordo anche se all’avanguardia l’unica cosa era una buona copertura aerea ma visto lo stato di sbando di quei giorni…..

  29. Mario De Luca dice:

    RomaR.I.P.

    La Roma fu la terza ed ultima unità della Classe Littorio ad entrare in linea, facendo parte del secondo gruppo di navi impostate, con la gemella e mai terminata Impero.
    Impostata il 18 settembre 1938 e varata il 9 giugno del 1940, un giorno prima dell’entrata in guerra dell’Italia, e quando le prime due unità erano già completate, venne consegnata alla Regia Marina il 14 giugno 1942.

    La Roma non partecipò mai a nessuna battaglia navale.
    Non prese parte alla Battaglia di Mezzo Giugno, dal momento che sarebbe diventata pienamente operativa solo 15 giorni dopo, e nemmeno alla Battaglia di Mezzo Agosto in quanto, vista la scarsità di nafta per caldaie che affliggeva l’Italia, in tale occasione la flotta non prese il mare.

    Il 5 giugno 1943 venne colpita da una bomba americana mentre si trovava all’ancora a La Spezia.

    Navigò quindi solo per esercitazioni, fino alla data dell’8 settembre 1943.

    Nave ammiraglia della flotta, sotto il comando dell’Ammiraglio Carlo Bergamini, prese il mare con il resto delle navi da La Spezia l’8 settembre 1943, per effettuare il trasferimento e la consegna della flotta agli Alleati a Malta.
    Attaccata da bombardieri in picchiata Dornier Do 217, che utilizzavano una nuovo tipo di bomba radiocomandata, denominata Fritz-X, venne centrata da due bombe, una colpì senza fare danni, la seconda, che centrò il bastimento tra la torre di comando e la torre sopraelevata prodiera da 381 mm, provocò invece l’affondamento della nave.
    Tale ordigno infatti penetrò nella Santa Barbara della nave, ovvero nel deposito munizioni di prora, e provocò l’accensione delle cariche di lancio dei proietti.

    A questo punto è opportuno effettuare un piccolo distinguo, ovvero, rispetto alle inglesi, la Regia Marina utilizzava, per le sue cariche di lancio, un esplosivo, la cordite, che non esplode, ma deflagra.
    Per questo motivo non si ebbe, come avvenne invece in occasione dell’affondamento dello Hood e della ——- una esplosione della nave, ma ci fu una enorme “vampata” di oltre 400 metri di altezza, che scaraventò il torrione di grosso calibro e, del peso lo ricordiamo di 1500 tonnellate, in mare, e fuse parzialmente il torrione di comando.
    Tuttavia, grazie al fatto che la nave non esplose ma affondò i seguito ai danni riportati da tale deflagrazione, molti uomini dell’equipaggio poterono salvarsi, pur se alla fine il triste conto delle vittime ammontò a circa 1500, su un totale di 1920 che formavano l’equipaggio.
    Poco prima di colare a picco, lo scafo si separò in due tronconi che affondarono separatamente.

    Colava così a picco la più potente nave da guerra europea che mai avesse solcato le acque de

  30. Tiziana Mancino dice:

    Stucco e pittura fan bella figura!! Ecco, è questa!

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