San Giorgio, protettore e vendicatore

di Marino Miccoli

Marino Miccoli - CopiaTutor et ultor” ovvero “difensore e vendicatore”, questo era in latino il motto del regio incrociatore corazzato San Giorgio. Unità tra le più gloriose che la nostra Marina possa vantare, fu nei primi mesi della seconda guerra mondiale, durante la difesa del porto libico di Tobruch, che essa ebbe modo di farsi onore, rendendosi temibile al nemico britannico. Ma è stato il grande valore, il coraggio e la tenacia dei Marinai che ne costituivano l’equipaggio a rendere gloriosa questa Unità.
Mio zio Vittorio Polimeno (classe 1917) che all’epoca dei fatti che sto per narrarvi era sergente maggiore della Regia Aeronautica e prestava servizio proprio nella base di Tobruch, in una delle sue sempre gradite visite a casa mia, in quel di Spongano (LE) suo paese d’origine, ebbe modo di raccontarmi come l’incrociatore San Giorgio, nei primi mesi di guerra, durante gli ostinati e ripetuti attacchiaerei britannici, aprendo il fuoco con tutte le sue armi, divenisse un vero e proprio vulcano in eruzione. Egli mi diceva che i fuochi pirotecnici della festa patronale erano ben poca cosa rispetto all’effetto terrificante prodotto dalle vampate delle batterie della San Giorgio quando questa reagiva contro gli assalitori. I cannonieri di questa Unità ebbero modo di farsi temere dagli aviatori inglesi che ben presto impararono, a loro spese, a tenersi lontani dal porto di Tobruch. E in particolare voglio ricordare il primo Direttore del tiro, il Tenente di Vascello Gino Azzo Del Pin, in questo mio modesto scritto. Quest’uomo, sin dall’inizio della guerra, stazionava spesso e volentieri sulla coffa dell’incrociatore in un pressoché costante servizio di osservazione, assieme alle vedette. Del Pin rimaneva di giorno come di notte al suo posto di avvistamento, dando così ottimo esempio e guadagnandosi la stima di tutti i suoi subordinati. Seppe organizzare al meglio il sistema di autodifesa della nave, dotandola sempre di nuove risorse e di mezzi; il tenente di vascello friulano (originario di Palmanova – UD) sapeva come rincuorare, stimolare, incoraggiare tutti i suoi Marinai, era per cosi`dire l’anima della formidabile difesa di Tobruch.
In occasione dei numerosi attacchi aerei inglesi, tutti puntualmente respinti con una veemenza e una precisione di tiro esemplari,possiamo affermare che il San Giorgio si difese strenuamente, “con le unghie e con i denti” come soleva affermare mio zio Vittorio. Fu proprio a seguito di questa sua tenace quanto temibile attivita` delle sue artiglierie che la nave si guadagno` l’appellativo di “Leonessa di Tobruch”. I piloti dei caccia-bombardieri inglesi capirono subito che la  San Giorgio era un osso duro e che avvicinarvisi troppo significava rischiare seriamente la pelle. Quando era in libera uscita il sergente Polimeno ebbe modo di incontrare diversi Marinai cannonieri che prestavano servizio su quella nave ed essi, riguardo all’insidia rappresentata dagli attacchi aerei britannici affermavano con malcelata baldanzosita`: “Gli aerei inglesi? Voi dell’Aviazione lasciateli pure avvicinare alla San Giorgio… ci pensiamo noi!”.
artiglierie nave San Giorgio - CopiaL’ultimo atto giunse il 21 gennaio 1941, dopo otto mesi di bombardamenti e siluramenti dal cielo e dal mare e la nave era ancora pressoché integra. Gli inglesi scatenarono un poderoso attacco nemico dal cielo, dal mare e da terra su Tobruch. Quando i soldati di Sua Maestà britannica (in gran parte truppe Australiane) dopo aver sfondato lelinee di difesa terrestre cominciarono a dilagare dirigendosi verso la città, il Tenente di Vascello Gino Azzo Del Pin puntò le sue batterie sul fronte terrestre per un estremo tentativo di difesa della citta`e del porto; nelle lenti del suo binocolo il Direttore di tiro apprezza che la situazione e`disperata ma senza demordere, imperterrito dirige il tiro e apre il fuoco; i suoi ordini risuonano secchi e chiari come sempre e i suoi fidati cannonieri li eseguono impeccabilmente, anche se ormai in tutti vi e’ la consapevolezza che quelli sarebbero stati gli ultimi colpi della San Giorgio.
“Fuoco!” ordina Del Pin ed ecco che la Leonessa fa udire ancora una volta il suo terribile ruggito e la terra si apre sotto le ruote dei veicoli blindati inglesi che stanno per entrare a Tobruch!
Lo scontro durava da piu`di 12 ore e le fiamme avvolgono la citta`; le difese terrestri non esistono piu`e l’avanzata inglese e`inarrestabile. Il Comandante della nave, Capitano di Vascello Stefano Pugliese decide di far sbarcare tutto l’equipaggio e di procedere all’autoaffondamento dell’Unità. Per attuare l’esplosione si sacrificheranno il T.V. Bucioni e il Capo silurista Montagna.

Al T.V. Del Pin è consegnata la Bandiera di guerra e la freccia dell’asta; Del Pin raggiungerà poi rocambolescamente a bordo di un peschereccio le coste siciliane, recando con sé la Bandiera del glorioso San Giorgio in Patria. Quando salirà a bordo del peschereccio per lasciare il porto di Tobruch i suoi fidi cannonieri lo saluteranno alla voce con il grido: Viva San Giorgio!
Del Pin, nel dopoguerra fu Comandante di mio padre, quando nei primi anni ’50 egli prestava servizio in qualita`di Maresciallo capocannoniere alla Batteria di difesa costiera B.636 di Brindisi. Anche il Sottocapo S.D.T. Gianni Maccà (vicentino, classe 1933) ha avuto l’onore di conoscere personalmente la Medaglia d’Argento al Valor Militare Gino Azzo Del Pin e in una sua recente narrazione mi ha confermato quale e quanto fosse grande il valore di quest’uomo che godeva dell’incondizionata stima e profondo rispetto di tutti, sia dei suoi subordinati che dei suoi superiori gerarchici.
Oggi, 23 aprile, ricorre la festa di San Giorgio, e con questo scritto ho voluto ricordare tutti quei valorosi Uomini, Ufficiali, Sottufficiali e Marinai, che nella difesa di Tobruch hanno dimostrato il loro valore e reso grande la nostra Marina.

 

T.V. DEL PIN - Copia


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GAZZETTA UFFICIALE DEL REGNO D’ITALIA
ROMA ,  Sabato 23 maggio 1942 – ANNO XX

Del Pin Azzo Gino, da Palmanova (Udine), Tenente di vascello- Primo direttore di tiro della Regia Nave « S. Giorgio », in oltre 30 attacchi aerei nemici di giorno e di notte ha con coraggio, efficacia e freddezza diretto la reazione contro le molteplici insidie nemiche. La sera del 19 giugno sventava l’attacco di un idrosilurante che a bassa quota minacciava la San Giorgio ». Durante un attacco svolto nella notte del 23 luglio a bassissima quota da aerei idrosiluranti nemici impediva efficacemente l’azione avversaria colpendo duramente gli attaccanti. Un aereo cadeva al largo di Tobruk. Luminoso esempio di ardimento, sprezzo del pericolo, alto esempio del dovere.
(Tobruk, 11 giugno – 20 luglio 1940 XVIII).

Vittorio Polimeno - Copia

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23 risposte a San Giorgio, protettore e vendicatore

  1. Alessandro Garro dice:

    Amico mio,
    come sempre con i tuoi scritti accresci la cultura di tutti.

    Il San Giorgio, Incrociatore Corazzato classe omonima composta da 2 unità (San Marco e San Giorgio) ha visto passare dinanzi alla sua bandiera tutte le guerre che il giovane Regno d’Italia ha combattuto dalla guerra di Libia (1911) passando per la prima guerra mondiale nel quale il suo motto cambiò in “Protector et vindicator” , passando inoltre nel ruolo di Ammiraglia della Flotta Italiane nella Guerra Civile Spagnola (1936) per finire in gloria i suoi giorni nel secondo conflitto mondiale nella rada di Tobruk dove distrusse ben 47 velivoli nemici tra cui anche quello, per errore, del Maresciallo dell’Aria Italo Balbo.

  2. Marino Miccoli dice:

    Alessandro, la tua attenzione ed il tuo qualificato apprezzamento mi giugono assai graditi e per questo ti ringrazio sentitamente.

  3. Jessica Liuzzo dice:

    Grazie per questa storia

  4. SIMBA IL MARINAIO dice:

    BUONGIORNO AL GRUPPO

  5. Vincenzo Lo Iacono dice:

    Buona sorte anche a te GRANDE AMICO – e a quanti ci leggono -!! E perdonami se sono poco presente, Mi piacerebbe tanto passare il tempo con i FRATELLI marinai, ma l’impeto mi porta a lottare, E scusami se ti faccio partecipe Ciaoooo UN FORTE ABBRACCIO e speriamo che il Signore IDDIO li vegli!!

  6. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Una pagina di storia bellissima e curatissima di Michele Miccoli che consiglio di leggere fino in fondo per far comprendere i marinai di una volta e i figli dei marinai di una volta…

  7. Domenico Donato dice:

    bella avevo letta con la storia di capo Montagna e il suo attendente… arremba san zorzo..

  8. Carlo Gaetani dice:

    autoaffondata a Tobruk recuperata nel dopoguerra mentre naviga a rimorchio verso l’Italia x demolizione affonda causa avverse condimeteo con il jack a prua….

  9. Marinaio Telegrafista dice:

    Marinaio di una volta, marinaio per sempre.

  10. Cincotti Giuseppe dice:

    hai detto bene ” DI UNA VOLTA “

  11. Filippo Bassanelli dice:

    E un saluto particolare a tutti i MARINAI imbarcati sulle MITICHE NAVI DELLA MARINA MILITARE CHE HANNO PORTATO E CHE ANCORA PORTANO QUESTO IMPEGNATIVO NOME.(ARREMBA SAN ZORZO).

  12. Rodolfo Armeni dice:

    complimenti Marino.

  13. Marinaio Nero dice:

    Complimenti sinceri

  14. Alberto Scuz dice:

    come dice il saggio “marinaio un giorno marinaio tutta la vita”

  15. GIANNI MACCA' dice:

    Carissimo Marino con i tui scritti e’ per me come rispondere ad un figlio, la commozione ha su di me il soppravvento alla mia eta’, il passato e’ la vita , e’ talmente ricente ,che dai racconti che mi giungono ,io rivivo ,giorni passati con il mio capo Canno’ i giorni trascorsi con il Comandante DAL PIN, il giorno in cui volle che gli preparassi una specialita’ VICENTINA ,di suo padre che posso dire ,era mio Padre ,come lo era per tutti i suoi marinai ,vi e’ una cosa che oggi non esiste ,il dono dell’amore che si crea nel convivere e diciamolo , per anni .E’ certo che tutto, lo portero’ con me ‘ perche’ e’ dentro di me lo sono tutti Loro, Tutti.Sottocapo MARO’S.D.T.GIANNI MACCA’.

  16. Marino Miccoli dice:

    Stimato signor Gianni Maccà, sono onorato del suo apprezzamento di persona che ha vissuto quei tempi e soprattutto ha avuto la possibilità di conoscere personalmente Marinai del calibro del compianto Comandante GINO DEL PIN; Uomini valorosi che hanno affrontato la guerra con coraggio perchè avevano fegato da vendere e credevano in solidi princìpi, i medesimi che distinguono gli uomini dalle bestie. E non accettavano compromessi di sorta.
    La ringrazio di vero cuore per il suo pregiato commento e sono sicuro che anche mio padre, dal mondo dei più, oggi sia contento del ricordo dei Marinai del regio incrociatore SAN GIORGIO che, tramite la sensibilità del maresciallo Ezio Vinciguerra, è stato possibile pubblicare su questo meritevole sito.
    Allo stesso modo ringrazio tutti coloro che hanno apprezzato questo mio modesto articolo.
    Marino Miccoli

  17. Anntonio Melis dice:

    “Altro stupendo articolo storico , da me graditissimo , ringrazio Marino Miccoli per questa Miniera di storia e ricordi”

  18. Bellissimo articolo della nostra storia … un saluto a te e all’amico Marino Miccoli autore dell’articolo .. un caloroso abbraccio a voi !!!

  19. Emanuele Di Benedetto dice:

    Un colorato buon mercoledì e un profumato buon giorno a voi tutti amici/che del gruppo ai frà marinai di corso 71 VBO e di scuole C.E.M.M.M. buona navigazione

  20. Marco Mattei dice:

    Auguri all’orgoglio della Marina Militare Italiana.

  21. Alessandro Rignani Lolli dice:

    Caro Marino,

    non ci conosciamo di persona (ancora per poco spero), sono lusingato e felice di leggere tali parole.

    Troppo spesso ci si dimentica di chi ha difeso il sacro suolo del NOSTRO Paese.

    Sarei felice di condividere con te e tutti quelli che ci leggono, il materiale originale fotografico e storico della R.N. San Giorgio in mio possesso.

    Sono Alessandro Rignani Lolli, nipote di Azzo Gino Del Pin.

    un saluto con affetto

    Alessandro

  22. ho conosciuto personalmente il Comandante Del Pin a Trieste a fine anni ’50 e sono entrato in Accademia anche grazie alla sua conoscenza. Ho costruito un modello della “Leonessa di Tobruch” propri in memoria del Primo direttore di tiro

  23. Mario dice:

    Sarei grato a chi riuscisse a farmi pervenire una fotografia del comandante di nave Orsa capitano di corvetta Azzo Gino del Pin per il Museo della Corazzata Roma di Menorca alle Baleari dove quella nave rimase internata per 16 mesi. Grazie

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