L’ombra di giuda

Episodi della guerra di mare e di terra , i racconti con l’ombra del tradimento che gravò sempre sinistra sulla condotta della guerra di mare.
L’autore disquisisce su GIUDA ISCARIOTA e se ne scusa per l’accostamento, il primo si pentì e ebbe il coraggio di uccidersi. Viceversa i traditori , ben protetti dall’Art. 16 del Dettato di Pace, non hanno trovato il coraggio di farsi saltare le cervella.
Duro nel contenuto ma accosta anche gli eroismi e i sacrifici di un gruppo d’Italiani nell’Africa Orientale. Tra i resoconti quello del PIER CAPPONI, USODIMARE, Pantelleria etc.etc.
Per me un “imperdibile”….

Pietro Caporilli, giornalista, storico e scrittore, nato in Alatri il 3 Novembre 1901, ha vissuto (tranne il periodo della R .S.I.) sempre a Roma dove ha iniziato la sua attività di giornalista, di storico e di scrittore. Il suo carattere esuberante lo porta da giovanissimo a raggiungere, dopo innumerevoli difficoltà, Gabriele d’Annunzio a Fiume (1919). Successivamente partecipa alla marcia su Roma (28-10-22); in quegli anni esordisce come redattore e collaboratore in varie testate “Il Tevere”, “Giornale di Roma”, “Popolo d’Italia” ecc.
Un periodo particolarmente felice questo per la vita di Caporilli non solo lavorativa ma anche affettiva: conosce in quegli anni (1927) e sposa Evelina Fanella-Rodi che sarà la moglie adorata di tutta la sua vita e dalla quale avrà ben 7 figli (Memmo, Rosita, Romano, Rossana, Maria Cristina). Ancora giovanissimo a 29 anni Re Vittorio Emanuele III lo nomina Cavaliere (1930) per “L’educazione Nazionale” avendo già pubblicato diversi libri per i giovani ed avendo creato la casa editrice “Ardita”. In seguito gli verrà conferita la “Croce al merito di guerra” (1942) ed un encomio solenne (1947). Per le edizioni Ardita pubblicherà il libro “L’Assedio dell’Alcazar” da cui verrà tratto il soggetto per il fil omonimo. Sarà direttore dei quotidiani “Il Veneto” e “Il Corriere Veneto” e del settimanale “La Domenica del Corriere” all’epoca rivista con la più alta tiratura d’Europa. Partecipa alla vita politica del Paese e viene nominato Segretario Federale del P.N.F. per la Dalmazia a Zara e dell’Istria a Pola. Durante la seconda guerra mondiale parte volontario sui sommergibili come corrispondente di guerra per “Il Giornale d’Italia”. A guerra finita nel 1945 rientra a Roma con la famiglia (da Como dove è stato testimone oculare delle ultime ore di Mussolini). Qui dopo un periodo economico difficilissimo per tutta la famiglia – essendo stato operato – riprende l’attività di scrittore e giornalista pubblicando giornali e riviste che avranno un successo enorme come “Asso di Bastoni”, di cui ricordiamo alcune delle più famose inchieste: quella sull’assassinio dell’eroe Ten. Col. Ettore Muti; la denuncia per alto tradimento dell’Amm. Franco Maugeri ( e sua destituzione) che costò la vita di tanti nostri giovani imbarcati sulle unità da combattimento della Marina Italiana; l’esaltazione delle gesta della Xa MAS di Valerio Borghese (Medaglia d’Oro). Tutte queste e molte altre inchieste gli procurarono 56 denunce, vari processi e 3 mesi di carcere, ma sempre assolto.
Un’altra pubblicazione che ebbe un notevole successo editoriale fu “7 anni di guerra” una fotostoria della seconda guerra mondiale in cinque edizioni con la pubblicazione di oltre 6000 foto ed illustrazioni varie. Quale supplemento esce un disco a 45 giri per il canto “Lili Marlen” con la voce di Pietro. Nel 1952 viene eletto a Roma Consigliere Comunale con delega del Sindaco a celebrare matrimoni. La sua inesauribile vena di giornalista, storico e scrittore non lo abbandonerà mai, continuerà a scrivere e pubblicare opere, saggi, riviste, ecc. fino al 16 dicembre del 1977.
Bruno Sbaraglia


TITOLO: L’OMBRA DI GIUDA
AUTORE: Pietro CAPORILLI
EDITORE: ARDITA
EDIZIONE: 1962

 

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2 risposte a L’ombra di giuda

  1. Raffaele Gennaccari dice:

    Caro Ezio se ne avrò la possibilità lo leggerò sicuramente, anche se mi arrabbierò molto leggendolo, ne sono più che sicuro!!!!!!!!!

  2. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ci puoi contare per quante volte sono i traditori

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