Che notte quella notte

di Franco Schinardi

Vi racconto una delle mie avventure nella M.M., il mare notturno, le mie esperienze…le altre puoi trovarle su:
http://www.tavoladimessina.com/index.html

Le mie esperienze per mare le ho sempre fatte sulle navi della M.M. e con le mansioni di Direttore di Macchina ma i ricordi più belli gli ho memorizzati in occasione della mia Direzione sull’Unità di assistenza Sommergibili “Proteo” alle dipendenze del Comando Subacquei e Incursori (Comsubin). Su questa nave le navigazioni erano belle ma allo stesso tempo tormentate e questa particolare ambiguità mi dava soddisfazione essendo io amante dell’avventura.
Avendo a bordo un centinaio di ragazzi e consapevole dell’incarico che ricoprivo sentivo fortemente le mie responsabilità e passavo parte delle notti a tenere sotto controllo i locali vitali della nave. Dall’altra parte, di giorno ero prigioniero del Comandante che mi teneva accanto a se in plancia per sentirsi più tranquillo; mi diceva che qualora lui non ci fosse più stato dovevo sapere portare la nave verso il porto più vicino. Storie, tutte fandonie solo per avermi vicino.
Quando scendeva la sera, dopo l’ammaina bandiera e la lettura della preghiera del marinaio, salivo in plancia a far compagnia al Comandante e usavo scrutare il mare appoggiandomi sul passamano dell’aletta di plancia.
Erano momenti meravigliosi, momenti in cui esploravo l’infinito, la luna che allungava sul mare i suoi raggi dorati, le stelle che si rincorrevano con il loro luccichio, l’orizzonte che mostrava tutto il suo infinito, in quel momento tutti i pensieri che affollavano la mia mente sparivano come ingoiati da quelle meraviglie della natura.
In una di queste navigazioni notturne, dopo aver assistito il Sommergibile Sauro e da Monfalcone rientravamo a La Spezia, il mare cambiò veste, da argenteo e splendente cominciava ad arruffarsi, a contorcersi, a smagliarsi, montava di brutto insomma, diventava veramente cattivo arrivando sino a forza 9.
Le onde altissime, in quel nero che ci circondava ci mostravano i loro riccioli bianchi e spumeggianti che ci riempivano di salsedine, ricordo che superavano l’altezza della plancia, incominciarono a farci i primi danni. A poppa, la centralina oleodinamica che sollevava la nuova campana per il soccorso dei sommergibili veniva letteralmente sradicata, lungo le fiancate venivano sradicati gli sfoghi d’aria delle casse del combustibile che si riempivano così di acqua di mare, insomma, si preparavano ore difficili per tutti noi.
Data la situazione, mi aspettavo il particolare momento, il momento in cui qualcuno mi dicesse che si erano fermati i motori, si i motori si sono fermati proprio all’altezza delle coste baresi. Percepita la natura del problema, mi sono fiondato immediatamente in macchina dando subito l’ordine di spurgare le casse del gasolio e i filtri del gasolio sui motori. I motori erano due mostri alti tre piani, due prototipi dei Cantieri Navali di Ancona che montavano per ciascun cilindro una pompa del combustibile della Krupp, insomma erano motori che non si fermavano mai ma, questa volta, si erano fermati perché l’acqua, anche se di mare, non è un combustibile.
Dopo i primi dieci minuti che spurgavamo, vidi arrivare il Comandante urlando “Direttore stiamo andando sugli scogli” e alzando la testa vidi, sul lato opposto a lui, il Dottore di bordo accovacciato, in una posizione da iettatore, sulla scaletta che scende sul locale. Venne da urlare anche a me “Comandante, abbiamo trovato una vena d’acqua che non finisce mai, appennelli le ancore e si tenga pronto a dare fondo, nel mentre cacci il Dottore che ci sta portando iella”.
Siamo stati lì a spurgare ancora per altri dieci minuti e, finalmente, in uno dei tentativi di rimettere in moto, i motori ripartirono con le grida di “evviva” parte del personale di macchina. Ripartiti ci siamo diretti nel porto di Bari per leccarci le ferite e sistemare il tutto.

Questo articolo è stato pubblicato in Che cos'è la Marina Militare?, Curiosità, Marinai, Racconti, Recensioni. Permalink.

37 risposte a Che notte quella notte

  1. Piero Giunchiglia dice:

    …Franco…ma sei tu…??????ti riconosco dagli occhiali….!!!!!!

  2. Franco Schinardi dice:

    Si Piero

  3. Franco Schinardi dice:

    Ciao, ti ricordi quei momenti ? io ridevo da solo!

  4. Bruno Caleffi dice:

    Bellissimo quanto hai scritto Franco, mi ci sono visto in alcuni righe. Si il profumo della liberta’ dell’essere, che nessuno ci potra’ mai portare via. Complimenti ancora fra’

  5. Piero Giunchiglia dice:

    …minchia che nottata…..!!!!!!!

  6. Franco Schinardi dice:

    Grazie Bruno, prima di tutto buona serata amico mio, mi manca tanto il mare, il mare che cavalcavo senza problemi, lo vivevo in pieno

  7. Giorgio Segnam dice:

    Scusami il tu, Direttore, ma sei stato parte di un periodo unico della mia e in questo momento mi viene così. Il racconto e’ veramente commovente, ne avevo già sentito parte. Io non ero ancora imbarcato e ho vissuto il viaggio successivo per il Fecia di Cossato. Con la mente sono spesso su quella Nave meravigliosa…

  8. Franco Schinardi dice:

    Ciao Piero, si, con il Proteo abbiamo sempre buscato e di brutto. Immaggina che a La Spezia noi uscivamo quando rientrava la Divisione per condimeteo avverse.

  9. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Franco che bel racconto. L’artista Buscaglione avrebbe detto che notte quella note. Complimenti si respira profumo di mare e di libertà. Un abbraccio

  10. Franco Schinardi dice:

    Grazie Ezio. Dentro di me mi accorgo che manca qualcosa, cosa che leggo negli scritti di Enzo e, allora, mi arrovello dentro e mi accorgo che solo scrivendo riesco a calmare le mie voglie, i miei desideri ….. il mare

  11. Potami Cav Rocco dice:

    Colonnello…anche nel recente 2001 E’ successo quasi la stessa cosa…tra l’isola d’Elba e La spezia..nottata da brivido..unico nostro vantaggio..i motori funzionavano bene……
    E avevamo un ottimo C/te
    Con l’occasione la saluto e la ricordo sempre con piacere..saluti

  12. EZIO VINCIGUERRA dice:

    🙂 carissimo Signore dei mare, Franco Schinardi, provo a scriverti/vi qualcosa tanto nessuno ci vede e ci sente… (e poi adesso siamo in quiescenza e posso blaterare senza essere frainteso, l’unica carriera che mi resta innanzi è quella di transitare nel “ruolo unico” del Suo organico). Tu Piero Giunchiglia, Enzo Arena, Bruno Caleffi …insomma voi quelli di una o due generazione precedente alla mia ci avete trasmesso l’amore per il mare e se mi ostino a dire “marinai di una volta, marinai per sempre” un motivo c’è, almeno per il sottoscritto. Oggi di quel mondo non è rimasto più niente, solo travet di catasto. Intelligenti pauca. Che dici, facciamo conoscere la tua storia e il tuo bellissimo sito ai lettori del mio/nostro blog?

  13. Franco Schinardi dice:

    certamente, te puoi tutto Ezio. Per quanto riguarda la trasmissione di questo bellissimo amore per il mare, questa esisteva già da quando, ragazzo, ho calpestato il primo ponte. Io ho avuto un Sott.le che mi ha insegnato tutto, consigliandomi e seguendomi ma lasciando decidere solo a me. Con questo Sott.le sono sempre in contatto e lo ringrazio sempre per quello che mi ha trasmesso. Io sono un assertore che la teoria getta solo le basi della conoscenza ma non insegna come comportarsi. Io con lui sono riuscito a unire le due cose e a trovarmi sempre bene durante le mie navigazioni.

  14. Maurizio Pinna dice:

    Grazie Colonello, leggere questi “momenti di gloria” e ricordare fà sempre venire voglia di tornare indietro nel tempo.

  15. Franco Schinardi dice:

    Rocco, prima io sono Franco, secondo anche io ho un bel ricordo di te. Grazie per il tuo commento che hai lasciato

  16. Piero Giunchiglia dice:

    ….non hai letto i miei ricordi su nave PO…….una sera alla banchina Comando eravamo affiancati noi e l’Innominabile….Tempesta forza 9 nel basso Tirreno e noi a Messina eravamo nell’occhio della buriana…passavamo il tempo a rinforzare gli ormeggi….Il vento era talmente forte..a fondo scala…che ogni tanto vedevamo cose volare nell’aria…provenienti da NW…ma eravamo in porto e pensavamo a quei poveracci che erano fuori…..Improvvisamente sentimmo il ruggito dei Motori dell’ Innominabile….ci affacciammo sulla fiancata di DR e venimmo a sapere che due Mercantili erano/stavano per affondare all’imboccatura Nord dello stretto(parlo del 1972/73)…La tua Nave doveva uscire in mare subito per recuperare i naufraghi……Ancora mi ricordo il mio Nostromo(vero lupo di mare)che si fa’ il segno della croce …pensando a voi…e disse…come minchia fanno ad uscire dal porto…?????Squilla il telefono nel Camerino del mio Com/te…io ero il 2°….risponde e mi guarda….il CSM di Marisicilia….poiche’ sulla tua Nave non era ancora rientrato dalla franchigia il 2°(..mi sembra Raiteri) e l’Uff/le di rotta…ordina che io ed il mio STV…imbarchiamo subito……Gia la tua Nave incuteva un sacro timore in tutti noi perche’ era marinarescamente difficile…bisognava conoscerla…poi con quel tempo…..Non ti dico con che animo ho iniziato a scalare la passerella cherollava e beccheggiava….quando sono giunto in coperta una sciabolata di luce ha investito lo specchio di poppa….erano i fari del Mercedes di Raiteri che rientrava……Non ti dico con quale gioia sono subito sbarcato ed il mio STV é invece rimasto …sono rientrati alcuni giorni dopo…..hanno perso le due motolance messe a mare…una é atterrata…sulla litoranea a Mortelle…..l’altra si é arenata da qualche altra parte…hanno perso pezzi di sovrastrutture………Ma la tua Nave era solida…una vera Nave di salvataggio d’Altura….una bellissima Nave…..!!!!!!!

  17. Franco Schinardi dice:

    Ciao Maurizio, che posso farci se Enzo mi fa stare male con quelle cose meravigliose che scrive!

  18. EZIO VINCIGUERRA dice:

    carissimo Piero Giunchiglia …non raccontate tutto in una volta sennò questo povero furiere non sa più che scrivere sul giornale di chiesuola…:-) hahahahhahha sei grande e ti chiedo ancora perdono per tutte le volte che sono stato esuberante. Un abbraccio

  19. Franco Schinardi dice:

    Bella Piero, quella nave mi fa ricordare tante cose che adesso tenterò di mettere su carta e poi posterò perché tutti possano leggere cosa significava, allora, navigare

  20. Piero Giunchiglia dice:

    Caro Franco …tu che ci “riparavi” in Arsenale…puoi dire come navigavamo su una Nave del 1920…eppure andavamo ,non dico tranquilli…ma con quei Direttori che avevamo…Ufficiali del Cemm che avevano fatto la Guerra….(Sig.Tanconi…)…imperturbabili…piu’ aumentava il mare e piu’ erano tranquilli….!!!!!! e ..rassicuranti….!!!!

  21. Maurizio Pinna dice:

    ….Nostalgia, nostalgia canaglia, che ci prende………! Stasera si naviga nel mare dei ricordi.

  22. Carmelo Scagliola dice:

    carissimo direttore,ricordo perfettamente quel periodo in quanto io imbarcai sulla proteo proprio a Monfalcone,e lì incominciammo con le uscite giornaliere per dare assistenza al sommergibile Sauro,li conobbi altri motoristi come me,uno di messina mi sembra Andronaco,e l’altro Bellantone,Mercoledi Santo ed un certo Cannella,ricordo un maresciallo che lo chiamavamo capocannone bei ricordi mi ricordo che siamo dovuti entrare al porto di bari per avaria al motore,e per il mare forza 9.Bei ricordi eravamo proprio dei lupi di mare…

  23. Franco Schinardi dice:

    Grazie Carmelo, in quell’occasione i miei ragazzi si sono veramente fatti onore

  24. Carmelo Scagliola dice:

    Tutto questo e’ dovuto grazie a lei ancora grazie ,direttore.

  25. Franco Schinardi dice:

    E’ vero Piero, eri su Nave Po, nave ancorché vecchia e antiquata aveva uno scafo eccezzionale. Ho avuto modo di conoscere Tanconi e l’ho sempre apprezzato per la sua capacità. Io tutta la mia esperienza l’ho fatta durante i 4 anni fatti come Direttore sullo Storione in quel di Trapani. Poi mi ha formato molto l’Arsenale dove ho sempre avuto incarichi di C° Servizio. Sul Proteo ho messo in pratica tutte le mie conoscenze e le mie esperienze e non volevo assolutamente operai a bordo, i miei operai erano i miei ragazzi, ragazzi tutti eccezionali e fantastici per i quali ho affrontato a viso aperto il 2° e il C.te per fare avere loro i permessi e le licenze a mia firma.

  26. Franco Schinardi dice:

    E’ vero Maurizio, ma te sai quanto io ero legato al mare

  27. Maurizio Pinna dice:

    Colonnello, …….era legato? Io direi che ancora lo siamo tutti.

  28. Franco Schinardi dice:

    vero, vero. Ricordo a La Spezia, quando uscivamo in mare e fuori c’era buriana da morire, io stavo seduto sul tavolo di carteggio e sorseggiavo il mio caffé dondolando le gambe. Se avessero potuto sbranarmi lo avrebbero fatto (ma non i miei ragazzi)

  29. Giancarlo Ledda dice:

    Caro direttore,non so se si ricorda di me ,ero motorista,sappi che la passione che lei aveva era coinvolgente d’altronde non poteva essere altrimenti con una persona fantastica e umana come lei,ci e’ stato d’aiuto come un padre sempre,in particolare nel periodo della tragedia a Punta Raisi e questo mio pensiero so che e’ condiviso da tutto l’equipaggio di allora(anni 78-79)….un abbraccio

  30. Franco Schinardi dice:

    Ciao Giancarlo, con queste tue parole mi hai fatto commuovere, certo che mi ricordo di te, sei stato uno dei miei ragazzi meravigliosi con il quale avrei attraversato l’oceano. Si, anche Punta Raisi é stata un’altra avventura.

  31. Ennio Agnarelli dice:

    E’ bello leggerti con il tuo entusiasmo che riesci a trasmettere agli altri.

  32. Franco Schinardi dice:

    Ciao Ennio, se ho detto che non volevo operai a bordo era perché la mia passione per tutto quello che era tecnico mi portava a spiegare ai miei ragazzi che se le cose le facevamo noi potevamo essere sicuri della riuscita dell’intervento. A bordo io mettevo la Tuta alle 08:00 del mattino, la levavo all’ora di pranzo, poi nuovamente dopo pranzo sino al cessa lavori. I ragazzi, tutti, lavoravano con me in testa.

  33. Marino Miccoli dice:

    E’ sempre bello leggere i racconti di vita vissuta dei Marinai. Questo del colonnello Schinardi mi ha colpito perchè dimostra quell’umanità, schiettezza e praticità che oggi di rado si ritrova nei rapporti umani.
    E i numerosi positivi commenti dei Motoristi a questo significativo articolo del Direttore di Macchina lo dimostrano.
    A tutti voi con piacere dedico:
    http://www.lavocedelmarinaio.com/2012/04/macchine-avanti-tutta/
    Marino Miccoli

  34. Ornella Aimone dice:

    Bel racconto, a momenti drammatico. Davvero tanti complimenti sig. Schinardi, sono convinta che lei sia sempre stato all’altezza del suo ruolo e sicuramente l’ha svolto con competenza e responsabilità, nel rispetto di quei giovani che comandava e con l’umanità di un padre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *