C’era una volta l’arsenale di Venezia

di Nico Damiano

Alla base della supremazia sui mari di Venezia c’era la capacità di costruire navi potenti, veloci e soprattutto numerose.

C’era una volta l’Arsenale. Questo era veramente il cuore di Venezia. Qui sono state costruite navi e fino alla 1^  Guerra mondiale. E’ poco noto ma tra le ultime navi costruite in questo cantiere navale svetta la famosissima Amerigo Vespucci, diventata poi la nave scuola della nostra Marina Militare Italiana. Vale la pena di scoprire a questo punto quella che è stata la vera grande fabbrica del passato.
Prima dell’arsenale le navi venivano costruite in piccoli cantieri sparsi in tutta la città i cosi detti Squeri. Poco dopo il 1200, un passo decisivo riunire, concentrare, organizzare l’esperienza e l’abilità e le conoscenze di decine di piccole imprese in un unico luogo di proprietà pubblica.
Nasce così l’arsenale che per 400 anni non farà che espandersi raggiungendo per l’epoca dimensioni impressionanti e quello che vediamo oggi e solo una piccola parte. L’Arsenale veneziano era una delle meraviglie d’Italia che più colpivano alcuni stranieri autorizzati a farlo. Qui con un ciclo di produzione autosufficiente venivano prodotte le Galee. Per la prima volta è stato utilizzato il sistema della catena di montaggio. Infatti l’organizzazione del lavoro, la suddivisione nei diversi reparti ,il controllo di qualità sulle materie prime e anche la standardizzazione di molte pratiche produttive richiamano proprio i criteri della fabbrica moderna. Si narra che nel 1574 sotto gli occhi del Re di Francia Enrico III questi uomini, che lavoravano all’Arsenale furono in grado di costruire un intera galea nel tempo di un banchetto.
L’arsenale è l’unica parte di Venezia circondata da una robusta cinta muraria, destinata a proteggere i segreti che hanno reso grande La Serenissima. Le Galee sono imbarcazioni che venivano costruite a quel tempo erano lunghe tra i 35 e i 40 metri, ma la loro larghezza non superava i 15 metri. Conferendo a questo tipo di imbarcazioni il caratteristico aspetto lanciato che la faceva assomigliare ad una lunga immensa canoa adatta a scivolare sulla superficie dell’acqua. Manovrabilità, velocità, puntualità, sicurezza; queste caratteristiche facevano la galea la nave più adatta al trasporto di carichi preziosi. Gli equipaggi erano formati dai 200 ai 250 uomini. Avere molti uomini a bordo aveva indiscutibilmente tanti vantaggi. Innanzitutto la nave era molto più veloce, poteva andare anche senza vento utilizzando i remi (a quell’epoca non esistevano i motori) si garantiva la puntualità dell’arrivo delle merci e poi essendoci a bordo molti uomini armati, erano inattaccabili. Nel prossimo futuro dell’arsenale rimarrà alla Marina militare solo la parte più antica, la rimanente sarà data al comune di Venezia forse per alberghi e sale convegni. La storia della Marina Militare a Venezia finirà qui.

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19 risposte a C’era una volta l’arsenale di Venezia

  1. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Antonio Cimmino volevo far sapere a chi legge anche questo articolo di Damiaano che sono orgoglioso di quello che fai e fate per per il blog, ho perso il conto delle foto che mi hai mandato…sono bellissime. Penso che dobbiamo continuare a pubblicare a tuo nome le fotografie magari a ridosso delle “date di affondamento” oltre a c’era una volta un arsenale principalmente perché hai già fatto una piccola cronistoria nelle tue bellissime foto.
    Un abbraccio…

  2. Lazzaro Mangia dice:

    Ciao Ezio buona sera

  3. Ciro Cotena dice:

    Ci sono dei piccoli

  4. Mario Carpentieri dice:

    fra nn molto anche di meno damiano

  5. Vincenzo Vergara dice:

    che desolazione

  6. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Nico Damiano è un problema serio quello degli arsenali.

  7. Giuseppe Coviello dice:

    Un pò di cultura, a me, non fa mai male, scusa la mia ignoranza Nico, ero convinto che il Vespucci fosse stato costruito nel 1933 presso i cantieri navali di Castellammare di Stabia.

  8. Renzo Ferrari dice:

    L’Amerigo Vespucci, fu impostata il 12 maggio 1930 nel Regio Cantiere Navale di Castellamare di Stabia, fu varata il 22 febbraio 1931 ed entrò in servizio a luglio dello stesso anno. Per quanto riguarda l’arsenale di Venezia i tempi cambiano e da parte mia, vista la posizione strategicamente e operativamente nulla lo si potrebbe utilizzare in un altro modo. Quest’anno abbiamo ammirato una famosa regata di catamarani svoltasi a Venezia, l’arsenale è stato utilizzato come base d’appoggio poi ogni tanto ci sono anche convegni militari internazionali. Come pretesto è valido per una vacanza pagata a Venezia con le consorti. A questo punto a che serve mantenere una struttura del genere da parte della Marina? Non si potrebbe far di meglio?

  9. Renzo Ferrari dice:

    ….ma avete visto com’è ridotto l’arsenale di Spezia? Sembra in totale stato di abbandono, poche navi, a parte quelle a pacchetto in disarmo, le strade piene di buche, rottami dappertutto e vegetazione da foresta amazzonica. E questo è un’arsenale operativo ….sulla carta

  10. Nico Damiano dice:

    Mario Carpentieri se non avete posto come ufficio affitto il mio garage

  11. Nico Damiano dice:

    comunque l’arsenale di Venezia ha la sua storia che dura 1000 anni, più antico d’Italia e forse al mondo poteva avere un altro destino per esempio il progetto dell’ammiraglio Pagnottella che lo voleva trasformare a museo navale d’italia

  12. Moreno Giorgi dice:

    Caro Damiano come ebbi a dirti tempo fa, un pezzetto alla volta se lo prenderanno tutto, quando poi sarà preda di multinazionali che ne faranno quello che vogliono, allora forse rimpiangeranno quando c’eravamo noi. Per concludere vorrei ricordare ai veneziani e a coloro che non vedono l’ora che quei guerrafondai della Marina se ne vadano, che se hanno ancora l’arsenale e non un enorme centro commerciale lo devono a noi. Ciao vecio.

  13. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Nico a te e agli amici che hanno commentato la tua preziosa disamina…è un periodaccio, in tutti i sensi sia per gli arsenali che per l’italico settore marittimo in ogni sua sfumatura. GRazie

  14. Collegio Nautico dice:

    Salve a tutti!! Visto che i MEDIA non ne parlano affatto dei problemi dei marittimi ITALIANI
    del fatto che stanno morendo di fame grazie alla complicità di Sindacati inesistenti e assenti,e governi e organi di capitanerie che altro non fanno che favorire il padroneggiare degli Armatori Italiani a dettare le loro leggi aggirando i diritti della costituzione dei lavoratori marittimi italiani. L’italia vanta di avere ed applicare il codice della navigazione ma questo codice , come si evince, viene applicato per i marittimi e interpretato
    per gli armatori finche’ questi ne traggono benefici economici a loro vantaggio e non per i marittimi Italiani.
    Detto cio’ ,molti armatori italiani stanno fallendo o sono falliti dopo aver avuti finanziameti governativi e adesso stanno anche fermando le navi e lasciando i marittimi italiani senza paga come già sta accadendo per molte società che hanno nave ferme in stato di arresto sia in ancoraggio a Singapore e qualcuna e’ anche ferma nella lontana Scozia ( non specifichiamo la località per motivi di riservatezza nei confronti della società di navigazione).
    Signori media, signor pubblico ministero, signor governo, signor,signor voglino mettere fine a questa mattanza dei marittimi Italiani??????????????????????????????
    Noi marittimi Italiani abbiamo famiglie e ogni qualvolta che ci esponiamo in prima persona
    a far valere i nostri diritti come da Costituzione ITALIANA, i vari signorotti e feudatari che sono negli uffici a gestire gli affari dei nostri ben voluti
    Armatori Italiani, non fanno fare altro che metterci in una black list e non chiamando piu’ per imbarcare affamando cosi’ anche l’economia italiana.
    Chi toglie lavoro ad un Italiano non e’ Italiano!!!!!!!!!!!!
    Per questo a tutti Voi, SIGNORI di questo tempo aiutateci a trovare la nostra dignità
    socio-economico-familiare..Please please please!!!!!
    Vs. Collegio Nautico.

  15. DON GINO DELOGU dice:

    Siamo ormai al fuggi fuggi, e ognuno cerca di salvarsi come può, con un differenza che ci sono alcuni che sanno come salvarsi a altri no.

  16. Collegio Nautico dice:

    Buongiorno Don Gino!! Io non posso mandarla l’amicizia causa blocco face book. Le chiedo se puo’ Lei mandarla a me, la cosa mi farebbe molto piacere!!Vs. servitore Collegio Nautico (marittimo di fede Cristiano-Cattolico-Apostolico!!)

  17. Franco Schiavo dice:

    carissimo Giuseppe GRAZIE per pochi istanti mi hai proiettato indietro nel tempo che emozione, questo vuol dire “MARINAI”

  18. NICO DAMIANO dice:

    grazie Ezio di aver pubblicato sul tuo importante blog ciao

  19. Franco Prosdocimi dice:

    Infatti l’Amerigo Vespucci costruita a Venezia è antecedente a quella attuale di almeno 40 anni:-))

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