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Prefazione Emigrante di poppa


Emigrante di poppa
In questo lavoro d'esordio, con uno stile che riecheggia l'ambiente popolaresco assumendone ritmi e movenze, Ezio Vinciguerra visita la sua adolescenza senza indulgenza, e con la passione forte dell'isolano. E quasi suo malgrado, solo per quella terra, che umanizzata è commossa della propria bellezza, per quella Sicilia coacervo succoso e forte, si alza fino ai toni lirici di un canto appassionato.
Ma ritrae una realtà sociale dura. Il ragionare dei personaggi è essenziale e crudo, al limite del cinismo. Persino l'affetto nei bambini non è incondizionato, ma soggiace al calcolo di un possibile beneficio, perché il misero non ha nemmeno il dono della libertà dei sentimenti. Tutto è compresso, minimo: il successo e la commozione, l'ingenuità e l'abnegazione come l'eroismo, la gioia e la solidarietà, l'amicizia e il lavoro.  Misura di tutte le cose è il relativo valore di sopravvivenza, in quell'ambiente di periferia emblematica, quasi una categoria, interpretato da quell'unica ossessiva aspirazione: poter mangiare, mangiare.
E anche quel bene spirituale, che percorre tutto il racconto come una chimera, un miraggio interiore, che egli sente come potenza primordiale e vede rispecchiata nel popolo come possessione tribale, la musica è usata per attirare benevolenza e come disperato mezzo di riscatto.
Giuseppe Campolo

di Marino Miccoli

Siamo a Brindisi, l’anno è il 1954, quando in un assolato primo pomeriggio di inizio estate (è il mese di giugno) si tengono le gare interforze di “marcia e tiro” riservate ai militari in servizio permanente.
Una dozzina sono le squadre appartenenti ai diversi corpi e specialità delle Forze armate. Ciascuna  è composta da cinque uomini e le partenze sono scaglionate nel tempo a quattro minuti l’una dall’altra. Il percorso non è né breve né facile, si snoda per una lunghezza di ben dodici chilometri sui tortuosi e accidentati sentieri che attraversano le incolte campagne demaniali della zona militare situate in prossimità dello splendido litorale brindisino.

Per la Marina Militare gareggia la 7^ Squadra, quella della Batteria di Difesa Costiera B.636 capitanataida un ventenne vicentino di nome Gianni Maccà  e i suoi compagni sono: Iorio, Boscolo, Nieddu e De Toma.  Maccà è un Sottocapo, specialista addetto alle trasmissioni, che sin da ragazzo ha avuto una grande passione per l’atletica. Per questo, per la sua robusta costituzione ed il suo fisico agile ed allenato  è il prescelto, il leader del gruppo, è colui che deve stimolare, esortare e condurre i componenti della sua squadra fino al sospirato traguardo, giungendovi magari vittoriosi … ovviamente!
- “Maccà corri e vinci, sennò ti mando a Gaeta!.
Con queste parole lo ammonisce sorridendo il suo Capocannò Antonio Miccoli.
Maccà sorride e assicura che ce la metterà tutta. In Batteria tutti sanno di poter fare affidamento su di lui che è uno sportivo da sempre.

Viene dato il segnale della partenza e durante la lunga marcia, vedendo ansimare e rallentare i suoi compagni,  Maccà non esiterà a caricare sulle sue spalle i loro fucili (moschetti mod. ‘91 corto). Con questa dimostrazione di forza e di volontà riesce a “trascinare” tutta la sua squadra sugli aspri sentieri che costituiscono il percorso di gara. Quei faticosi 12 chilometri terminano all’interno del Poligono della Batteria 637 laddove, giunti sulla linea di fuoco, finalmente si effettuano i tiri con il moschetto sui bersagli collocati a 250 metri di distanza.
Il tempo impiegato a percorrere l’itinerario ed il numero dei colpi di moschetto mandati a bersaglio costituivano gli elementi di valutazione che consentivano agli arbitri di gara (anch’essi militari) di determinare quale squadra avesse vinto la gara di marcia e tiro.
Fu  proprio la squadra della Marina, quella della Batteria B.636, che vincerà nel 1954 e anche l’anno successivo.
Ma  quale era il premio riservato ai i vincitori?
Una pacca sulle spalle e un “bravo” tributati dal Comandante della Batteria, il Tenente di Vascello Casto Zona, nonché l’onore di essere stati i migliori, ovvero di aver vinto per la Marina Militare e per la Batteria B.636 di Brindisi.
Quegli Uomini non desideravano null’altro. Per questo, oggi, io sono onorato di ricordarli.

28 Risposte a “La 7^ squadra della “batteria di difesa costiera B.636″”



  1. Giovanni Benincasa

    Avevamo poco e ci accontevamo con meno. Ma, questi sono tempi lontani. Giovanni Benincasa



  2. Umberto

    questo è amore per l’agonismo; oggi più che l’agone conta la contraddizione; può essere fatta solo che a parole e quindi è molto meno stancante



  3. EZIO VINCIGUERRA

    Proprio così Giovanni carissimo perché non siamo stati marinai di una volta, quelli che credevano, quelli senza sponsor…eccezion fatta per la “vocazione” il nostro unico ed indissolubile legame con quella Marina.



  4. Antonio Corsi

    Grazie 1000 Ezio …Confidiamo nel futuro [:)]



  5. Pappalardo Salvatore

    Grazie di tutto cuore signor Miccoli…altro che presente.



  6. Miceli Francesco

    Ciao Ezio ho letto la bellissima storia del signor Marino Miccoli e di suo padre e non ho potuto resistere a scriverti queste quattro righe per chiedere una tua consulenza, perché sicuramente ne sai più di me,come ben sai dal 01.01.2010 m hanno collocato in pensione in seguito ad una mia richiesta e tuttora lo sono ,dopo varie vicissitudini di salute trascorro tranquillo la mia vita,amo la pesca più di ogni cosa e puntualmente ogni anno rinnovo permessi nelle zone militari che permettono questa attività ricreativa,quest’anno Mari Base mi ha innovato tranquillamente visto che lo sta permettendo a tanti anche non facenti parte dell’organizzazione ma Marinarsen mi ha negato tutti i tipi di ingresso definendomi esterno estraneo dopo aver passato 36 anni della mia vita in Marina di cui circa la metà in arsenale,allora ti chiedo chi è il responsabile ANMI ,vorrei portare alla sua attenzione questa ingiusta decisione questo torto che noi non meritiamo.In attesa di una tua risposta ti mando un cordiale saluto



  7. EZIO VINCIGUERRA

    Ciao Francesco avrei voluto mandarti una mail privata, ma ho deciso di approvare e pubblicare la tua lamentela perché penso che vadi a braccetto con l’articolo e la storia della Famiglia Miccoli e dei marinai di una volta come lo siamo noi.
    Non ho compreso bene se non ti rilasciano il permesso di pesca o di accesso alle basi. Penso la seconda.
    Premesso che è facoltà del responsabile alla sicurezza (comandante) della base militare su dettami dello S.M.M. e delle attuali leggi inerenti i siti militari (leggasi anche sicurezza nazionale). Ti invio, di seguito le mail dei responsabili ANMIPRES per sensibilizzare il tuo problema:

    Segreteria Particolare Presidente: presidente@marinaiditalia.com

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    Ti invio anche alcuni numeri di telefono della Presidenza Nazionale A.N.M.I.

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    Fax 06-3680-2090

    1^ Ufficio Affari Generali e Relazioni Esterne
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    3^ Ufficio Affari Giuridici e Responsabilità Amministrativa
    Convenzioni e Contenzioso: C.A.(a) Beppe Tommasiello 06-3680-2364
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    Gestione Materiali: Sig.ra Silvia Simoni 06-3680-2375

    4^ Ufficio Comunicazione e Documentazione
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    Ass.di Ammin.: Daniela Stanco 06-3680-2371
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    -.-
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    Un abbraccio Ezio
    P.s. Marinai di una volta, marinai per sempre



  8. Miceli Francesco

    Ciao Ezio grazie per esserti preoccupato a rispondere alla mia email, diciamo che hai compreso il problema ma non precisamente mi sarò spiegato insufficientermente, i due comandi M.Base e M.Arsen danno la possibilità ai dipendenti e civili esterni M.Base e M.Arsen solo ai dipendenti in servizio la possibilità di espletare attività ricreativa di pesca, purtroppo M.Arsen ha stretto la cerchia delle facoltà ricreative solo al personale in servizio,allora io mi domando ma tutto il tempo che io ho trascorso in marina nei vari comandi e basi arsenalizie sono del tutto scomparse una volta recatomi in pensione??che significa che non esistiamo più nella memoria marittima militare?mi dispiace si sia creata questa ingiustizia nei confronti di quei pochi elementi che praticano questo sport innocente, io vorrei rivolgermi all’ANMI ma ho il sentore che se smuovo quelle poche acque rimaste sicuramente sarò nel mirino di qualcuno e considerato tutto il veleno accumulato sto cercando proprio l’occasione per farmi una bella scazzottata con sti deficienti graduati che pensano di essere sotto le palle del PADRE ETERNO,comunque scusami per l’espressione colorita ma per quante ne ho passate e per le ingiustizie che sto notando sono ancora profondamente amareggiato per le vicissitudini negative passate.Grazie e scusami ancora penso di rimanere così e spero che tu mi perdoni e comprendi il mio disappunto,un abbraccio ed un saluto Francesco MICELI.



  9. EZIO VINCIGUERRA

    [:-)] Ciao Francesco,
    penso che hai sintetizzato benissimo l’epoca che stiamo vivendo. La marina non fa eccezione ne è solo uno specchio riflesso ed il tuo disappunto è il disappunto di molti colleghi “anziani”, marinai di una volta, che hanno creduto nel concetto di “Patria e Onore”, nella solidarietà dei colleghi (leggasi sempre marinai di una volta) e nella vocazione che adesso sembra una esclusiva di pochi marinai.
    Per quanto attiene l’A.N.M.I. non penso che possa risolvere il problema e neanche a sollevarlo per il quieto vivere.
    Come affermi giustamente “significa che non esistiamo più nella memoria marittima militare” ed io aggiungo, parafrasando una canzone, “il vecchietto dove lo metto?”.
    Buona Domenica Francesco a te e ai tuoi cari e, se mi posso permettere di darti un consiglio, fai una cernita dei veri amici e marinai. Già su facebook molti si “radunano” come equipaggi di nave e non più come ANMI (siamo rimasti in circa 50.000 e considerato che non c’è più la leva ed i volontari scenderanno con i nuovi tagli nel giro di 10 anni arriveremo a 20.000 se non si chiude definitivamente leggasi Giornalini, riviste, parate, gadgets, enti assistenziali, mostre, ecc. già peraltro fortemente ridimensionati dalla crisi).
    Io speriamo che me la cavo.
    Marinai di una volta, marinai per sempre (lo puoi ben notare da internet, lo hai /abbiamo constatato di persona…basta vedere l’età anagrafica di chi ci scambiamo saluti, informazioni, baci e abbracci).
    Tuo Ezio
    http://www.lavocedelmarinaio.com (nel giro di due anni ho raccolto più di 14.000 mail e pubblicato oltre 2.000 articoli miei, dei veri amanti del mare e …marinai di una volta proprio come la storia dei Miccoli)



  10. Miceli Francesco

    Grazie Ezio per la solidarietà dimostrata, i bei tempi passati che a noi all’epoca sembravano impossibili da sopportare sono rimasti bei ricordi di sacrifici fatti per rientrare nei canoni di sviluppo di una carriera desiderata, c’è chi ci è riuscito c’è invece chi no grazie alla bontà di superiori spregiudicati con i peli sulla lingua,è vero le epoche sono cambiate ma sostanzialmente la Marina è rimasta la stessa,ma va bene così diamo spazio alle epoche a venire e alla nuova mentalità sono finiti i tempi dei cannoni con l’acciarino e le palle di cannone .Ti mando un caro saluto e grazie per avermi considerato rimani un grande amico.-



  11. Afea Onlus Mario Barbieri

    Grazie Ezio. Il Tuo supporto è sempre molto importante!!!



  12. Angelo Marrocco

    Grazie di cuore!!! [;)] anche x le vostre incoraggianti parole che ho letto nei commenti.
    Ne ho proprio bisogno!
    Marinai per sempre



  13. Salvatore Atzori

    Grazie Ezio, non ho parole per quanto sono belle quelle tue. Saluterò lo scoglio e i suoi abitanti, che nonostante la crisi, ancora ammirano quel mare e sentono il profumo del mirto, come prima e più di prima (almeno quello è rimasto).
    Ti ringrazio nuovamente e ti saluto dallo scoglio….
    Tore



  14. EZIO VINCIGUERRA

    Carissimo Salvatore,
    sono certo che Marino Miccoli nel leggere tutti questi messaggi di solidarietà al suo scritto gioirà e non poco sia per lui, per i ragazzi dell’articolo e per Capocannò

    P.s. Una volta marinai, marinai per sempre …salutami i maddalenini, e digli che questo emigrante di poppa conserva quel profumo di mirto (e di gelato al mirto a proposito resiste ancora la gelateria del corso?), portato dal vento, avidamente!
    Sai che ho avuto un avo Garibaldino?



  15. Salvatore Atzori

    Grazie Ezio, per quanto riguarda la Gelateria, negli ultimi anni ne hanno aperto diverse e non so a quale ti riferisci.
    Ti ringrazio nuovamente e ti saluto dallo scoglio….
    Tore



  16. EZIO VINCIGUERRA

    Tore carissimo,

    [:-)] …era in fondo alla passeggiata dalla parte opposta del porto, si salivano delle scale e si sentiva il profumo già dal di fuori di mirto



  17. ANGELO SANTI

    Ezio, ancora una volta grazie per le splendide parole.
    Angelo



  18. Pucciarelli Salvatore

    Innanzitutto grazie per le belle parole
    w la marina ….una volta marinai marinai per sempre…..



  19. Paolo De Fedeericis

    Ti ringrazio di cuore, carissimo Ezio…
    marinai per sempre



  20. Bino Bruni

    Oggi mi godrò la vita come sempre, da quando ho deciso di viverla veramente e semplicemente felice. Il tempo passa più lentamente, a volte si ferma e riesco a gustare i veri sapori, quelli intensi, perché come questa storia mi fa sentire semplicemente parte integrante dell’universo.



  21. Marino Miccoli

    Ezio pregiatissimo,

    l’articolo che hai pubblicato cade proprio in questi giorni in cui assistiamo ad arresti di calciatori implicati negli scandali vergognosi del giro sporco di scommesse sulle partite… che disgusto nel constatare che di quegli ideali di cui lo sport si rendeva portatore e messaggero non è rimasto più nulla o quasi!

    I commenti dei visitatori lo dimostrano.

    Ma noi ancora ci crediamo.

    Grazie e a presto.

    Marino



  22. EZIO VINCIGUERRA

    Marino carissimo, in questo periodo delicatissimo e difficilissimo che stiamo vivendo, ci mancava proprio quest’altro ennesimo scandalo tutto italiota.
    Un abbraccio



  23. Bruno Caleffi

    grazie Marino, sei un’inesauribile biblioteca. ciao.”



  24. Corrado Pomato

    Tra sport e sogni L’altro volto di quest’Italietta di oggi



  25. Mario Fantasia

    Ciao Ezio c’è bisogno di tanto Buon Vento ma anche e sopratutto di un Buon Equipaggio!



  26. Ornella Aimone

    Mi viene spontaneo fare dei paragoni più dolorosi in questo periodo…che tristezza



  27. Nicola Faino

    Ornella Aimone, un tempo i marinai pensavano con la testa di “SOPRA” ai tempi attuali pensano con la testa di “SOTTO” pensando in contemporanea di riempirsi le tasche.Semplice !!!



  28. Antonio Melis

    Buon giorno Ezio , ma che anno litigato i marinai di una volta con i marinai di adesso?

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