Che stress on-line

di Roberta – Ammiraglia88
www.momdovespucci.com
www.ammiraglia88.it

… e che progressiva perdita di educazione in questo mondo moderno!

Che stress questo mondo moderno! Abbiamo una bella tecnologia di cui però siamo schiavi. Molti di noi inoltre non sanno darsi un limite. Ho notato che ultimamente la tecnologia invece di aiutarci ci complica la vita e ci fa preoccupare per sciocchezze. C’è chi si agita perché ha dimenticato a casa il cellulare; si sente come se gli mancasse un braccio. C’è chi si preoccupa subito perché l’amico, o il parente, anche se in quel periodo non hanno problemi di salute, non risponde immediatamente al cellulare; magari è andato semplicemente, e solamente, un attimo in bagno! C’è chi sta già parlando al telefono fisso, ma risponde anche al cellulare, così per un attimo si trova a parlare a  due persone contemporaneamente. O chi ti mette in attesa perché ha anche un’altra chiamata. Non capisco, ma scusate, e … calmarsi un attimo? Uno alla volta e senza mancare di rispetto al primo, quello che c’è già in linea. C’è chi cammina da solo per strada, magari dietro di te, o lo vedi che guida l’auto, parlando da solo … ti spaventi perché pensi che ce l’abbia con te o, peggio, che sia matto. La realtà è un’altra: semplicemente è al telefono e sta usando l’auricolare. C’è la scena tipica sull’autobus, e in altri luoghi pubblici, in cui suona un cellulare e tutti guardano se è il loro che sta suonando. Questa però mi fa tanto ridere! Come è possibile che uno non si ricordi quale è la sua suoneria e, soprattutto, che non si accorga che non è la sua che suona in quel momento! Mi sembra che molti di noi stiano diventando delle macchinette o dei robot, e fanno solo gesti automatici, senza riflettere.
Ora, con i telefoni Voip, quelli che usano il computer per “trasmettere”, sei ancora più sotto stress. Se stai facendo un lavoro in cui devi concentrarti, una volta potevi staccare un attimo la cornetta, la linea risultava occupata. Tu lavoravi bene e in fretta senza le interruzioni, dall’altra parte sapevano che eri presente in ufficio e perciò poco dopo riprovavano a chiamarti. Ora no! Adesso con l’alta tecnologia se stacchi la cornetta il telefono risulta libero, sembra che tu non sia in ufficio. L’altro giorno, in una mattinata abbastanza stressante, avevo staccato la cornetta per qualche minuto, per poter concentrarmi e finire in fretta un lavoro urgente, senza rischiare di fare errori e senza essere interrotta continuamente. Non so se a causa di un problema tecnico, oppure perché dopo un certo tempo fa così, però ad un certo punto suona il telefono. Incredibile: cornetta staccata e il telefono suona impazzito. L’ho guardato e ho scrollato la testa, non è possibile! Ma non finisce qui! Questo tipo di telefono ti mostra le chiamate perse e, se si fermasse a questo, sarebbe utile. Se non ti trovi in stanza, infatti, al tuo ritorno puoi vedere se qualcuno, e chi, ti ha cercato. Se necessario, puoi richiamare. Peccato però che se stai già parlando, e perciò chi ti chiama trova occupato (e richiamerà di lì a poco), appena chiudi la conversazione sul visore appaiono le chiamate perse. Ma come perse? Era occupato, non posso rispondere a tre persone contemporaneamente. Non è persa, ha trovato occupato e se era urgente mi richiamerà a breve. Non è tutto. Un’altra assurdità: se suona il telefono della collega, e tu recuperi la telefonata, a lei risulta comunque persa … ma come, se ho risposto io non è persa!
A seguire la logica (spesso inesistente) della tecnologia c’è da impazzire!
Per finire, mi stupisce che tantissime cose sono sempre più solo on-line o legate a programmi sul computer. Molto spesso è comodissimo e veloce. Ma se per caso un programma è bloccato, o se ti entra un virus informatico, o anche solo se manca per un po’ la corrente … siamo morti! Non possiamo più procedere perché tutto è dentro quella scatola e scorre in quei fili. Non parliamo poi di quei momenti in cui, per caso, internet è un po’ rallentato. Ti sembra che caschi il mondo, molti si spazientiscono perché le pagine non vengono scaricate veloci, non si può proprio attendere un minuto di più.
Calmiamoci, ogni tanto fermiamoci un attimo a riflettere, e cerchiamo di fare in modo che la tecnologia sia solo di aiuto e non che, al contrario, complichi, o peggiori, la nostra bella vita!

Questo articolo è stato pubblicato in Attualità, Racconti, Recensioni, Sociale e Solidarietà. Permalink.

12 risposte a Che stress on-line

  1. Marino Miccoli dice:

    Condivido totalmente le acute e realistiche riflessioni di Roberta Ammiraglia88. E la ringrazio di questo suo interessante scritto.
    Io credo che la tecnologia avanzata in molti casi ci ha reso più liberi ma che l’abuso della tecnologia in più di un caso ci rende schiavi.
    Io ho avuto modo di riflettere sul fatto di vedere tanti (troppi) giovani camminare per strada con le orecchie tappate da entrambi gli auricolari, continuamente intenti ad ascoltare musica. Mi domando se in questo atteggiamento non vi è pure una volontà di estranearsi, di isolarsi dalla realtà in cui queste persone vivono.

  2. Giovanna Cancellieri dice:

    Carissima,
    mi piace….
    Credo che ci siano diverse cose in comune…ma chi ama la musica e’ ANIMO SENSIBILE razza che diventa sempre piu’ ” esigua”…….e Dio creo’ Internet….per farli conoscere…. ti abbraccio [:)]

  3. Roberta Petraglia dice:

    La solitudine ha eretto pareti accoglienti,
    col tempo mi sono capita e non è più una stamberga.
    Nei giorni di pioggia, la grande vetrata a tendine cigliate,
    assume il grigio e se lo porta ad asfaltare le strade polverose.
    Quando, invece, il sole esplode schiantando le ombre atterra, quell’oro lo ripongo in cassaforte per adornarmi i capelli nei giorni della sua assenza… La parsimonia ligure ha cementificato un gradino nell’elica del mio dna, non sarò più a prescindere, da questa terra brulla ed austera…

  4. Martina De Renzis dice:

    complimenti Roberta! radici con linfa vitale che le tue fronde rivolte a pioggia e sole riconoscono e accettano di vivere con pienezza!

  5. Antonio Melis dice:

    Bellissimo ritratto del web

  6. Alessio Di Patti dice:

    Eppure se si è umili e si ama il Mistero dell’altro come si ama il proprio… alle volte ci si comprende.

  7. Linda Brai dice:

    c’è sempre un istante in cui è possibile incontrarsi,essere in sintonia di pensiero,infondo pur essendo diversi e distanti,andiamo comunque tutti nella stessa direzione,questo ci accomuna e ci unisce…

  8. Carmela Di Nardo dice:

    Buongiorno,
    la chiave per comprendere i nostri simili sta si nell’umiltà ed anche nell'”empatia”!

  9. Antonio Ciccolella dice:

    ‎… comprendere è proprio questo: inserire, far diventare parte del proprio mondo il mondo percepito dell’altro. … qualunque sia il modo come l’altro sente il proprio mondo.

  10. Marilena Ajello dice:

    Tutti parlano di Amicizia, alcuni la incontrano per strada, a scuola, al lavoro, nel mondo virtuale, ma ben pochi la riconoscono e molti la buttano via come un calendario dell’anno passato. Poi tornano indietro, ricordando che sulle pagine di quel calendario c’erano note importanti, compleanni, date da non dimenticare, ma è troppo tardi.

  11. Toty Donno dice:

    gli amici, i veri amici stanno con noi fino alla fine… Giudicarsi non è importante quando realmente importa è la pace interiore…

  12. Giovana Canciello dice:

    Carissima,
    mi fa piacere che ti piace si , credo che ci siano diverse cose in comune che diventa sempre piu’ ” esigua”…….e Dio creo’ Internet….per farli conoscere…. ti abbraccio [:)]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *