Il marinaio Giuseppe Palazzolo

di Marino Miccoli

La vicenda che narrerò di seguito ha dell’incredibile ma è realmente accaduta durante la II Guerra Mondiale e merita di essere ricordata.

Il Marinaio Giuseppe Palazzolo, classe 1919, originario del comune di Torino di Sangro  (località Le Morge) in provincia di Chieti, durante l’ultimo conflitto era imbarcato sul Regio Incrociatore Fiume e poiché aveva la qualifica di Cannoniere, non escludo che potesse conoscere personalmente mio padre Antonio che sulla stessa nave e nel medesimo momento era maresciallo capocannoniere stereotelemetrista.
Il ventunenne Giuseppe  era senza dubbio un buon marinaio e un valido cannoniere perché su delle unità prestigiose e moderne per l’epoca, quali erano gli incrociatori pesanti della classe Zara (i superbi e temuti “diecimila”), la Regia Marina destinava il personale professionalmente più preparato, selezionato tra quanto di meglio potevano offrire le Scuole C.R.E.M.M.
Il Regio Incrociatore Fiume faceva parte della 1^ Divisione Incrociatori pesanti e, nella drammatica notte del 28 marzo 1941, fu affondato in quella che impropriamente ancora oggi qualcuno, poco informato, definisce come “Battaglia di Capo Matapan” ma che fu, ad onor del vero, una carneficina in conseguenza all’agguato che la flotta inglese tese a quella italiana. A tal  proposito voglio ricordare un particolare e cioè che le corazzate inglesi, avvantaggiate dall’uso del radar, quando aprirono il fuoco in piena notte sugli ignari Incrociatori della I Divisione e sui cacciatorpedinieri di scorta, si trovavano alla distanza di circa 2800 metri. Le tremende bordate dei cannoni da 381mm delle navi da battaglia britanniche furono sparate, sulle nostre navi, da breve distanza “a bruciapelo” e “di sorpresa”.
I tragici effetti  che la stessa nostra più fervida immaginazione possa considerare, rimane comunque assai lontana da quella che fu l’atroce realtà dei fatti. Infatti l’incrociatore Fiume divenne rapidamente un globo di fuoco, un ammasso di lamiere ardenti e colò a picco dopo pochi minuti, trascinando con sé gran parte dell’equipaggio. Analoga sorte fu riservata agli incrociatori Zara e Pola e ai cacciatorpediniere di scorta Alfieri e Carducci.
Quella notte, nell’adempimento del proprio dovere, morirono 2303 Marinai e tra questi il Cannoniere Giuseppe Palazzolo.
Questa è la storia ma il prosieguo ha dell’incredibile.
Alla fine del 1943 la sorella di Giuseppe Palazzolo, la signora Leda Palazzolo, viveva a Torino di Sangro, una cittadina che si era venuta a trovare proprio a ridosso della Linea Gustav (una linea di fortificazione approntata dalla Wermacht in Italia nell’autunno del 1943 che di fatto divideva in due la penisola italiana, a nord vi erano i Tedeschi, a sud gli Alleati) che si estendeva dalla foce del fiume Garigliano a quella del fiume Sangro, passando per  Cassino. La signora Leda, che lavorava come aspirante sarta, effettuando riparazioni sartoriali alle uniformi dei militari Alleati presenti in loco, ebbe modo di conoscere il signor Robert Kipling della Marina inglese; fu così che i due cominciarono a frequentarsi e si innamorarono.
Alla fine della guerra, nel 1946, si sposarono e Leda si trasferì in Inghilterra, in una cittadina situata a circa 30 km a sud di Londra. Dalla loro felice unione nacquero due figli.
A distanza di alcuni anni il signor Robert Kipling, marinaio della Royal Navy imbarcato sulla corazzata Valiant, venne a conoscenza, con grande rammarico, che nella triste notte di Capo Matapan,  aveva combattuto contro il marinaio Giuseppe Palazzolo, ovvero colui il quale sarebbe divenuto il suo futuro cognato!
Su questa incredibile e singolare storia di vita, possiamo affermare che Cupido ha riportato la sua rivincita su Marte, ovvero che l’amore ha riportato la sua vittoria sull’odio.

Si ringrazia il Maestro del Lavoro signor Ferdinando Talamonti, nipote dei signori Giuseppe e Leda Palazzolo, per aver gentilmente concesso le notizie sopra riportare e le fotografie allegate. Un riverente ricordo ma anche un doveroso omaggio a tutti i quei marinai italiani che a largo di Capo Matapan circa 70 anni fa persero la vita. A mio padre Antonio, che fu tra i pochi sopravvissuti di quell’inferno e che per tutta la vita rimase profondamente segnato da quella drammatica esperienza e dal campo di prigionia di Zonderwater (Sud-Africa)  fino al maggio del 1946 (data del suo rimpatriato) che, nonostante ciò, continuò la sua carriera nella neonata Marina Militare.

Buongiorno stimato maresciallo Vinciguerra,
t’invio in allegato una bella immagine del Regio Incrociatore FIUME a Taranto. Preciso che non è mia ma che l’ho trovata nel mare magno del web. Guardando attentamente questa vecchia ma stupenda fotografia si può notare come i Marinai “franchi” dal servizio siano schierati in riga sul ponte di coperta e sulle poderose torri delle artiglierie mentre la superba nave attraversa il canale navigabile diretta in Mar Grande. Tra questi Marinai probabilmente vi erano sia il Marinaio Giuseppe Palazzolo che il mio compianto genitore Antonio Miccoli.
Allora ho pensato d’inviarti questa fotografia che, qualora lo ritenessi opportuno, potrai inserire a corredo dell’articolo “Il marinaio Giuseppe Palazzolo” che pubblicherai prossimamente in occasione dell’anniversario di Capo Matapan.
E siccome Egli, così come mio padre, era un Cannoniere, allego pure un’altra rara quanto bella immagine della prua e delle temibili batterie in elevazione del Regio Incrociatore Fiume mentre naviga con mare grosso. Quest’ultima fotografia l’ho tratta appositamente dall’album di famiglia per l’articolo di cui sopra. In tal modo il nostro modesto ma doveroso omaggio alla memoria di quei
valorosi Marinai risulterà ulteriormente arricchito da questa immagine.
Ti abbraccio forte.
Marino Miccoli.

Questo articolo è stato pubblicato in La disfatta di Matapan, Marinai, Navi, Racconti, Recensioni. Permalink.

13 risposte a Il marinaio Giuseppe Palazzolo

  1. Casimiro Frangella dice:

    E’ sempre una forte emozione, leggervi!

  2. ANTONIO PICCOLO dice:

    GRAZIE FRA!!!!!
    EZIO CIAO!!!!!!!!!

  3. Antonio Melis dice:

    Buona GIORNATA Ezio ,, che riposi in pace il nostro fratello Militare Italiano ;;;;;;;

  4. Carmelo Trichera dice:

    Carmela Picheca
    Abbiamo visto nascere il sole molte volte… e ogni volta è riuscito a rubarci un sorriso… io non sono il sole, ma spero di rubarvi un sorriso lo stesso con il mio BUONGIORNO….

  5. Giovanni Benincasa dice:

    Sono gli episodi con cui si fa la storia. Èbello conoscerli. Saluti!

  6. Marino Miccoli dice:

    Buongiorno Ezio,

    grazie a te per aver pubblicato i due articoli sull’agguato di Capo Matapan. Non dobbiamo né possiamo dimenticare.

    Concordo con il significato di quanto mi hai scritto nell’ultima mail; anche un solo pensiero rivolto alle persone care è simile a una carezza che facciamo loro.

    Saluti marinareschi e soprattutto stammi bene, maresciallo!

    Marino.

  7. Eugenio Marra dice:

    marinai per sempre.

  8. Bonaventura Colavolpe dice:

    Marinai per sempre!

  9. Salvatore Costantino dice:

    Semper fidelis, come citano i Marines

  10. Pietro Rossi dice:

    Ciao Ezio e grazie Marino, a presto per un prossimo articolo.

  11. francesco improta dice:

    Buona sera , sto conducendo delle indagini per conto di mia nonna che nella battaglia di capo Matapan perse le tracce del fratello Improta Antonio imbarcatto sull’alfieri, sarei grato a chiunque possa inviarmi notizie o testimonianze

  12. mimmo dice:

    Angelo Benda ,tarantino,mio nonno,era anch’egli sulla Fiume ,categoria elettricista ,come riporta il sito della Regia Marina.anche lui scomparso in quella battaglia…ho provato a riconoscerlo sulla foto di sopra ma non ci sono riuscito…pensate che lui si sposo’ poco prima di partire(lo voleva fare dopo)ma mia nonna insistette!!!!vi lascio immaginare il dolore della buon anima di mia nonna(1924-1993) quando la Fiume non torno’ piu’…

  13. mimmo dice:

    ps:mio padre e mio figlio si chiamano come lui…Angelo
    grazie marino e’ un sito troppo importante…

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