Chi sono le nostre donne?

di Giovanni Caruso

…all’indomani della loro festa.

Mi sono imbattuto in un libro lasciato in eredità dal nonno della mia compagna, e già il fatto di per se, mi ha fatto riflettere su quanta considerazione abbiamo oggi del “tramandare la conoscenza”. Viviamo in un mondo tanto globalizzato, da racchiudersi a riccio in se stesso e nella epoca in cui vive.  In parole povere ci si affanna a condividere le scoperte; le idee e le prospettive senza più interpellare il passato e ciò che i nostri avi ci hanno tramandato.
Leggendo questo libro (“Al di là del bene e del male” di F.W. NETZSCHE) ho trovato un capitolo molto interessante che vorrei condividere con voi. Esso tratta fondamentalmente il principio e il ruolo della donna nella comunità Europea. La bellezza di questo capitolo sta nel fatto che è stato scritto nel 1886, e quindi l’apprezzamento della lettura deriva proprio dal fatto che, a distanza di 125 anni si possono confrontare i concetti remoti con ciò che realmente è accaduto, avendo modo così di approfondire l’argomento e intuire il possibile evolversi nel futuro. Ricordiamoci sempre che per misurare una unità, bisogna avere due fondamentali punti di riferimento. Quello nullo, ovvero ad esempio lo zero nei gradi C° e il più remoto possibile, ovvero pari a -273,15 °C. Possiamo quindi prevedere il futuro senza aver interpellato il passato?

“Dall’epoca della Rivoluzione Francese, in Europa l’influenza della donna è diminuita nel momento in cui sono aumentati i suoi diritti e le sue pretese; e l’emancipazione della donna, nella sua misura in cui viene pretesa e favorita dalla donna stessa (e non solo dagli uomini superficiali), risulta di conseguenza un sintomo singolare del decrescente indebolimento e ottundimento degli istinti più femminili. In questo movimento c’è della stupidità, una stupidità quasi maschile, di cui una donna ben riuscita (che è sempre una donna intelligente) dovrebbe vergognarsi per principio…
Ovviamente, tra gli asini dotti di sesso maschile ci sono abbastanza stupidi amici delle donne e loro guastatori, che consigliano alla donna di rinunciare così alla femminilità e di imitare tutte le sciocchezze delle quali è malato l’uomo europeo.”

e ancora…

“Timore e compassione: ecco i sentimenti con i quali sino ad oggi l’uomo ha guardato la donna, sempre con un piede già dentro la tragedia che, mentre affascina, dilania. Come? E tutto questo sta per finire? E sarebbe forse in atto lo scioglimento dell’incanto della donna? Starebbe per verificarsi la trasformazione della donna in creatura noiosa? O Europa, o Europa! E’ noto l’animale cornuto che per te è stato sempre più attraente, dal cui sei sempre minacciata! La tua antica favola potrebbe trasformarsi ancora una volta in “storia”: ancora una volta potrebbe prendere potere su di te una mostruosa stupidità e portarti via! E sotto di lei non ci sarebbe nessun dio, no! Solo un’idea, una idea “moderna”!…
(“Al di là del bene e del male” Settimo Capitolo, pag. 181)

Il capitolo segue con provocazioni e previsioni sulla figura della donna e della società europea.
Ma chi è oggi quella donna che per Nietzsche sarebbe la “donna moderna”?
Ma soprattutto qual è il ruolo e il principio fondamentale con cui bisogna innalzare oggi la donna, affinché sia come in passato e in futuro la salvezza della specie umana?
Il mio giudizio è pessimistico, poiché si basa sul dato di fatto che oggi la società sta regredendo i propri valori, i costumi; la vita stessa!
Il popolo sta invecchiando, e si procrea sempre meno.
Le famiglie tendono sempre più prepotentemente a limitarsi ad un periodo ben preciso, che termina con le catastrofi del divorzio, se tutto va bene…
Cosa fare per migliorare il nostro stato sociale?
Vorrei proporre due “riflessioni/provocazioni”, sul quale riflettere ed esprimere il proprio punto di vista:

 “E’ stato, ed è l’uomo così bruto; rozzo e incapace, da costringere la donna ad una forma di avanzamento e ribellione?”

oppure

“E’ stata, ed è sprovveduta la donna, ad intraprendere un percorso che l’allontana dal suo ruolo fondamentale di madre, moglie e consigliera per la salvezza della specie?”

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15 risposte a Chi sono le nostre donne?

  1. ezio vinciguerra dice:

    Che ne pensi Giò …c’è un tempo per tutto ma non riusciamo a “tararlo”

  2. Giovanni Caruso dice:

    Volevo proporlo ieri ma poi ho deciso di aspettare che lo facessi tu 🙂 spero ci siano tanti commenti. Hai visto il link sulla nascita della festa della donna? come abbiamo potuto trasformare una ricorrenza triste in una festa pagana quasi priva di senso?

  3. ezio vinciguerra dice:

    Proprio di questo parlavo stamattina con la scrittrice Eleonora Giovannini che è impegnata in prima linea in una delle più agguerrite battaglie che la donna moderna (ma da sempre) intraprende soprattutto per la dignità della razza umana (lo stalking). Dovresti conoscerla unitamente ai suoi libri e al suo pensiero. Spero che legga questo post per fare eventualmente le presentazioni.

  4. Melis Antonio dice:

    Buona serata Ezio ::::::::”

  5. ezio vinciguerra dice:

    🙂 Ciao Antonio buona serata anche a te

  6. Raffaella Bonura dice:

    : “che belle parole, emozionanti e toccanti…degne di un poeta per un altro poeta!”

  7. Maria Tino dice:

    Hai saputo trovare le parole giuste senza essere banale, specialissimo.

  8. Roberta Petraglia dice:

    il vento spazza i passi degli uomini consegnando l’oblio ai ricordi… la novità confina con la dimenticanza e ci si adagia come un lembo di mare che cancella impronte sulla sabbia…

  9. Gaetano Mustica dice:

    Io sogno la bellezza, seppure con le spine della rosa, purchè le spine non sopravanzino i petali (come, purtroppo,qualche sfortunata volta, accade).

  10. Gianluca Rizzo dice:

    spesso vado a leggere tutti i commenti nel blog, molto interessanti.

  11. ezio vinciguerra dice:

    Gianluca, nel mio blog parlo di mare, marinai e naturalmente di Marineria con un occhio di riguardo e prioritario “verso gli ultimi” non so se ci hai fatto caso…è il blog che da voce ai Marinai

  12. MARIELLA RICCI dice:

    UN SOGNATORE E’ UN ESSERE CHE PUO’ TROVARE LA SUA STRADA AL CHIARO DI LUNA; E LA SUA PUNIZIONE E’ DI SCORGERE L’ALBA PRIMA DEL RESTO DEL MONDO. W.O. WILDE.

  13. Roberta petraglia dice:

    Ciao Ezio,
    “La storia ci insegna ad imparare…. non a giudicare… La mano della natura ignora le colpe degli uomini e allo stesso modo in cui non tiene in piedi una croce, fissata nella terra… lascia crescere un fiore di campo sul tumulo d’un “peccatore””

  14. Nicola Bastianello dice:

    Caro Ezio, ieri sera ho confidato ad un’ amica:”aspetto per domani il messaggio di un amico di fb” e lei mi ha chiesto come mai di questa attesa. Io le ho risposto” ti ricordi le parole di chiusura dell’ultima festa del mio compleanno? erano le sue..” Lei mi ha annuito e ha sorriso… grazie Ezio!
    Una volta marinai, marinai per sempre!

  15. ezio vinciguerra dice:

    🙂 Nicola è bellissimo quello che hai scritto saluti anche alla tua dolce metà.

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