Mio padre (Maria De Michele)



Mio padre
Maria De Michele

Un anno fa mio padre mi lasciava.
Lo ricordo lo scorso anno d’estate,
fuori al mio terrazzo guardare il mare, in silenzio…

Anemici raggi
accompagnano piccoli riti
di inesorabile lentezza.
L’abbraccio consolatore
del sommesso respiro del mare
si perde nella colpa di vivere.
Padre
mortificato
piegato
senza perdere il tratto di bambino
ti rannicchi nell’indolenza
tendi la mano cercandone un’altra
ma stringi il profumo di un ricordo
racchiuso nelle pieghe dell’anima
nell’aria immobile della canicola
nella nostalgia di un passato
stanco di essere trattenuto.
La voce del vento
porta sottili silenzi
come un vagone in coda
scorri su binari arrugginiti
di pensieri strappati alla corsa dei giorni.
Un vecchio segnalibro
nasconde tra pagine ingiallite
intimi segreti di un cuore
appesantito da pudori
senza compatimenti.
Mentre guardi il sole ritirarsi
già l’alba si dilata dolcemente.

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