L’arsenale militare marittimo di La Spezia

di Roberta – Ammiraglia88
www.ammiraglia88.it
www.mondovespucci.com

Si tratta di una delle più importanti ed antiche basi della Marina Militare Italiana. A La Spezia ha anche sede il Comando in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dell’Alto Tirreno, che è una Base Navale Principale. Essa comprende il Comando Servizi Base, la Stazione elicotteri di Luni, il raggruppamento subacquei ed incursori, gli Enti del Supporto logistico navale, il Centro addestramento e Reclutamento, il Comando Zona Fari ed in particolare l’Arsenale Militare Marittimo. Nei pressi dell’Arsenale è situato anche il Museo Tecnico Navale, che comprende più di 6.500 cimeli, 2.500 medaglie, oltre 150 modelli di navi, 2.000 documenti e più di 5.000 volumi tecnici e storici. In questo Arsenale si prendono cura anche della nave scuola Amerigo Vespucci. Qui vengono svolti tutti i lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione delle navi della Marina Militare Italiana. In alcuni casi, ad esempio per il Vespucci, si tratta di lavori molto particolari. Basti pensare all’età di tale Unità, oltre alla sua finalità e alla sua conformazione che, come tutti possiamo vedere, non rispecchiano quelle della maggioranza delle navi della Marina Militare, le classiche “navi grigie”. Per farsi un’idea di alcuni dei lavori eseguiti sul Vespucci basta vedere quelli fatti a febbraio 2006, durante i quali si è dovuto sostituire l’albero di trinchetto con non poche difficoltà.
L’Arsenale di La Spezia dà lavoro sia a personale militare che civile, per un totale di circa 2.100 persone di cui 200 militari e 1.900 tra impiegati ed operai. Lo stabilimento è diretto da un Ammiraglio Ispettore del Genio o delle Armi Navali della Marina Militare.
Si sviluppa su 85 ettari di superficie totale. Ci sono 18 ettari di superficie coperta, 6 bacini di carenaggio e muratura, 2 bacini di carenaggio galleggianti, 2.600 metri di banchine e … 13.000 metri di rete stradale. L’Arsenale di La Spezia per tradizione, di solito, è aperto ai civili solo in due occasioni: San Giuseppe (patrono di La Spezia) e Santa Barbara (patrona dei marinai).
L’Arsenale di La Spezia nacque con l’obiettivo di costruire Navi Militari. Attualmente però l’attività principale è quella della manutenzione e dell’ammodernamento delle Unità Navali. Accanto a questo ammodernamento vivono però anche tutte le vecchie professionalità artigianali. Diverse di queste permettono alla nave Vespucci di riprendere il mare ogni primavera, e di trascorrere l’inverno in un bacino di carenaggio che la cura da ben 77 anni (il varo è avvenuto nel 1931). C’è ancora quindi un forte legame con il passato. Se guardate gli ultimi grandi lavori di cui ha necessitato proprio il Vespucci vi potete rendere conto di quanto siano importanti le maestranze ancora presenti, e quanto siano fondamentali per la vita di queste vecchie (e non solo loro) belle signore del mare. Diverse sono le lavorazioni artigianali, presenti ormai solo qui, in questo Arsenale. Queste lavorazioni riguardano vari settori, tra cui veleria, falegnameria, cordami. Il passato e la tradizione si vedono ovunque: la monumentale Porta Principale, i bacini di carenaggio di conformazione ottocentesca, le antiche officine ancora efficienti. Sono presenti infatti 6 bacini in muratura (quelli con il vecchio sistema a “gradoni”, non i drydock moderni) e due darsene, oltre alle officine dei calderai, dei tubisti, alla veleria e alla fonderia, nella quale si colano i metalli e vengono preparate le leghe per le chiodature usate nella congiunzioni delle lamiere delle navi.

La storia
E’ stato Bonaparte all’inizio del 1800, quando La Spezia era solo un piccolo borgo di circa 3.000 persone sotto l’impero napoleonico, a considerare l’importanza che avrebbe potuto avere il Golfo di La Spezia. Della sua idea di costruire un grande Arsenale si arrivò solo al progetto, e non alla costruzione, a causa delle sconfitte subite nel frattempo a Lipsia e Waterloo. L’idea di Napoleone fu messa in pratica però successivamente da Camillo Benso Conte di Cavour, che ricopriva l’incarico di Presidente del Consiglio e Ministro della Marina. Con la Legge Istitutiva n. 2257 del luglio 1857, emessa da Vittorio Emanuele II (il documento recita: re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme, Duca di Savoia e di Genova, ecc., Principe di Piemonte, ecc. … la Marina Militare verrà trasferita nel Golfo di La Spezia … sarà costruito nel seno del Varignano un Arsenale militare marittimo …), venne stabilito di creare l’Arsenale di La Spezia. Così, sempre nel 1857, la Marina Militare si spostò da Genova a La Spezia e si stanziò il finanziamento per la costruzione dell’Arsenale. I lavori iniziarono nel 1861, su progetto del Maggiore del Genio Militare Domenico Chiodo, modificando quello di Napoleone. L’inaugurazione avvenne, con una cerimonia, il 28 agosto 1869 alla presenza delle autorità civili e militari e di centinaia di persone. Si attese il colpo di cannone di mezzogiorno e poi il Generale Domenico Chiodo dette il segnale per la demolizione dell’argine artificiale, che era stato posizionato all’imboccatura della Darsena. Circa 600.000 metri cubi di acqua defluirono tra gli applausi della folla. I lavori proseguirono anche negli anni seguenti, fino al 1900 circa, apportando vari ampliamenti. Grazie all’Arsenale si crearono nuovi posti di lavoro e La Spezia si sviluppò sia economicamente, sia demograficamente raggiungendo i 31.500 abitanti nel 1881, 60.000 nel 1901 e 123.000 nel 1940. Il compito principale dell’Arsenale fu quello di costruire unità navali per la Marina Militare. Tra il 1871 e il 1923 furono varate 8 corazzate, 6 incrociatori, 2 torpediniere, 2 cannoniere, 9 sommergibili e numerose altre navi minori in appoggio a queste. L’Arsenale era in grado di costruire gli scafi, ed anche i macchinari, le armi e le apparecchiature necessarie sia alla propulsione che ai sistemi di combattimento. Nel luglio del 1931 nel piazzale dell’Arsenale fu sistemato un apparecchio ricevente; erano infatti i primi tempi degli esperimenti sull’utilizzo delle onde corte nelle comunicazioni radio. Un radiofaro venne invece posizionato sulle colline di Sestri Levante. Tutto questo sarebbe servito per radioguidare le navi nell’entrata in porto con condizioni meteo non favorevoli. Nel frattempo la nave Elettra, utilizzata da Guglielmo Marconi, era già stata attrezzata presso questo Arsenale sia con l’installazione di radio trasmittenti e riceventi, sia con gli alberi  ma per le antenne, anziché per le vele. Successivamente, grazie ai brevetti concessi da Marconi, proprio presso l’Arsenale di La Spezia nacquero le prime officine di costruzione radio e le scuole per l’addestramento del personale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, a causa della sua importanza strategica, l’intera struttura subì numerosi e violenti bombardamenti con gravissimi danni. Conseguentemente, negli anni che vanno dal 1945 al 1950, si dovette procedere alla ricostruzione degli edifici e delle attrezzature. Attualmente il suo prestigio è diminuito, ciò è dovuto principalmente all’impossibilità di mantenere una certa riservatezza a causa della sua posizione nel Golfo (è visibile dalle case adiacenti ed anche dalle colline che lo circondano), ed anche per il fatto che non vengono più costruite le navi. Alcuni lavori vengono inoltre dati in appalto. Si svolge però una ottima attività di manutenzione, ed a volte quella di trasformazione, il tutto finalizzato al mantenimento in efficienza delle Unità Navali dell’Alto Tirreno. E’ per questo motivo che l’Arsenale ha ultimamente subito dei cambiamenti per essere adattato ai nuovi scopi. Tra queste modifiche ad esempio c’è la trasformazione della zona scali, dove avvenivano i vari delle navi, in una moderna banchina per la Base Navale.

Dettagli

La porta monumentale è stata costruita nel 1883. A fianco dell’entrata dell’Arsenale si trova il Museo Tecnico Navale che occupa l’antica Caserma dei Pompieri. Le ancore sono quelle della Corazzata austriaca “Viribus Unitis”, affondata a Trieste nel 1918. Le palle per cannoni che si trovano sui pilastri sono quelle usate nel 1850 dai cannoni navali ad avancarica. Il piazzale all’interno della Porta Principale è Piazzale Bergamini, intitolato appunto alla medaglia d’oro Ammiraglio di Squadra G.C. Bergamini. Il ponte sul canale Lagora era girevole ed è stato fatto nel 1885. Fu distrutto nella Seconda Guerra Mondiale ed in seguito fu ricostruito fisso. La Porta Ferrovia Nord permetteva l’accesso del treno. Il ponte ferroviario girevole si apriva al passaggio delle imbarcazioni che erano dirette dalle navi alla fonda in porto alla Porta Principale dell’Arsenale. La linea ferroviaria fu in uso dal 1870 al 1950. La prima darsena ha queste dimensioni: metri 200 x metri 420. Gli scavi a secco furono effettuati tra il 1863 e 1865. La seconda darsena è: metri 200 x metri 600. Inizialmente era metri 200 x metri 390 ma venne modificata tra il 1888 e 1890. Il ponte girevole in ferro venne fatto nel 1914 e andò a sostituire quello distrutto nel 1869 a causa dell’allargamento del canale. Si possono vedere 6 bacini di carenaggio con diverse dimensioni a seconda delle necessità.
N. 1 – lung. m. 100, larg. m. 23, capacità mc 21.000. Gli scavi vennero effettuati dal 1863 al 1865; è operativo dal 1870 ed ospita unità tipo Sommergibili e Dragamine.
N. 2 – lung. m. 132, larg. m. 24, capacità mc 29.000. Gli scavi risalgono al periodo dal 1864 al 1866; è operativo dal 1870 e può ospitare Naviglio Ausiliario.
N . 3 – lung. m. 132, larg. m. 24, capacità mc 29.000. Gli scavi vennero effettuati dal 1864 al 1866; è operativo dal 1870 ed ospita unità tipo Fregate.
N. 4 –  lung. m. 110, larg. m. 23, capacità mc 21.000. Gli scavi vennero effettuati dal 1863 al 1865; è operativo dal 1870 ed ospita unità tipo Sommergibili e Naviglio Ausiliario.
N. 5 – lung. m. 220, larg. m. 33, capacità mc 78.000. Gli scavi vennero effettuati dal 1884 al 1891; è operativo dal 1891 ed ospita unità tipo Incrociatori e Cacciatorpedinieri. Fino al 1914, con una barcaporta intermedia sarebbe stato possibile dividerlo in due.
N. 6 – lung. m. 220, larg. m. 28, capacità mc 53.000. Gli scavi vennero effettuati dal 1886 al 1899; ospita unità tipo Incrociatori.
In Arsenale si trovano, come detto sopra, molti laboratori; tra questi ad esempio ci sono l’officina congegnatori, per riparazioni meccaniche, l’officina motori, l’officina calderai, per tutti gli impianti a vapore, l’officina costruzioni navali, l’officina elettronica, quella elettroacustica, quella delle telecomunicazioni, l’officina siluri, l’officina armi ed armamenti, quella marinaresca, varie sale prove e collaudi e molti altri laboratori. Le professionalità ancora presenti, alcune di esse veramente rare, sono quelle dei settori di falegnameria, cordami e veleria. A queste si aggiungono gli specialisti dei settori navalmeccanico ed elettronico. Da segnalare che le antiche officine sono sempre ed ancora efficienti. La vecchia veleria invece è stata trasformata in alloggi per gli equipaggi delle navi ai lavori. Ci sono ancora dei mestieri tradizionali, come ad esempio la doratura delle polene del Palinuro e del Vespucci.
Il Vespucci, al termine della Campagna Addestrativa e di altri eventuali impegni di rappresentanza, rientra in Arsenale per i normali, e naturalmente anche per quelli straordinari, lavori di manutenzione. Generalmente quindi passa l’inverno a La Spezia. La sua Base Navale è questa. Questo perché vista la sua età necessita di interventi di vecchio stampo che qui sono ancora presenti. Generalmente queste soste in bacino avvengono con cadenza regolare, pertanto vengono definite e programmate precedentemente. Ci sono appositi uffici che si occupano delle navi che vanno ai lavori. In base alla grandezza della nave vengono definiti anche i bacini di carenaggio da occupare.  Naturalmente il tutto dipende dai tipi di lavorazione che devono essere fatti, non tutti richiedono di occupare un bacino di carenaggio. Sono presenti infatti anche i vari posti per l’ormeggio classico. E’ presente un ufficio porto, che si occupa principalmente degli ormeggi; un ufficio controlli – collaudi che, come dice il nome stesso, controlla che i lavori siano stati regolarmente eseguiti (sia a terra che sulle navi) e la nave sia pronta per riprendere il mare.
L’Arsenale è in realtà diviso in due: Area Lavorazioni per il Sistema di Piattaforma ed Area Lavorazioni per il Sistema di Combattimento. La prima raggruppa tutti i reparti e le officine per le lavorazioni riguardo allo scafo, i Congegnatori, i Calderai e i Tubisti, la Falegnameria, tutta la parte Elettronica, la Direzione, i vari magazzini ed uffici (tra cui ad esempio la Sala Disegno). La seconda comprende invece tutte le officine inerenti il sistema di combattimento, ad esempio l’Artiglieria. In Arsenale si riparano, si ammodernano e si trasformano le Unità Navali ed i natanti (pontoni, bettoline, barche porta, bacini galleggianti, ecc.) della Marina Militare Italiana. C’è chi è addetto a valutare e preventivare gli interventi di riparazione, i lavori di carpenteria metallica. C’è anche il Reparto Bacini, composto da arsenalotti che hanno il compito principale di mettere a secco le navi.
La chiodatura delle lamiere del Vespucci viene naturalmente fatta a mano dagli arsenalotti. Si lavora con molta precisione, con una buona squadra ed in mezzo a rumori forti. La chiodatura, in generale, ha lo scopo di collegare permanentemente i componenti di una struttura applicando i chiodi o rivetti. La lavorazione fatta sul Vespucci è del tipo “a caldo”; praticamente il chiodo viene riscaldato (raggiunge i 900° C) e poi viene inserito nel foro (precedentemente predisposto) dove viene subito dopo ribadito. Per eseguire questa lavorazione sono necessari diversi arsenalotti: quelli che si occupano del “braciere”, dove il chiodo viene reso incandescente, quelli che lo tengono fermo nella posizione esatta, e quelli che contemporaneamente lo ribadiscono (creando la doppia testa) utilizzando una apposita chiodatrice. Questo sistema sta cadendo sempre più in disuso, perché è sostituito dalle saldature o dagli incollaggi. Viene ancora utilizzato nelle applicazioni aeronautiche, nelle costruzioni navali, per le caldaie, le condotte forzate e la carpenteria generica.

Questo articolo è stato pubblicato in Attualità, Recensioni, Storia. Permalink.

11 risposte a L’arsenale militare marittimo di La Spezia

  1. Grazie Ezio!
    Che bello vedere pubblicata la “casa” del mio veliero preferito.
    La casa dove esperti arsenalotti si prendono cura di lui e mantengono in piena forma la “vecchia” Regina dei Mari (vecchia in senso buono! perchè l’età non la dimostra affatto!).
    Bei luoghi, storici e molto utili per le manutenzioni delle belle navi della nostra fantastica Marina Militare.
    Evviva tutti gli arsenalotti e tutti i marinai!

  2. Marino Miccoli dice:

    Roberta “ammiraglia88” è capace di stupirci sempre con i suoi interessanti articoli a tema marinaresco.Questo sull’Arsenale di Spezia è uno dei più completi ed esaurienti.
    A lei vanno le mie sincere congratulazioni; nel suo contributo ho ritrovato molti di quelli che erano i ricordi di mio padre riguardo all’Arsenale.
    E spero sempre di leggere un suo pregevole scritto sul fratello sfortunato dell’Amerigo Vespucci ovvero il Cristoforo Colombo.

  3. Antonio Melis dice:

    Buona serata a te Ezio ,ho perso il conto quante volte o varcato questa porta carraia , più delle volte in coda alla banda musicale, perché ero sempre l’ultimo a rientrare a bordo ,Notte Ezio :::

  4. Michele Di Liberto dice:

    la porta centrale e stata spostata dove ce l ospedale con i pullamn fanno uscire a piedi dopo che ai visitato la nave di competenza

  5. ezio vinciguerra dice:

    ‎:-) vedere il nostro arsenale adesso quasi svuotato mi da un senso di solitudine. E a voi?
    Grazie per le condivisioni (l’articolo è di una ragazza del Trentino con tanta voglia di mare).

  6. Maurizio Gallotti dice:

    Prima alla porta principale dell’Arsenale di La Spezia sventolava tutti i giorni il Tricolore.
    Da tanto tempo ormai lo si vede solo la Domenica ……peccato

  7. Marco Bui dice:

    L’importante è crederci e continuare ad avere sempre vento in poppa …
    A tutti i “Vespucciani” …

  8. Giosuè Palapati dice:

    Ragazzi, mi vengono i brividi

  9. Francesco Capocefalo dice:

    Oggi purtroppo, non è piu’ come era tanti anni fa. Pullulava di vita intorno, un intenso andirivieni di uomini in divisa, e all’interno una flotta che possiamo ricordare solo in foto. Mi ha fatto male rivedere l’Arsenale dopo tanti anni, è stato un tuffo al cuore. Ma sono fortunato perchè io all’epoca l’ho visto vivo e pieno di marinai.

  10. Gabriele dice:

    Tra imbarchi (Carabiniere, Vesuvio, Grecale) e destinazioni a terra (C°Ufficio Studi ed esperienze, C° Ufficio Programmazione, Direttore Supporto Diretto) c’ho passato una vita…….. che soddisfazioni!!!!!

  11. Gabriele dice:

    Vi consiglio la lettura di un bellissimo libro:
    “Domenico Chiodo e La Spezia – Nella vita e nelle opere” Lunaeditore (Redazione: Via XXIV Maggio, 223 La Spezia)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *