I portoghesi furono i primi a crederci

Il Portogallo fu il primo Paese a intraprendere l’avventura dei viaggi per mare, favorito com’è dalla posizione geografica. Il principe Enrico (1394 – 1460) detto “il Navigatore” inaugurò la stagione delle grandi esplorazioni marine, egli fondò una scuola di alta professionalità in campo marino e finanziò numerose spedizioni, circondandosi di abili navigatori e famosi cartografi. I progressi nella tecnica navale, quali la bussola e il contamiglia (seppur molto impreciso), diedero a questi viaggi un minimo di sicurezza, sebbene i rischi fossero sempre molto elevati. Non si può parlare di grandi esplorazioni senza nominare la nave oceanica per eccellenza, la caravella, fu infatti grande il suo merito in tutte le spedizioni dell’epoca.
L’obiettivo principale di Enrico il Navigatore era quello di raggiungere la Guinea e assicurarsi quanto più oro fosse riuscito a prendere; nel 1441 raggiunse la foce del fiume Senegal e si aprì la strada per il golfo di Guinea e le sue cospicue ricchezze d’oro, avorio e schiavi.
Varcato l’equatore, Bartolomeo Diaz, nel 1487 riuscì nella storica impresa di doppiare il capo di Buona Speranza, la punta estrema del continente africano, dimostrando la possibilità di circumnavigare l’Africa per entrare nelle acque dell’Oceano Indiano.

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