Navi di ferro teste di legno

di Andrea Tirandola

Carlo De Risio è un Autore noto agli appassionati per il suo volume sui Mezzi d’Assalto edito dall’Ufficio Storico della Marina, nonché per un volumetto, La flotta tradita, di pochi anni or sono.
Nel 1976 De Risio pubblicò questo volume che può definirsi un vero e proprio j’accuse contro i vertici della Marina. La tesi dell’Autore è che gli ammiragli, come i generali, avessero sempre in realtà curato il proprio orticello di privilegi senza dedicarsi al bene della Forza Armata, soprattutto per non inimicarsi il potere politico: in guerra come in pace.
La tesi proviene da chi la Marina la conosce bene, e la vis polemica non manca.
Il libro uscì in un periodo particolare per la Marina Militare: nel 1975 era stata varata la Legge Navale, pubblicato il Libro bianco della Marina e si era appena concluso il periodo da Capo di Stao Maggiore della Difesa di Eugenio Henke, primo marinaio a ricoprire tale carica.
L’autore ritiene che quanto sopra siano state tre occasioni mancate, per l’asserita mancanza di strategia e visione prospettica dello Stato Maggiore Marinai (Maristat).
De Risio porta ad esempio la costruzione del Vittorio Veneto, nave che a suo dire non serviva a nulla se non a consentire a un Ammiraglio di alzare la sua insegna su una nave grande e comoda piuttosto che su un caccia.
L’Autore si sofferma su alcuni episodi sintomatici del malessere della Forza Armata: la “crisi diplomatica” con Malta che vide protagonista Birindelli (non manca una critica al fatto che la Marina, almeno nel 1976, pareva essersi dimenticata di Carmelo Borg Pisani); l’assurdo insabbiamento del sistema di lancio missilistico ideato dal Comandante del Garibaldi, Capitano di Vascello Azzoni; e soprattutto la travagliata vicenda dell’Impavido, della protesta dei sottufficiali e delle dimissioni polemiche del Capitano di Vascello Falco Accame. Quest’ultima vicenda è narrata con dovizia di particolari che non gettano affatto buona luce sul Capo di Stato Maggiore della Marina del tempo (sinceramente non so se siano mai stati smentiti).
Un libro sicuramente interessante, molto polemico, ma che aiuta a capire il “nostro” mondo.

Titolo: NAVI DI FERRO TESTE DI LEGNO
Autore: CARLO DE RISIO
Casa editrice: Ciarrapico
Anno di edizione: 1976
Pagine: 214
Dimensioni: 24×15
Prezzo originale: L. 4000
Reperibilità: difficile

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9 risposte a Navi di ferro teste di legno

  1. Pino Di Costanzo dice:

    zio ezio buona estate

  2. Ezio Vinciguerra dice:

    Ciao Frà sei insostituibile e io non ti mollo più. Un abbraccio anche a te e ai tuoi cari…mi sto acculturando

  3. Francesco Campisi dice:

    Grazie di vero cuore per questa segnalazione libraria. Un abbraccio

  4. Giuseppe Cucinotta dice:

    grazie mille!

  5. Antonini Gianni dice:

    Ciao Ezio,ti conosco come amico,
    non ti conosco come marinaio petulante emi fa molto piacere comunicare con te dei vari problemi che il mondo ci offre e ci ha offerto in un recente passato

    cordialmente Gianni

  6. V.G. Loria dice:

    e soprattutto la travagliata vicenda dell’Impavido, della protesta dei sottufficiali e delle dimissioni polemiche del Capitano di Vascello Falco Accame.

    Precisazione:
    La nave era il cacciatorpediniere INDOMITO D559.
    personalmente all’epoca ero imbarcato su nave Indomito e mi ricordo di quanto avvenne.

    V.G. Loria

  7. Michele Mastrolonardo dice:

    Ciao Ezio, come và, Spero sempre con il vento in poppa.

    Qualche giorno or sono parlavamo di storia, o meglio, della storia della nostra cara Marina Militare e ne sono venuti fuori 2 libri che tu d’altra parte ne hai pubblicato una recensione sul tuo specialissimo blog circa “Navi di ferro teste di legno” oltre a “Fucilate gli ammiragli”.

    Mi sapresti indicare il modo per acquistarne il primo che sembra essere introvabile ed anche il secondo.

    Con questo mail colgo l’occasione per inviarti i miei più cari saluti ed auguroni

    Michele Mastrolonardo

  8. Michele Mastrolonardo dice:

    Ciao Michele, come stai?
    spero bene.
    I due libri sono una rarità e che ce li ha se li tiene ben stretti.
    Se lavori ancora al ministero tutte e due sono in biblioteca (sempre ammesso che te li prestano) oppure prova a consultarli in prestito all’ufficio storico della marina (c’è la signora che mi sfugge il nome che ne ha catalogati a migliaia).
    In ultima ipotesi fucilate gli ammiragli lo puoi trovare su e-bay con un prezzo che varia da 4 in su ma sono tutte ristampe originali (la prima edizione te la sogni a quel prezzo).
    Navi di ferro teste di legno è ormai una rarità…se lo trovi non esitare a prenderlo e una volta letto comprenderai meglio il periodo storico (ed. Ciarrapico). Se qualche biblioteca sul territorio nazionale te lo presta (ma dubito) sai cosa fare.
    Nel ringraziarti perché mi hai dato un idea per pubblicare qualche piccola curiosità gradisci i più affettuosi saluti.
    Ezio

  9. Antonio Sotgiu dice:

    Ho letto i libri : molto interessanti e di veloce e facile lettura anche se la narrazione delle vicende del C.V. Accame non sempre corrisponde a quanto è accaduto o, perlomeno a quanto ricordo di quegli eventi che hanno visto i più anziani dei Capi servizio lavorare in una situazione di crisi e di carenza di comando per tenere unito l’equipaggio dell’Indomito.
    E’ il caso di raccontare una nuova storia oppure è meglio lasciare ad ognuno i suoi ricordi?

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