Ai caduti (Giovanni Adragna)


Ai caduti
di Giovanni Adragna

…nell’adempimento del proprio dovere.

Tu che sei entrato
nel regno divino del cielo,
ed aver donato la propria vita,
per aiutare i nostri fratelli
oppressi dalla tirannia degli uomini,
a riconquistare la loro libertà,
veglia con la tua anima divina,
i fratelli che rischiano la vita
per la democrazia dei popoli.

Apri il cuore agli oppressori,
sii sempre vicino a coloro
che hanno bisogno quotidianamente
della tua celeste guida,
fa che i popoli della terra
siano liberi ed indipendenti
e vivere in quella democrazia mai conosciuta,
aiutaci ad essere uniti e liberi,
fa che la pace regni nel mondo
e la gioia della vita sia sempre in noi.

Sei stato chiamato nel regno divino,
per essere glorificato da Dio e
dagli uomini, che hanno creduto in te
per l’eroe che sei, e sei stato,
hai donato la tua giovane vita
senza nulla chiedere, ad una causa giusta,
la libertà dei popoli che vivono in tirannia,
sotto il dominio di esseri che non credono
nei valori dell’umanità senza avere alcun
rispetto della vita. Oggi ti glorifichiamo
per quello che sei, eroe nella vita terrena
ed eroe nel regno dei cieli, che possa riposare
il sonno eterno in pace e tranquillità,
e la tua anima essere la guida di tutti
coloro che vivono in sofferenza.

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11 risposte a Ai caduti (Giovanni Adragna)

  1. Luigi Sirignano dice:

    SEMPER FIDELIS….Grazie Ezio

  2. Gian Giacomo Graglia dice:

    Grazie di cuore Ezio oggi festeggio compleanno, onomastico e la fine del corso in spe domani o il giorno dopo mi daranno anche la nuova destinazione e lunedì siamo già a bordo 🙂
    Nihil obest

  3. Concetto Servillo dice:

    ciao Ezio, grazie per i tuoi articoli che naturalmente mi ha consigliato Giovanni Gavino Leone, mi farebbe tantissimo piacere poter parlare con te. sento che sei un grande uomo.un abbraccio.

  4. ezio vinciguerra dice:

    Carissimo Concetto gli amici di Giovanni sono miei amici.
    Puoi esprimerti liberamente con me. Un abbraccio

  5. Amendola Ferdinando dice:

    Grazie di cuore Ezio….Un abbraccio

  6. Niko Santoro dice:

    Ti devo ringraziare per il tempo e l’amore che ci dedichi…a presto

  7. ezio vinciguerra dice:

    Carissimo Niko, carissimi amici tutti,
    il tempo e l’amore che dedico al sito e a voi è
    proporzionato all’amore che nutrite nei miei confronti e verso il prossimo. Grazie.
    Ezio

  8. Thomas Diesse dice:

    Ciao Ezio e grazie a te e a Giovanni Adragna per il pensiero ai caduti!!!!
    Thomas

  9. Mari Lepori dice:

    Caro Vinciguerra, a proposito di caduti, di dichiarazioni da parte di alti personaggi del recente passato, nonchè i commenti più o menopolemici che si sono succeduti, nei quali non ho potuto fare a meno di inserirmi, mi sarei aspettato anche un tuo intervento costruttivo e scevro di retorica. Leggo tanta melassa contornata anche di ipocrisia. Possibile che l’anzianità fa questo effetto? Siamo professionisti o mammoni legati alle gonnelle delle donne di famiglia? Le cose che leggo mi lasciano un pò sconcertato, è possibile che la mia generazione ragiona e pensa in questo modo? E’ possibile che per 45 anni ho convissuto con questo tipo di pensiero? No, no posso crederci. Che nepensi?
    Cordialmente
    ml

  10. Giovanni Vittorio Adragna dice:

    Ciao Ezio,
    “Naturalmente accetto il tuo consiglio, adesso mi rendo conto di avere qualcosa dentro di me che non conoscevo forse dovuta alla lotta ed alla sofferenza della mia malattia, però mi sono ripreso alla grande. Per quanto riguarda il permesso sei sempre autorizzato da parte mia a pubblicare tutto quello che merita essere pubblicato. Ciao Buona giornata e buon lavoro. Grazie di tutto, sopratutto delle tue gentilissime parole nei miei confronti”

  11. ezio vinciguerra dice:

    Carissimo Mario,
    ho letto attentamente la tua mail che mi ha fatto pensare e non poco.
    Sul profilo di Fernando Antonio Toma è stato postato il link con la dichiarazione del Camporini dove io avevo scritto “che una volta i militari prima di parlare contavano fino a dieci”. Dopo si è innescata una polemica a mio vedere sterile perché non si giudicava l’operato dei militari e dei caduti per l’adempimento del proprio dovere ma si doveva parlare esclusivamente di un Capo che esterna coinvolgendo altre storie e quindi altri morti.
    Concordo pienamente con te quando affermi che c’è tanta melassa contornata anche di ipocrisia. Comprendo anche che con il passare degli anni ci “addolciamo un po’” ma mi torna difficile dialogare quando da un argomento si salta ad un altro come nel caso in questione.
    Questo “tuttologo” italico modo di ragionare non porta a nulla di buono e, come nel nostro attuale sistema politico, si attacca la persona quando invece si dovrebbe parlare di programmi nel rispetto delle proprie ideologie e, soprattutto dell’ordine del giorno.
    Condivido con te anche il concetto di “mammoni” tipico anche questo del nostro italico modo di interpretare la vita.
    La prossima voltati prometto che intervengo qualora l’argomento prenda altre strade.
    Per quanto mi riguarda i militari in una democrazia come la nostra stanno un gradino sotto la politica (altrimenti non sarebbe una democrazia naturalmente) ma quando si dialoga con i “media” bisogna centellinare le parole senza paragonare argomenti completamente diversi e non attinenti. Camporini, secondo me, non l’ha fatto.
    Ti abbraccio e ti stringo forte forte al cuore.
    Ezio Vinciguerra

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