Lottare per la vita è un nostro diritto

di Giovanni Vittorio Adragna

Ogni anno, il 28 aprile è la giornata dedicata alle vittime del “Signor Amianto”, tutti dovremmo essere vicini alle Associazioni che lottano per la difesa dei diritti delle vittime decedute perché colpite da NEUPLASIE MALIGNE (MESOTELIOMA PLEURICO – ABESTOSI POLMONARE – CARCINOMA POLMONARE), malattie correlate all’esposizione delle fibre aerodisperse del serial killer AMIANTO.
La lotta a queste ingiustizie ci dovrebbe unire sempre di più, solo noi possiamo dare la svolta storica e decisiva, se ci uniamo saremmo sempre più forti, le Associazioni hanno delle grosse difficoltà, purtroppo quanto si parla delle NEUPLASIE MALIGNE, le Istituzioni che dovrebbero essere le prime dare gli aiuti alle famiglie colpite da questi mali, fanno orecchio da mercante rendendosi latitanti non curandosi del loro dolore, il tutto perché, le persone colpiti non abbiano alcun aiuto e nessuna assistenza e tutto possa passare inosservato, (mi riferisco all’assistenza legale, e tutta la componente relativa ad un riconoscimento della malattia, per un eventuale indennizzo).
I politici che ci rappresentano, e che dovrebbero essere il nostro punto di riferimento, se ne lavavano le mani, come Ponzio Pilato, per non ammettere le loro colpe, molti di loro sapevano quale rischio correvano gli operai che lavoravano il “serial killer amianto” ed erano esposti alle sue fibre aerodisperse, ma non hanno fatto nulla, perché tutto finisse, interessava andare avanti, la salute degli operai era meno importante degli interessi delle aziende.
Ora sembra, che tutto possa essere finito, ma non è così, il disinteresse totale delle persone preposte a far luce ci fa effettivamente capire, che noi piccoli, non siamo altro che carne da macello, persone che non hanno alcun diritto ma solamente dei doveri.
Siamo nelle mani di gente che davanti agli interessi personali non si fermano, quindi mi ripeto, uniamoci, non dimenticandoci che l’unione fa la forza, la nostra forza quella di diventare dei cittadini di serie “A” e non di serie”C”,.
Abbiamo il potere in mano,  utilizziamolo per come deve essere fatto, non vogliamo fare nessuna rivoluzione, ma vogliamo un cambiamento radicale del sistema soprattutto da parte di tutte quelle Istituzioni che ci rappresentano,che non sono direttamente vicini non alle persone fisiche,  almeno possono contribuire aiutando le  Associazioni che lottano giornalmente perché i diritti vengano almeno rispettati. Lottare è un nostro dovere ed anche un nostro diritto, l’assistenza sanitaria ci è dovuta, non possono schiacciarci come se nulla fosse, come se non esistessimo, siamo presenti e vogliamo che i nostri diritti siano rappresentati da persone che hanno a cuore le nostre problematiche, sia ben chiaro noi non ci fermeremo, giornalmente la nostra voce sarà ascoltata da coloro che debbono tutelarci, cercando di essere il più uniti possibile e molto presenti, così solo non potranno dimenticarsi di noi.
Forza, Italiani dobbiamo dare democraticamente un segno positivo a tutto il mondo, dimostrando di essere solidali con coloro che hanno bisogno di noi, della nostra vicinanza per non sentirsi soli.

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3 risposte a Lottare per la vita è un nostro diritto

  1. Roberto Cannia dice:

    Carissimo Ezio! Ho letto con tutta l’attenzione che merita, questo appello di Giovanni Adragna in difesa dei diritti delle vittime colpite da neuplasie maligne. Purtroppo ha perfettamente ragione quando dice che i piccoli sono solo carne da macello. mi permetto di aggiungere: sacrificati per il dio denaro sull’altare dell’interesse economico. Ho letto che il 1° convegno di AFEA Svoltosi il 28 aprile 2011, si è concluso in modo soddisfacente, almeno per quanto riguarda il numero delle persone presenti in sala, che come riferisce lo stesso Presidente di AFEA era completamente esaurita. Ma ho letto anche con molta amarezza ma non stupito, che nessuna autorità politica è militare è intervenuta al convegno. Come precisa il Presidente, evidentemente il problema non li riguarda. Spero che in futuro con l’aiuto di tutti queste voci arrivino anche a chi non vuole sentire…! Un caro saluto a Giovanni Adragna che ricordo di avere conosciuto negli anni 90, durante un corso a Taranto su di un radar terrestre, ricordo che fu destinato a Favignana, io a Portopalo Di Capo Passero. Ancora tutta la mia solidarietà! Un abbraccio Ezio, scusa ma problemi privati, mi tengono un pò lontano dal nostro diario di bordo. Comunque quando possibile cerco di essere presente. Ciao a presto!

  2. Antonello Scandurra dice:

    Sei sempre Grande,caro EZIO

  3. carmelo pagano dice:

    carissimo ezio ho fatto 18 anni e mezzo di inbarco sulle navi M.M. tra cui 10 sui dragamine di legno Gambero, Mango, Gelso, Vischio, e Sgombro nella stessa squadriglia del compianto amico mio e di tutti giovanni Adragna, dormivo in mezzo all’amianto essendo motorista maggiormente piu’ di tutti a bordo respiravo amianto soprattutto quando lavoravo vicino ai collettori di scarico dei motori, la sera quando tornavo a casa avevo la divisa di colore grigio amianto e percio’ mio malgrado l’amianto lo hanno respirato anche i miei familiari. il 15 giugno 2005 ci hanno fatto fare a tutti quelli che come me sono stati in contatto dell’amianto la domanda per il riconoscimento di un equoindennizzo che ancora dovevano studiaci sopra, per noi che vivevamo in mezzo all’amianto la domanda l’abbiamo mandato all’inail ed al ministero, ancora oggi a distanza di quasi 7 anni non c’e’ stata nessuna risposta, “ANCHE LO STATO ITALIANO CI HA PRESO PER I FONDELLI”
    un abraccio Carmelo Pagano

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