Giovanni il barbone

a cura di Toty Donno

In un centro di raccolta per barboni, un alcolizzato di nome Giovanni, considerato un ubriacone irrecuperabile, fu colpito dalla generosità dei volontari del centro e cambiò completamente. Divenne la persona più servizievole che i collaboratori e i frequentatori del centro avessero mai conosciuto.
Giorno e notte, Giovanni si dava da fare instancabile.
Nessun lavoro era troppo umile per lui. Sia che si trattasse di ripulire una stanza in cui qualche alcolizzato si era sentito male, o di strofinare i gabinetti insudiciati, Giovanni faceva quanto gli veniva chiesto col sorriso sulle labbra e con apparente gratitudine, perché aveva la possibilità di essere d’aiuto.
Si poteva contare su di lui quando c’era da dare  da mangiare a uomini sfiniti dalla debolezza, o quando bisognava spogliare e mettere a letto persone incapaci di farcela da sole.
Una sera, il cappellano del centro parlava alla solita folla seduta in silenzio nella sala e sottolineava la necessità di chiedere a Dio di cambiare.
Improvvisamente un uomo si alzò, percorse il corridoio fino all’altare, si buttò in ginocchio e cominciò a gridare:
– “Oh Dio! Fammi diventare come Giovanni! Fammi diventare come Giovanni!  Fammi diventare come Giovanni!”.
Il cappellano si chinò verso di Lui e gli disse:
– “Figliolo, credo che sarebbe meglio chiedere: “Fammi diventare come Gesù!”.
L’uomo guardò il cappellano con aria interrogativa e gli chiese:
– “Perché, Gesù è come Giovanni?”.
– “Non sono più io che vivo ma Cristo vive in me”.

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Una risposta a Giovanni il barbone

  1. Toty Donno dice:

    Ben fatto come sempre Ezio, grazie dell’impegno e del lavoro che dai al giornale…buona giornata

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