La dignità di una nazione

di Giuseppe Messina

La dignità di una nazione non è polvere giunta dal deserto oppure una astratta emozione sotto le stelle, sopra il mare aperto.
La dignità di una nazione è quella che il popolo deve avere e non vi è scusa, no, non vi è ragione per affidarla ad un puttaniere.
Provo vergogna di questo momento in cui siamo andati fuori via, sul mare aperto sconvolto dal vento che porta, tempestoso, la bugia.
Gli sguardi pongono interrogativi e i visi onesti sono tutti irati, proprio tutti hanno dei motivi per essersi scoperti abbandonati.
La dignità di una nazione è stata affidata ai pirati che cercano scampo dalla prigione con falsità e più gravi reati.
Italia gloriosa, affossata da chi legiferando crea inganni e come prostituta l’ha sfruttata; beffa atroce dopo tanti danni.
Italia gloriosa, indifesa da chi non ferma tanta decadenza bloccata dalla casta, vilipesa; spero il popolo riprenda coscienza.
Spero, ma io non ho più tempi lunghi, pertanto posso solo seminare, dove sono ormai lignei i funghi tanto da non potersi masticare.
Spero germogli qualche mia parola e giunga a chi la ripeta ancora, perché non rimanga unica e sola, finché rinasca la nuova aurora.
Spero giunga il sole dell’intelletto a riportare dignità e rigore fino a creare il potente effetto che renda innocuo il mentitore.

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