L’Anitra Blu di Orazio Ferrara

di Daniele Lembo
(giornalista pubblicista ed esperto di storia militare)

Con questo suo nuovo libro dal bel titolo “L’Anitra Blu. Legionari e soldati di ventura in Africa”, edito da Aviani Editori, Orazio Ferrara ci restituisce, con la sua scrittura fascinosa e quindi piacevole anche per i non addetti ai lavori, un tassello di storia militare mai del tutto approfondito, almeno in Italia, quello dei cosiddetti commandos mercenari che agirono in terra d’Africa nei mitici anni Sessanta del Novecento.
L’Anitra Blu ovvero l’Anitra Selvaggia (Wild Geese), scelta a simbolo dagli uomini del 5° Commando di Mike Hoare detto Mad (Il Matto), per vivere al di fuori e al di sopra delle righe di una vita e di una mentalità borghese. Simboli ed insegne, come quella del comics Marsupilami, di un mondo impossibile e incredibile, ma che quando occorre sa bene come morire alla grande. Gente che non ignora affatto che il proprio mondo è ormai al crepuscolo e che decide di rendere quest’ultimo fiammeggiante, consegnandosi alla storia con un Beau Geste.
Anche i loro sogni sono impossibili, come quelli di Jean Schramme, l’africano bianco, che con i suoi Leopard bianchi e neri vagheggia a Bukavu uno stato dei volos, uno stato in cui africani ed europei possano vivere da uguali. O come Rolf Steiner che si batte per la sopravvivenza prima dei cristiani biafrani e poi di quelli sudanesi. O come gli italiani descritti nel capitolo “Brutti, sporchi e cattivi”, condannati a tale ingeneroso cliché dalla nostra damnatio memoriae collettiva.
Incredibile e simpatica la figura di Pier Giorgio Norbiato, ex marò della Marina Militare italiana “sempre affascinato difensore delle cause impossibili, disperate, perdute in partenza”, che fa combattere il suo commando all’ombra di “una rossa bandiera con il dorato leone di San Marco, armato di gladio, a perenne ricordo del suo indimenticabile reggimento San Marco” e che in una sola notte si gioca una fortuna sull’incostante ruota della roulette.
Mercenari senza dubbio, ma molto spesso le loro bandiere non avevano per niente il colore dei soldi in quell’Africa degli anni Sessanta. Un libro da leggere per gli addetti ai lavori e non. Un libro che narra di un crepuscolo fiammeggiante dunque, di un mondo e di una visione della vita.

Titolo: L’Anitra Blu. Legionari e soldati di ventura in Africa;
Autore: Orazio Ferrara;
Editore: Aviani & Aviani editori Via Tricesimo, 184/7 – Udine
Pagine 176 (con numerose ill.;
Prezzo: euro 18 + spedizione;
email: avianifulvio@tin.it
telefono: 0432.884057
mobile: 348.9056272
fax: 0432.479918

Dallo stesso autore sul sito
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2 risposte a L’Anitra Blu di Orazio Ferrara

  1. Giorgio Bigarelli dice:

    Sono in attesa di ricevere il libro “l’Anitra Blu” dalla Casa Editrice, per arricchire la nutrita sezione della mia biblioteca relativa all’epopea dei Mercenari d’Africa,che contiene, per quanto mi è dato conoscere, tutte le opere pubblicate in lingua italiana sulla materia.
    Spero che l’Autore divulghi qualche inedita informazione debitamente documentata e l’opera non si riduca ad una antologia di scritti, documenti e foto già pubblicati.
    Mi stupisce che il titolo faccia riferimento all’anatra, quando la traduzione di “(WILDE)GOOSE” (GEESE – al plurale) dovrebbe essere dunque “OCA/HE BLU”, come era l’uccello che figurava nel distintivo cucito sull’uniforme degli Affreaux di Mad Mike Hoare, ad evocare i Mercenari Irlandesi di storica memoria.
    Mi piacerebbe sapere se si tratta di una svista o se il riferimento zoologico è stato voluto.
    G. Big.

  2. Robert Muller dice:

    Decisamente hai ragione.E’ un’oca selvatica simbolo del 5 commando sud africano

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