La divisa del marinaio

di Antonio Corsi (*)



La divisa del marinaio credo sia unica e per molti versi, affascinante. In tutte le parti del nostro globo è quasi sempre la stessa. Difficile non riconoscere un marinaio ovunque ci si trovi.
Chi fin da piccolo non ha immaginato di indossarla, navigare per i “sette mari”, avere avventure, scontri contro pirati e corsari? Ma, cosa importante, è quella di conoscere il mondo, avere contatti con popoli, paesi e mentalità che esulano dalle nostre cognizioni e spesso dalle nostre logiche. Come si suole dire: “allargare i nostri orizzonti”.
Le curiosità che citerò sono solo il frutto di racconti tramandati da “padre in figlio”. Non esiste, che io sappia, una casistica in merito. Cosa certa è che in marina nulla è lasciato al caso per cui tutte le parti della nostra divisa hanno una loro logica anche se, in molti casi, persa nella notte dei tempi.
I marinai vestono due divise:
a) quella per la franchigia (divisa ordinaria estiva o invernale) e che nell’esercito è nota come “Diagonale o DROP”
b) quella da casermaggio o da lavoro
Nel nostro caso parleremo della divisa ordinaria

Origini del solino
Anticamente i marinai usavano impeciare (mettere la pece) i loro codini. Infatti se non avessero adottato questo sistema avrebbero avuto problemi con le loro lunghe e fluenti chiome. Ovviamente la pece sporcava il dorso delle casacche (Camisacci) per cui iniziarono a mettervi un pezzo di stoffa o fazzoletto che con il tempo è rimasto in tutte le marinerie del mondo. Successivamente ai solini sono state aggiunte guarnizioni e/o colori, Sembra che le nostre due strisce bianche servano per ricordare le due grandi guerre perse. (Ad esempio il nostro solino è di colore blu mentre quello degli americani è bianco)

Pantaloni a gamba larga e pattina
Quando i vecchi marinai dovevano salire sugli alberi, coffe, sartie eccetera se avessero avuto dei pantaloni stretti alle gambe avrebbero avuto difficoltà nel piegare le ginocchia per cui adottarono dei pantaloni a gamba larga da qui la “moda” che è stata tramandata fin quasi ai nostri giorni. Nella nostra Marina sono stati dismessi da pochi anni.
La pattina invece serviva in caso di caduta in acqua. Infatti essa impediva all’acqua di avere un immediato contatto con l’inguine per cui l’organismo avrebbe avuto un contatto ed adattamento graduale alla parte del corpo in quel momento più delicata. Inoltre, una volta acclimatato il nostro organismo, i pantaloni, si potevano “sfilare” con molta facilità. Sempre relativamente ai pantaloni a “zampa” risulta che servissero anche ad essere arrotolati più facilmente per il posto di lavaggio in coperta (ponti di legno e piedi scalzi).

Camisaccio
Utilizzato per un più veloce sfilamento in caso di necessità. Esso infatti era completamente privo di bottoni o lacchi da sciogliere.

Cordone
Sembra che questi ci sia stato tramandato in quanto i vecchi marinai lo utilizzavano per agganciarvi il serramanico in modo da poterlo utilizzare velocemente in caso di bisogno. (Ad esempio per le risse, molto frequenti in quell’epoca, o per tagliare qualche cima in caso di emergenza). Il cordone inoltre poteva anche servire per legature di emergenza.

Bottoni sui polsini
Sembra che i bottoni, in una o più file radiali ai polsi, fossero utilizzati solo dagli ufficiali. Essendo questi dei Nobili era disdicevole per essi pulirsi il naso con il polsino della giacca (pratica molto diffusa all’epoca) per cui, avendo l’impedimento dei bottoni, erano obbligati ad usare il fazzoletto.

Fazzoletto nero
In ricordo di qualche lutto storico. Battaglia di Lissa? Impiccagione dell’Ammiraglio Caracciolo? Morte di Nazario Sauro? In questo caso in particolare le teorie sono molte ma non suffragate da prove o esigenze particolari.

Divisa del marinaio
Sembra che fino al 1890 anche Sergenti e Secondi Capi indossavano la medesima divisa dei marinai di truppa. I secondi capi riebbero la divisa da sottufficiale solo nel 1905.

Berretto da franchigia (libera uscita)
Si ignora l’origine ma, ai miei tempi, era comodissimo come guanciale nelle notti trascorse in prigione (esperienza anche personale).

Spero di non aver annoiato nessuno con queste simpatiche curiosità.

(*)Antonio CORSI – Presidente Gruppo A.N.M.I. di Sora
http://www.anmisora.it
presidente@anmisora.it
anmisora@yahoo.it
antonio999@libero.it
facebook.com/Cavalier.Tempesta

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14 risposte a La divisa del marinaio

  1. Caro Ezio
    Innanzi tutto voglio ringraziarti per aver reso noto questa “chicca”.
    Volevo informare tutti che l’articolo è suscettibile di incrementi.
    chi vuole può contattarmi ai recapiti che hai evidenziato.
    Grazie di nuovo
    Antonio

  2. ezio dice:

    da facebook

    Maria Centorbi
    affascinante la divisa del marinaio… sempre bianca sempre pulita come ci piacerebbe la ns ITALIA

  3. ezio dice:

    da facebook

    Patrizio Corrado 08 novembre alle ore 15.28

    Grazie Ezio, le tue parole mi riempiono di gioia, auguro anche a te tutto il bene che questa vita ti può donare nella grazia di NOSTRO SIGNORE DIO.

    P.s Col vento in poppa andremo sempre avanti a testa alta nella nostra mitica divisa.

  4. giuliano dice:

    salve volevo sapere qualche sito dove fanno vedere come si fa il fazzoletto perche sto impazzendo e come si mette il cordino bianco

  5. Marco dice:

    Dove posso trovare una divisa bianca?

  6. FRATIANNI dice:

    ho risposto ad un commento in merito alla divisa da marinaio, riepilogo velocemente:
    – il solino è come già scritto per porre rimedio all’igiene per i capelli lunghi ed unti che portavano nella vecchia marineria;
    – le due strisce bianche ricordano due grandi battaglie navali perdute (Lipsia e se non ricordo male Lepanto);
    – il cordone bianco per agganciare un serramanico in dotazione per difesa personale;
    – il camisaccio con cucitura circolare per ricordare l’Ammiraglio Caracciolo trucidato dagli inglesi e tagliato a metà;
    – il fazzoletto nero per ricordare Camillo Benz conte di Cavour che ha riunito le varie marine in Regia Marina;
    – la foggia dei pantaloni in primis per la praticità di “operazioni veloci” di diverso genere nei vari porti, per infilarseli e sfilarseli velocemente in caso di necessità.

  7. FRATIANNI dice:

    scasatemi se mi sono ripetuto, pensavo si trattasse di due siti ben diversi

  8. Gabriele dice:

    Se non ricordo male le linee bianche del solino erano per distinguere il marinaio imbarcato da quello che stava nei comandi a terra. La differenza erano le linee, 2 x gli imbarcati e una x chi stava a terra. Poi successivamente 2 x tutti. Questa me la disse un sottufficiale ai tempi del corso VFB, non so se si trova sul web qualche approfondimento.

  9. carlo dice:

    Condivido quanto scritto e spiegato da Frattani.
    Sono vissuto tra solini, gradi, berretti e navi fin dalla mia nascita. Dopo mio padre ho indossato anch’io per qualche anno la divisa blu e ne sono ancora oggi – dopo … tanto tempo – molto fiero.
    Parlando della divisa del marinaio, le stesse cose che ha detto Ferrani le ho sentite durante la Guerra a Trieste dai tanti “anziani” di stanza, e poi durante il Corso, e poi a bordo…e le storie erano sempre uguali. Erano storie di Marina!

  10. Visca41 dice:

    Molto bello e interessante lo scritto e i commenti
    Mi piacerebbe sapere qualche cosa (forse c’è scritto ma nella furia di leggere mi è sfuggito) sull’uso del Nodo Savoia (fino al 1946)/Piano (dopo) come simbolo dei volontari, applicato sulle “becche” del giubbetto degli allievi dell’Accademia Navale e sulla manica dei Comuni/Sottocapi.
    A proposito, i sergenti hanno dovuto aspettare ancora anni prima di indossare la divisa “da sottufficiale”. Ricordo un sergente elettricista sul Montecuccoli che mi faceva notare come, sposato e con figli, dovesse andare vestito da “marinaretto”. Del resto mi sembra che a tutt’oggi i sottufficiali della USNavy indossino la divisa da marinaio con le maniche adornate da galloni chilometrici e strisce di anzianità infinite.

  11. Ruggero Quagliato dice:

    ciao sono “nonno Ruggero” nel 1951 fui ospite a VE di un convitto per orfani di guerra del mare e di terra e vestivamo da marinaretti.Imparai tutti i nomi dei “pezzi” che formavano la nostra divisa e il valore che essi avevano.I fazzoletto nero ad esempio. ci ricordava Cavour, il camisaccio con cucitura evidenziata a metà, la morte d’un ammiraglio, il solino le guerre del mare, hainoi perse…però ora questi stupendi ricordi si sono quasi tutti sfilacciati, per ricordarli sono entrato nel tuo sito. Ho letto con piacere il tuo testo, ma non ho trovato ciò che cercavo…buona giornata e…giorni a tutti! Ora scrivo per i miei nipoti…la gioventù del nonno e dei miei 6 collegi…ciao

  12. Vittorio Ippolito dice:

    Ma

    La descrizione della divisa dei marinai mi è parsa molto approssimativa e succinta,nonche’a volte dubbiosa forse alla sartoria di maricommi ne sanno dippiu? Oppure in qualche archivio della Accademia di Modena

  13. Vittorio Ippolito dice:

    Ma

    La descrizione della divisa dei marinai mi è parsa molto approssimativa e succinta,nonche’a volte dubbiosa forse alla sartoria di maricommi ne sanno dippiu? Oppure in qualche archivio della Accademia di Modena

  14. antonio luigi marrazzo dice:

    ho 78 anni e sto scrivendo sulla mia vita in marina, leggendo quanto scritto sopra mi fa tornare indietro di anni, grazie a chi ha scritto prima di me.Ho perso uno zio in marina morto in tempo di pace tra il 1931 33 nell’ospedale di tarano cerco il suo certificato di morte si chiamava nicodemo Marrazzo nato a cirò o2 o1 1911 chi sa se qualcuno può aiutarmi grazie e viva la marina.

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