Il mio destino di figlio

(Giancarlo Interlandi)

…Primo classificato al Premio “Città di Sant’Elia Fiumerapido” 2010.

E penso ai papaveri – padre –
che accarezzavi con lame taglienti di falci
con vomeri aguzzi d’aratri
e alle viole strappate dell’orto
che dissodavi con mani voraci di zappe
E penso al tuo pane ora – madre –
che lievitava fra i palmi
delle tue bianche mani di ninfa
e alle vendemmie e alle trebbie
alle innocenti farfalle stanate
da splendidi fiori di campo
Io se nacqui e ora sono
cosí come sono e non altro
lo devo a quei pugni
che hanno gettato semi nei solchi
lo devo alle palme
che olezzavano sempre di pane lo
devo a un aratro
che ha scritto un giorno una storia cosí
E quella storia ora – padre –
è il mio destino di figlio
Ma le mie mani
ora non fanno piú gesti cosí
Io non tocco altro aratro
che quello di penne sui fogli
io non faccio
che ungere un solco di pianto
che mietere un verbo nell’anima
che seminare assurde parole
nell’orto deserto del foglio
dove rintoccano – padre –
ore pesanti di piombo
echi lontani di vanghe
Ma se io sono cosí come sono
e non altro
lo devo solo a quei gesti
a quei tonfi a quei passi
a quel continuo affannarsi di mani
a quel lento rullare di falci e di zappe
La vera storia – sai padre –
non è quella scritta sui libri col sangue
ma quella che tu hai scritto per terra col sale
e col miele inebriante
del tuo piú ingenuo sorriso nell’anima.

(*) Per gentile concessione de “Il Foglio Volante
mensile letterario e di cultura varia.

Chi desideri ricevere copia saggio, la può chiedere a uno degli indirizzi:
edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com,
oppure per telefono al n. 0865.90.99.50.

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2 risposte a Il mio destino di figlio

  1. Salvo dice:

    Bella, profonda e significativa.
    Un appunto sulla foto: quella non è Aci Trezza, ma sono i faraglioni di Scopello (Trapani).
    Riguardi.

  2. ezio dice:

    Grazie Salvo per avere lasciato una traccia sul blog ed anche una puntualizzazione.
    Provvedo immediatamente ad apportare la variante. Non me ne vorranno i miei amici siciliani, sooprattutto quelli della parte occidentale dell’isola dove conservo dei ricordi bellissimi di Trapani e di tutta la valle.
    Un fraterno abbraccio Ezio

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