Italia 0 – Cile 3 … a tavolino!

di Pancrazio “Ezio” Viciguerra

Vorrei costruire una Società di persone che non stanno appresso alle gonnelle, appresso agli spettacoli di donne nude o travestiti da show. No, la società che vorrei ci fosse è un’utopia, la gente che legge, si informa, approfondisce, parla, discute -non litiga- ma in Italia, dicono le statistiche che si legge pochissimo. In Trentino, dove si legge di più, un cittadino legge mediamente tre libri all’anno; i giornali venduti sono in Italia tremilioni e quasi duemilioni parlano di sport (pallone) i programmi più visti in TV sono “i reality”.
I rapporti umani sono cessati, si vive davanti alla televisione e internet; “l’altro” no esiste più se non per sfruttarlo, per tornaconti personali.
L’altro, nella società italica odierna e per l’industria in particolare, è “il consumatore”.
L’altro  è l’essere da depredare – chi evade le tasse, per esempio, sta depredando le mie risorse (e, si dice, in Italia siamo tutti cattolici e cristiani, e l’ottavo  Comandamento?).
Non è questa la Società cui anelo.
Una società di raccomandati, che si attacca spesso al carro del vincitore, che pur di apparire è capace di tutto (leggasi Zio di Sarah Scazzi); ragazzine e adolescenti ma anche adulti e stimati professionisti che si vendono pur di avere pubblicità, visibilità. Ma visibilità di che?
Visibilità di quello che hanno di fuori! Forse perché dentro, non hanno niente – morale, sentimenti, amore, generosità, altruismo, rispetto dell’altro.
Stasera va di scena il “reality show”, il politicamente scorretto, la violenza reale e verbale a tutti i costi. Io grido di più valgo di più. Io picchio di più valgo di più.
Non c’è spazio per i sentimenti, per la sensibilità. Neanche davanti alla morte.
Gli eroi di una volta si ricordano e vengono studiati nei libri di storia. Oggi i loro nomi vengono ricordati per due massimo, tre giorni …il tempo di una notizia giornalistica.
Neanche un minuto di silenzio per i 4 soldati morti in Afghanistan. La televisione di Stato dopo averci propinato una telecronaca di violenza (leggasi incontro di calcio Italia – Serbia) proprio nell’attimo di ricordare gli Eroi caduti manda la pubblicità poi inizia la partita: lo show deve continuare… ma questa volta è durato poco. Io aggiungo per fortuna.
Ci siamo rassegnati!
Rassegnati per le morti bianche, per le vittime della strada, per i malati di amianto, per le vittime dei disastri ambientali (animali e vegetali).
Siamo ai tempi dei Ludi Romani.
Io preferisco  prendere esempio dai cosiddetti Paesi del Terzo Mondo. Il Cile in testa.
Politici e popolo  che si rimboccano le maniche e non badano a spese pur di tirare fuori dall’inferno i 33 minatori “connazionali”:
Io preferisco commuovermi come si è commosso il giovane figlio del minatore cileno alla vista del padre appena soccorso e che non vedeva da più di due mesi.
La vita umana ed  il rispetto per “l’altro” assumono il giusto significato in questi Paesi. Nei paesi del Terzo Mondo!
Se fosse accaduto in Italia  i canali televisivi sarebbero stati insufficienti, i giornali avrebbero fatto a gara con le edizioni straordinarie, si sarebbero litigati i meriti e la velocità nel dare la notizia! Un fatto così grave e importante avrebbe scatenato il finimondo e forse ci si sarebbe persino dimenticati che si stavano salvando delle vite umane. No, non abbiamo assistito allo sbarco sulla luna! Abbiamo assistito ad un “parto cesareo” un parto che ha dato alla luce 33 vite umane: 33 gemelli!
Oggi la nazione “CILE” ci ha dato lezione di patriottismo e di cristianità allo stesso tempo.
Pur di portare alla luce i propri fratelli, i nostri fratelli, non ha esitato a spendere e ad investire in trivelle e quant’altro. Non ci sono stati divisione ideologiche o di parte perché la vita umana in Cile vale di più.
QUE VIVA CHILE!

Questo articolo mi è stato ispirato da Leonardo Strano, Rossana Tirincati, Gigi Fois e Manrico Mascia.

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3 risposte a Italia 0 – Cile 3 … a tavolino!

  1. Marino Miccoli dice:

    Esulto anch’io Questa vicenda che si è conclusa positivamente mi ha fatto ricordare del piccolo Alfredo Rampi,il bambino che precipitò in un profondo pozzo artesiano situato nelle campagna di Vermicino, vicino Roma, nell’estate del 1981.
    Per Lui, purtroppo, non vi fu possibilità di salvezza.
    Rammentando quei tristi monmenti sono adesso doppiamente contento per il felice epilogo della sorte dei minatori Cileni. La vita, sostenuta da quell’immenso valore morale che è la SOLIDARIETA’, ha vinto sulla morte.

  2. germano dice:

    Se solo ci fermassimo per un attimo, pensando a ciò che giorno dopo giorno viviamo, forse raggionando con la nostra testa ci accorgeremmo che ci stanno conducendo alla deriva. La nosta vita sta rapidamente cambiando ( credo in peggio), assumendo una sorta di metamorfosi al contrario, bruciando quindi i nostri sogni, e i sogni dei nostri figli. La politica ” Show” fatta ormai da comici, veline e paillettes, si sta sempre allontanando da noi cittadini che di tutt’altri spettacoli avremmo bisogno, il rispetto per prossimo poi sebra non albergare più nei nostri animi ” vedi episodio staz. anagnina”, quindi mi chiedo cosa stiamo diventando, e perchè, a chi giova questo nostro metamorfizzarci, quali sentimenti sono rimasti nel profondo dei nostri animi, quali valori. Poi con stupore, ci commuoviamo quando davanti alla tv, notiamo quanto noi siamo piccoli nei confronti di chi per amore, religiosità e senso della partecipazione, ferma tutto ciò che sono le loro piccole cose per salvare 33 vite umane, ci rendiamo conto quindi, di quanto il nostro essere presenti nel famoso G. 8 sia poca cosa dinanzi a una manifestazione di umanità dai sapori antichi. Ora mi chiedo e vi chiedo, non avremmo forse voluto solo per un attimo sentirci tutti un pò …CILENI?

  3. ezio dice:

    Da facebook

    …Se fosse successo in una miniera italiana, le cose sarebbero andate così:

    1° giorno: tutti uniti per salvare i minatori, diretta tv 24h, Bertolaso sul posto.

    2° giorno: da Bruno Vespa plastico della miniera, con Barbara Palombelli, Belen e Lele Mora.

    3° giorno: prime… difficoltà, ricerca dei colpevoli e delle responsabilità: BERLUSCONI: colpa dei comunisti; DI PIETRO: colpa del conflitto d’interessi; BERSANI: … ma cosa .. è successo?? BOSSI: sono tutti terroni, lasciateli la’; CAPEZZONE: non è una tragedia è una grande opportunità ed è merito di questo governo e di questo premier; FINI: mio cognato non c’entra.

    4° giorno: TOTTI: dedicherò un gol a tutti i minatori.

    5° giorno IL PAPA: faciamo prekiera a i minatori ke in qvesti ciorni zono vicini al tiavolo!!

    6° giorno: cala l’audience, una finestra in Chi l’ha visto e da Barbara D’urso che intervista i figli dei minatori: “dimmi, ti manca papà?'”

    dal 7° all 30esimo giorno falliscono tutti i tentativi di Bertolaso, che viene nominato così capo mondiale della protezione civile. Dopo un mese, i minatori escono per fatti loro dalla miniera, scavando con le mani. Un anno dopo, i 33 minatori, già licenziati, vengono incriminati per danneggiamento del sito minerario. Ma è successo in Cile…. ci siamo salvati!!!

    Stefano Bastia

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