Scrivo a te

di Paolo Iorio

Scrivo a te,che stai soffrendo, che piangi e ti disperi, che imprechi e non ti dai pace per questa sofferenza che porti nel cuore come un fardello insopportabile.
Scrivo a te, che pensi di sapere tutto riguardo la sofferenza, le delusioni e il dolore.
Scrivo a te, perché conosco il tuo rancore, la tua disperazione, il senso di smarrimento e solitudine, la paura e l’angoscia.
Scrivo a te, perché non comprendo la tua presunzione, la tua curiosità e i tuoi modi di pensare quando mi consideri lo “Sfortunato”. Perché io conosco i miei limiti e i limiti del debole che vive vicino a me, ma detesto i tuoi sguardi di compassione superflua e la tua curiosità ostentata della quale faccio volentieri a meno.
Scrivo a te, che vorresti mollare, che vorresti chiudere e buttare la chiave, che non accetti la tua croce, perché vorresti poterti donare un po’ di pace,di serenità e sano conforto. Vorrei dirti di rialzarti,di riprendere il cammino,di respirare a pieni polmoni quest’aria di VITA.
Scrivo a te, che non hai ancora capito che la diversità non deve essere emarginazione, ma valore, che il debole può diventare forte, che la croce può diventare VITA.
Scrivo a te, che predichi per le strade il bene gratuito e pubblico che elargisci trascurando il bisogno nell’intimità della tua casa.
Scrivo a te, che hai smesso di sorridere alla vita, dimenticandoti che il sorriso è Amore e dona più di quanto possa costare.
Scrivo a te, che amo, perché tu ci sei e non mi abbandonerai mai, perché mi dai serenità, tranquillità e pace, perché in te ho trovato un porto sicuro e ringrazio Iddio di averti incontrato sul mio cammino.
Scrivo a te, che odio per la tua mediocrità, la falsità dei tuoi sentimenti, il senso di onnipotenza che ti porta a pensare di avere sempre dalla tua parte la verità.
Scrivo a te, che mi hai donato la vita, per ringraziarti di non avermi mai abbandonato, di avermi accettato e amato in tutti i momenti della mia esistenza. Di avermi affiancato nel cammino della vita, dove ho corso, ho camminato, ho inciampato, ma grazie anche al tuo aiuto mi sono rialzato.
Scrivo a te, che con fraterno amore mi sei vicino facendomi da specchio: riflettendo i pregi e i difetti che porto con me nella quotidianità dei miei giorni.
Scrivo a te, a cui ho donato la vita,perché sei la mia luce,la parte migliore di me. Sei i miei momenti “no”, ma sai essere anche i miei migliori momenti”si”.
Ringrazio di averti avuto e prego Dio, perché possa fare il possibile affinché tu possa avere il padre migliore che potevi immaginare.

Attraverso questo scritto ho voluto manifestare un po’ di emozioni, perché da sollievo scrivere i propri pensieri e perché sento la necessità di comunicare un po’ con tutti: con chi soffre e con chi a volte involontariamente fa soffrire. Si impara qualcosa da tutti, le esperienze insegnano e temprano, anche quando sono brutte esperienze; sono convinto che ognuno di noi sia fautore della propria fortuna con la sopportazione, la sollecitudine e la volontà di sopravvivere. Qualcuno di noi forse non ha vissuto un anno perfetto, ma ce ne sono stati? E’ mai esistito un anno in cui l’amore, la salute e la fama che desideravamo si siano presentati? Eppure nonostante le delusioni impariamo a tirare avanti, a fare sempre meglio, ad illuderci che verranno tempi migliori e se continueremo ad illuderci chi può dire che l’anno perfetto non sia dietro l’angolo? Queste semplici parole, le ho scritte con il cuore e spero facciano breccia nei cuori di tutti coloro che si sentiranno chiamati in causa leggendole.

http://www.paoloiorio.com/

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2 risposte a Scrivo a te

  1. Gaetano dice:

    Ho letto con attenzione e con commozione le cose che hai scritto. Tutto vero!!Se dico questo è perchè sono interessato alla problematica che tratti. Ho un figlio di 22 anni invalido al 100% a causa di un trauma da parto causato dalla negligenza dell’uomo e in questi anni insieme a mia moglie , mi sono reinventato un nuovo modo di vivere e di relazionarsi: tutto per due,(anzi per tre, perchè abbiamo un altro figlio) vivere per andrea, emozionarsi per andrea, etc. perchè anche se lui non può fare nulla da solo, è presentissimo nel mondo esterno, quindi abbiamo deciso di vivere due vite. Non è stato facile accettare questa situazione, ma con l’aiuto di Dio ce l’abbiamo fatta e speriamo che tutti, come abbiamo fatto noi si affidino a Dio. Hai parlato di croci: io sono un maresciallo della marina militare, ho letto da qualche parte questa cosa e l’ho fatta mia, perchè la condivido pienamente: PORTARE LA CROCE E’ COME ANDARE IN BARCA A VELA: SE PRENDI IL VENTO BUONO, ESSA TI PORTA; SE PRENDI IL VENTO SBAGLIATO LE VELE TI CROLLANO ADDOSSO. Ecco, noi dobbiamo navigare comunque lungo il percorso di vita che il Signore ci ha donato, perciò meglio farlo nel migliore dei modi, perchè la crfoce non sparirà, ma noi non sentiremo il peso della sofferenza. Un cordiale saluto e coraggio a tutti coloro che si sentono abbandonati da Dio. Ciao

  2. ezio dice:

    Ciao Gaetano,
    innanzitttto ti ringrazio per le bellissime parole e per la traccia che hai lasciato sul blog.
    L’articolo è stato scritto da Paolo Iorio un diversamente abile costretto da un incidente sulla sedia.
    Puoi trovare Paolo e i suoi meravigliosi scritti scritti digitando direttamente http://www.PaoloIorio.com
    oppure se usi facebook digita Paolo Iorio (in alternativa lo trovi tra i miei contatti).
    Anch’io sono su facebook Ezio Pancrazio Vinciguerra e con Paolo ed altri stiamo conducendo
    una battaglia contro “l’indifferenza” a favore degli affetti e dei sentimenti umani,
    specie delle persone che hanno più bisogno (nei nostri contatti troverai tanti amici).
    Ti chiedo se anche tu condividi un profilo su facebook per che mi/ci piacerebbe scambiare corrispondenza ed
    opinioni con te (Paolo ti legge per conoscenza).
    Sei un marinaio come me, come Paolo (è nato nella Medicea Livorno), ed abbiamo un compito importante
    che “Lui” ci ha donato, come lo ha donato a Pietro e ai suoi compagni umili pescatori, quello di essere pescatori
    della vita. La vita è un bene troppo prezioso e Lui è il primo dono che ci ha donato.
    Ti abbraccio e ti stringo forte forte al cuore.
    Ezio

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