La gente di mare

(Marino Miccoli)



Sotto un cielo plumbeo
cupo come la coscienza di Giuda
nuvole nere gravide di pioggia
s’addensano minacciose sul mare.
Altissime onde
crestate di bianca spuma
presuntuose e violente
s’infrangono
sulla scogliera scura.
Nell’aria pregna
di minuscole pulviscolari particelle
di acqua salata portate dal vento
incurante della furia di Nettuno
impavida si libra una coppia di gabbiani.
Uomo, piccolo uomo,
quando comodamente assiso assisti
a questo terrificante spettacolo
di smisurata forza che la natura offre,
tu, piccolo uomo, che ti trovi al sicuro
con i piedi saldamente poggiati sulla terraferma,
non ti dimenticare dei tuoi simili, i naviganti,
quella “gente di mare”,
che in questi tristi momenti
lotta per la vita
contro la furia degli elementi.

Stimato Ezio,
dedico questa breve poesia marina a te, a Roberto Cannia e a tutti i visitatori del nostro blog, con l’augurio sincero che quando si debbano affrontare le forti avversità e amare vicissitudini della vita, trovino le calme e sicure acque di un porto dove rifugiarsi e poi riprendere tranquilli la navigazione con animo sereno.
Marino Miccoli

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2 risposte a La gente di mare

  1. Roberto Cannia dice:

    Di vero cuore, grazie Marino!

  2. ezio dice:

    da facebook

    Michele Cassisa 02 settembre alle ore 16.52

    Grazie, il passato e’ quello che ci ha formati, lo dobbiamo solo saper trasmettere agli altri dando loro un avvenire sempre piu’ radioso.

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