L’incantesimo della luna

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra



“Dio fece la Luna per presiedere alla notte”, così dice la Bibbia. Ed infatti in tutti i culti religiosi agli astri sono considerati di natura divina. Alla Luna veniva attribuito un potere benefico perché offriva il suo chiarore agli animali notturni e si credeva pure che desse origine alle piogge ed alla fertilità.
Con la sua magica luce e con la sua mutevole forma la Luna non tardò a divenire il simbolo della poesia, dell’amore e dei sogni e fu celebrata dai poeti di ogni epoca.
Saffo compose versi soavi sulla luce lunare, mentre il famoso poeta cinese Li Tai-poi affogò in un fiume nel tentativo di afferrare nell’acqua l’immagine della Luna piena. Sempre in Cina si era arrivati al paradosso che durante le eclissi di Luna la popolazione si radunasse nelle piazze a pregare per allontanare il drago che “divorava” l’astro, e manco a dirlo, dopo poco il mostro si allontanava.
Purtroppo l’incantesimo poetico della Luna venne interrotto dagli astronauti americani che poterono constatare come il paesaggio lunare sia costituito da un deserto sterile, sul quale non esiste né acqua, né vento, né nubi.

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