Dipendenze da Internet

di Gerry Grassi (*)

L’Approccio Strategico applicato ai problemi legati all’abuso di Internet si distingue dalla maggior parte dei modelli teorici presenti perché non considera questi disturbi delle dipendenze patologiche.
Infatti, gli studi empirici hanno permesso di riscontrare che la maggior parte di questi disturbi non si basa sulla necessità di attenuare le sensazioni di astinenza tipiche delle dipendenze patologiche, bensì si mantiene sulla base della ricerca di sensazioni piacevoli che la navigazione soddisfa.
L’intervento terapeutico prevede quindi una serie di strategie e manovre utili a rompere i circoli viziosi tipici delle compulsioni e delle perversioni basate sul piacere.
Di seguito vengono descritti i principali disturbi legati all’abuso di Internet.

Shopping compulsivo in Rete: questo disturbo non rientra in alcuna classificazione, ma in realtà si tratta di una compulsione basata sul piacere.
In pratica, chi ne è affetto ha la compulsione ad acquistare continuamente in rete; di solito questi soggetti chiedono aiuto solo quando non riescono più a sostenere economicamente gli acquisti o quando vengono messi alle strette dai familiari.

Gioco d’azzardo in Rete: si tratta della compulsione al gioco nei numerosi casinò virtuali presenti in Rete; il meccanismo è basato sul piacere e sulle sensazioni innescate dalla vincita.
Il danno più ingente è quello economico.
Si associano aspetti depressivi e notevole nervosismo.

Trading on-line compulsivo: si tratta del giocare in borsa attraverso Internet, che incomincia sempre come attività estremamente razionale e disciplinata per poi diventare una compulsione.
Sono presenti due versanti del disturbo: uno legato alla piacevole perversione angoscia-eccitazione e un altro legato al bisogno di mantenere il controllo, che non basta mai e porta alla perdita dello stesso.

Chat dipendenza: gli studi empirici hanno permesso di delineare due profili differenti all’interno del medesimo quadro psicopatologico: da un lato la chat-dipendenza, dove l’unica fonte di piacere deriva da relazioni o scambi comunicativi con partner virtuali e idealizzati, oppure, dall’altro, la rete e le chat diventano la tentata soluzione per incontrare nuovi partner al termine di una relazione, che porta però ad evitare i luoghi reali di incontro.

Information overloading addiction: si tratta dell’unico disturbo di questo tipo che non si basa sul piacere ma sulla paura, poiché consiste nella ricerca estenuante e protratta nel tempo di informazioni nel tentativo placare l’angoscia di dover raggiungere il massimo aggiornamento possibile, passando da un sito all’altro.

Dipendenza da cyber-sesso: si intende una perversione che porta alla ricerca compulsiva nella rete di pornografia, chat erotiche, oggettistica, partner con cui scambiare posta erotica, o per fissare incontri reali. Qualunque forma di “piacere” venga scelta, nel tempo diventa l’attività prevalente nella vita del soggetto.


(*)
Dott. Gerry Grassi Psicologo
Piazza della Libertà n° 37-  57023 CECINA (LI)
Tel. 0586.292381 – Cell. 331.75.44.834
E-mail: gerry.grassi@gmail.com
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