Angelo Vassallo

di Gabriella Fogli


“Stamattina sono per mare dalle cinque. Ho preso due aragoste, le porto a mio figlio che ha un ristorante qui in paese. Noi siamo legati al nostro territorio. Abbiamo coscienza del nostro territorio, i cittadini hanno capito che è la nostra prima ricchezza. Basta guardare il nostro porto: lo abbiamo ristrutturato e messo a posto noi. Eppure, alla fine il proprietario è lo Stato. Noi abbiamo fatto mutui per quarant’anni, investiamo e costruiamo per arricchirlo, ci lavorano tanti nostri giovani; e lo Stato cosa fa? Addirittura nell’assegnazione delle banchine, lo Stato preferisce i privati che si arricchiscono e non ci lasciano neanche un euro, mentre il comune, con i soldi che guadagna dalle concessioni, riesce a manutenere questa struttura e perfino a destinare una parte dei guadagni nei servizi per i nostri cittadini.

Abbiamo costruito un caffè letterario nel paese più piccolo. Abbiamo realizzato un lungomare pedonale a Pioppi, dove altrimenti la gente non sapeva nemmeno dove incontrarsi. Stiamo costruendo un centro nautico che gestiranno dei ragazzi disabili.

Ed entro la prossima estate rifaremo tutto il piazzale a fronte del porto. Per avere la concessione della struttura, che ci costa un sacco di soldi, abbiamo dovuto fare causa allo Stato. Cose da pazzi. Noi siamo una delle poche realtà in Italia ad arricchire lo Stato. Lo Stato invece fa profitti e basta.”

Questo scriveva Angelo Vassallo, e forse in queste righe c’è una parte del perché della sua morte. Pochi di noi lo conoscevano, era un sindaco di una cittadina come tanti, ma lui svolgeva il suo compito in un territorio particolare, una “perla” in mezzo a tanta immondizia, un uomo che ha cercato in ogni modo, con il sostegno dei suoi collaboratori e dei cittadini tutti di mantenere “pulita” l’anima della città prendendo a schiaffi degli spacciatori, vigilando su chi acquistava certe ville che passavano di mano pronta cassa. Queste ville sono il segnale usato dalla Camorra per far sapere che è arrivata, pronta a controllare il posto.
Ad ogni modo, al di là di quelle che sono le indagini e che riguardano la magistratura, come semplice cittadina vorrei proporre due semplici osservazioni:

  1. Poteva la camorra tollerare che una persona come Vassallo fosse di esempio ed incoraggiamento per altri  amministratori nella lotta per liberare il territorio? Vi pare plausibile? Francamente credo di no, al di là degli interessi in ballo,  qui c’è in gioco ben altro, è una lotta di poteri, ed eliminare Vassallo significa mandare un messaggio forte e chiaro: o con noi, o contro di noi, peccato che il contro di noi non sia ammesso …
  2. Era prevedibile un attentato? Si poteva ipotizzare la necessità di una scorta? Non godendo di nessuna protezione per i killer, chiunque fossero, è stato semplice eliminarlo.

ELIMINARE … stiamo parlando di un uomo, un marito, un padre. Un uomo è stato tolto alla sua famiglia, dei figli sono stati privati del proprio papà, una comunità del proprio primo cittadino, e  tutti quelli che ancora credono  in certi valori hanno perso un esempio.
Tra qualche giorno i giornali non se ne occuperanno più, se non saltuariamente. .Il mondo corre i fretta, si brucia tutto in pochi attimi, poi … cala in silenzio. Ma la sua famiglia è ormai segnata da un dolore immenso che non cade nel dimenticatoio, no… ogni giorno dovrà fare i conti con il posto a tavola vuoto, con la mancanza della sua presenza che forse solo il tempo potrà alleggerire, ma non dimenticare.

Arrivederci Angelo, non ci siamo incontrati in questa vita, forse ci incontreremo nell’altra.

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