Essere sensibili

di Paolo Iorio (*)

Oggi, un mio conoscente, è entrato nel mio studio ed ha notato che ero un po’ affranto dopo aver letto delle notizie di cronaca. Mi dice: ”Paolo..te la prendi troppo…è la vita”. Mi soffermo su questa sua esternazione, lo guardo gli dico: -“Ora ti spiego cosa vuol dire essere una persona sensibile”.

Una persona sensibile, vive, suo malgrado un rapporto spirituale diretto, e per questo, non si chiede di cosa apprendere da tale sensibilità, ma cosa costruire con un dono così importante.

Poter attingere all’onniscienza significa ascoltare e prepararsi a conoscere i problemi altrui in modo di poter intervenire nella giusta misura con grande responsabilità, questo a favore di tutte le richieste d’aiuto e per la crescita del nostro mondo. Ricercare l’”invisibile” non significa soddisfare una semplice curiosità, ma prendere coscienza, entrare in sintonia con le anime delle persone che vivendo con te, con te dividono gioie e dolori continuamente, e questa alleanza se non è gestita con equilibrio, può diventare un difficile rapporto che influenza il libero pensiero. Questo fa capire che non è un privilegio, ma uno stato di vita, qualcosa che hai dentro e che ti trascina sempre e a tutti i costi, quel prurito che ti fa grattare la dura scorza dell’indifferenza e dell’ingiustizia, l’infinita volontà che sostiene deboli e indifesi, e che ti gratifica solamente quando le cose prendono la giusta via o, quando vedremo dall’ambiente spirituale, il nostro operato terreno. Ecco il vero costo, il giusto prezzo per soddisfare questa scelta di vita, che non è protagonismo, ma solamente amore.

Un abbraccio…da un convinto illuso Paolo

(*) http://www.paoloiorio.com/

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