Che mondo virtuale (= simulato)

di Roberta – Ammiraglia88 (*)


Le definizioni di virtuale sono: simulato; che appare come se fosse reale.
Mi accorgo che purtroppo molti di noi vivono in un mondo sempre più virtuale, più freddo e staccato dalla realtà. Quello che ho notato è anche che molte persone sembrano avere paura di stare, anche solo per un attimo, nel silenzio. Molti cercano il caos, di stare in mezzo alla gente (anche persone che non si conoscono) e ai rumori.
Io personalmente amo la tranquillità, il silenzio, la natura. Odio i rumori perché, oltre a darmi fastidio ed innervosirmi, soprattutto non mi permettono di parlare con la persona che mi sta vicino.
Pare proprio che la gente abbia paura di stare da sola, (ogni tanto) nel silenzio, e magari di trovarsi a pensare!
Riguardo, in particolare, al vivere in un mondo virtuale l’ho notato iniziando a “frequentare” internet. Questo Oceano del web, che ha immense capacità e tanti lati buoni, ma che molti spesso sottovalutano o non considerano nei suoi vari aspetti.
Da qualche anno ho creato e gestisco due siti web amatoriali. Spesso partecipo ad un forum (Betasom), inoltre sono iscritta a Facebook. Voglio precisare subito che mi sono iscritta a quest’ultimo perché una persona che ho conosciuto (dal vivo) ha creato un gruppo, a cui teneva che mi unissi anch’io, perché voleva raggiungere un determinato numero di iscritti. Non conoscendo quel “sito”, e nessuno che lo stesse frequentando, per vederlo e capire di cosa si trattava ho dovuto quindi iscrivermi.
Entro pochissime volte; posso però immaginare che sia uno strumento in parte utile, soprattutto per chi non ha già un proprio sito. Credo che ti permetta di pubblicare le tue foto, che ti dia la possibilità di conoscere qualcuno che ha i tuoi stessi interessi, però … avendo già due miei siti, queste funzionalità per me sono inutili.
Mi spiego meglio: il tempo libero da dedicare alle proprie passioni è sempre poco ed io lo impiego già abbondantemente nel gestire i miei due siti, inoltre non ho la necessità di un ulteriore spazio nel web. Le discussioni riguardanti la mia passione (le navi, la navigazione, il mare) le condivido già nel forum Betasom (1). Trovo infatti che i forum siano molto utili perché ti confronti con altra gente, si parla tra persone civili (una precisazione: non tutti i forum sono frequentati da gente educata, e questi li evito subito!). Il bello è che ognuno dice il proprio parere e se ne parla assieme (uno può pensare che chiamandosi discussioni, ciò significhi che c’è polemica … no, non si litiga … se il forum è gestito bene!). Ci si scambia le idee, si ragiona sulle opinioni diverse e si cerca di capire e di crescere.
Grazie ai miei due siti mi sono trovata a “parlare” con tante persone diverse. Tutti quelli che si sono messi in contatto con me, o che si mettono settimanalmente in contatto, nella loro prima e-mail si presentano o comunque scrivono “due righe”, cioè fanno “due chiacchiere”. Il tutto ovviamente serve per sapere con chi parlerai, per capirsi e perché no, per un senso di educazione.
Fermeresti uno che incontri per strada, che non conosci, per dirgli “vuoi essere mio amico?”. Così, senza nemmeno prima di tutto salutarlo? Senza presentarti, dirgli chi sei, o che lo conosci magari di vista perché è parente di un tuo amico, o qualche altro motivo abbastanza valido? Io sicuramente no! Sarò all’antica, ma non rientra nella mia idea di correttezza ed educazione.
Questo è invece quello che ho trovato in Facebook. Ritorno al discorso iniziale, a questo freddo mondo virtuale in cui tanti mi sembra si stiano purtroppo perdendo. Avendo avuto una esperienza molto positiva con i contatti stabiliti grazie ai miei due siti (*) e a Betasom, quando sono arrivata in Facebook non potevo credere a quello che percepivo!
Non condivido soprattutto il fatto che tutti si chiamano amici, e che questa parola “profonda” venga usata così a sproposito. Ma come si fa a chiamare amico uno che non hai mai visto di persona?
Gli amici veri, si sa, sono rari. Spesso ti accorgi col tempo che alcuni non erano nemmeno veri amici anche se li hai conosciuti di persona e frequentati per un lungo periodo. Io sono dell’idea che un mio amico, o una mia amica, è uno/a che conosco di persona, che ha il mio numero di telefono, che incontro ogni tanto (ma dal vero e non virtualmente).
Non capisco questo modo di fare, di chiederti l’amicizia (virtuale in questo “sito”) senza presentarsi. Fanno un semplice e veloce click con il mouse, un messaggio standard prestabilito, così, tanto per passarsi il pomeriggio. A questi soggetti di solito chiedo chi sono; mi aspetto un minimo di risposta e di educazione, ma … o non mi rispondono, oppure mi  rispondono seccati perché devono scrivermi due righe di loro, oppure mi rispondono “se vuoi la mia amicizia, altrimenti è lo stesso” … ma guarda te! Io dovrei accettare una virtuale amicizia da uno che non ha tempo e/o voglia di scrivermi due parole! Ma a cosa ti serve la mia amicizia virtuale se non mi parli?
Dove stiamo vivendo, ma dove stanno vivendo tante persone? Hanno presente che esiste un mondo reale che dovrebbe essere umano, serio ed educato?
Qualcuno sicuramente dirà: “Ma cosa vuole questa qui?”
A questi se potessi risponderei così: “Chiedo solo che tu ritorni sulla Terra! Chiedo un minimo di dialogo, altrimenti che “pseudo amici” potremmo mai essere? Chi non è in grado di dialogare (anche solo del più e del meno) cosa se ne fa della mia “virtuale” amicizia?
Mi dispiace, ma non ci sto a vivere nel mondo virtuale!

(*) http://www.ammiraglia88.it/ –  http://www.mondovespucci.com/

(1) http://www.betasom.it/forum/index.php

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