Cari amici vi scrivo

di Gabriella Fogli (*)


... Noi non abbiamo forse valore se non per le nostre sofferenze. C’è tanta gente la cui gioia è così immonda, il cui ideale è così meschino, che noi dobbiamo benedire la nostra disgrazia se ci fa più degni. (Gustave Flaubert)


Cari amici, scrivo queste parole come se scrivessi nel mio diario personale. Oggi è una domenica strana, mi sono svegliata tardi e quindi ho assunto le medicine tardi e sono ancora molto dolorante. Ho il dito anulare sinistro completamente “informicato, addormentato” e questo dalle 11, non riesco a farlo passare, è come se il sangue non circolasse bene, le dita si stanno spostando tutte, non riesco più a stendere le mani e questo mi rende difficile scrivere, infatti i miei interventi si sono parecchio diradati perché faccio molta fatica a scrivere utilizzando la tastiera. Credo di schiacciare il tasto, invece mi perdo intere sillabe, e quindi devo sempre rivedere e correggere il tutto perdendo tanto tempo e facendo grande fatica.
Gli occhi, il glaucoma da cortisone, ha fatto scendere ulteriormente la vista, ho difficoltà anche a vedere da vicino, nonostante gli occhiali appositi che dovrò rifare (altre spese, ero meno 11 da un occhio e meno 11,50 dall’altro e quindi le lenti costano un botto perché essendo spesse devo scegliere dei materiali che le rendano più leggere)
La gola, difficoltà a deglutire, sempre asciutta perché le ghiandole sono compromesse, così come quelle degli occhi e di ogni altro umore. Le gambe e le ginocchia sono distrutte e non c’è nulla da fare, il cortisone continua la sua opera antiinfiammatoria, ma anche di corrosione dell’osso. Anche le dita dei piedi si stanno modificando.
Le gambe, ci ritorno, prima mi hanno diagnosticato il linfedema in ospedale una grave insufficienza circolatoria e prescritto un bendaggio che nessuno mi dimostra come si fa. Il reumatologo ha detto nuovamente che è linfedema, evidentemente ci sono tutte e due, il linfedema e l’insufficienza circolatoria, una in particolare è talmente gonfia che non esiste scarpa in cui riesco a entrare (il piede e il collo del piede non calzano in nessun modo, neanche in quelle ortopediche dove c’è una soletta costruita apposta).
Mi sveglio la notte per il dolore, non riesco a muoverle, ogni piccolo movimento è un dolore immenso. Ma come faccio a spiegare questo alla commissione di mercoledì? Mi mette ansia, e se ho l’ansia mi si stringono i bronchi e, se si stringono i bronchi non riesco più a respirare (uso l’espressione stringere i bronchi perché non so come definirlo, ma l’altro ieri ho avuto una crisi respiratoria fortissima, mi sono spaventata da morire, non riuscivo più a respirare ed emettevo solo dei rantoli profondi ed ero terrorizzata. Non riuscire ad avere aria è terribile. Avevo l’ossigeno nel naso ed ho spruzzato due puf di Ventolin che pian piano mi hanno ridato il respiro. La reazione è stata scatenata perché un amico mi ha domandato di raccontargli come erano andate le cose in ospedale a Milano).

Parlare della mia malattia ormai innesta un processo in cui “mi manca l’aria” e questo ha un significato: non riesco più a parlarne, entro in apnea.
E’ terribile,ogni ricovero è sempre più pesante! Voglio stare in famiglia, voglio stare tra le persone che mi amano, voglio morire qui e non in un ospedale anonimo.
Ecco, solo a pensare a questo le lacrime spuntano, mi rendo conto che la “roccia” sta cedendo, i pali di rinforzo li ho messi ma la struttura sta cedendo.
Ora che mi hanno anche bloccato i soldi mi sento come se mi avessero privato della mia libertà. Non è giusto, non possono considerarmi colpevole prima ancora di vedere tutta la mole di documenti medici. Questo ha rotto un altro palo che avevo messo per sorreggermi emi sento impotente davanti a un sistema che mi considera solo una spesa, un onere per la comunità e non una persona con una dignità e con qualcosa da donare comunque, perché le idee non hanno bisogno di forza fisica, hanno bisogno solo di volontà e di sogni da trasformare in realtà.
Ho tanti sogni da realizzare, sogni per migliorare le condizioni di chi soffre, cose semplici, che non hanno dei costi. A volte basta poco per organizzarsi meglio e risparmiare fatica e problemi a chi ha difficoltà a muoversi e non possiamo sempre gravare sui nostri famigliari.
Mi sento male…è solo nel darmi da fare per gli altri che trovo la forza di resistere!
La consapevolezza che ci sono persone che stanno peggio di me, bambini, anziani che magari hanno dimenticato nelle case di riposo e che a volte vengono maltrattati; malati terminali…
Sono fatta così; sin da quando ero piccola ma con l’età che avanza ho compreso che mettersi in contrapposizione non serve a nulla. Occorre riuscire a comunicare, avere pazienza, partire dal presupposto che ad ognuno occorre dare una possibilità e quindi darò la possibilità alla Commissione Medica che mi giudicherà di essere comprensiva, responsabile. Solo in me sta la possibilità di scegliere tra la forza ed il lasciarsi andare.
Penso che in tanti comprendano che significa provare ogni tanto il desiderio di mollare, di non farcela più, di non avere più forze. Poi leggi di una ingiustizia e le forze ti ritornano all’improvviso, ti ritorna la voglia di lottare!
In tutto questo non dimentico mai che esiste un Ordine Superiore, una forza che viene dall’Alto e che se solo noi ci disponiamo ad accoglierla ci rendiamo conto di riuscire ad andare oltre, a passare con un piccolo balzo un’altro limite…e così via…alla fine, tutto si può riassumere con una parola sola “Fede”.
Hai tu Fede? Bene! Allora dimostralo…
Questo, mi ripeto sempre, …non parlare Gabry, agisci…le parole lasciano il posto che trovano…i fatti restano…dimentica la tua sofferenza e gioisci se puoi arrecare un po’ di sollievo ad un fratello o a una sorella che ha bisogno di te…fosse anche per sfogarsi…metti da parte il tuo di dolore, ed accogli quello dell’altro.
Questo continuo a ripetermi…un abbraccio grande grande a tutti voi e non so che darei perché riusciste a percepire il battito che alimenta il mio cuore…vorrei che tu…e tu… e tu…riuscissi a sentire la carezza lieve della mia mano…a guardarmi negli occhi per comprendere la sincerità e l’Amore che provo.
Amore..si…non è possibile, diranno molti…è falso..manco ci conosce…non importa, ti rispondo…non mi importa sapere chi sei…com’è il tuo viso…so solo che sei un essere umano e che se stai leggendo queste righe è perché qualcuno così ha voluto…qualcuno ci ha messo sulla stessa strada…chiamiamole coincidenze…chiamiamole casualità…che importa…ma pensa…rifletti…non è magia questa?…
Vi voglio bene…ti voglio bene…pensaci…qualcuno non capirà…ma qualcuno si…comprenderà…ed allora il suo viso, il tuo viso, sarà illuminato da un sorriso…

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Una risposta a Cari amici vi scrivo

  1. Roberta dice:

    Ti ammiro molto.
    Leggo, ed immagino senza fatica, quanto stai male fisicamente e nonostante questo riesci a lottare, lottare anche per gli altri. Complimenti!
    Spero che questa forza sia infinita, spero soprattutto che tu possa guarire (o comunque migliorare molto), perchè le persone come te sono rare.
    Tanti si lamentano per cose inutili, per cose futili, dovrebbero leggere queste tue righe e riflettere …
    non aggiungo altro!
    In bocca al lupo!
    Roberta

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