Ancora tanta amarezza per gli invalidi

di Gabriella Fogli (*)


Scrivo questa nota con grande amarezza ed anche, lo confesso, rabbia…e vi spiego perché. Ho ricevuto una telefonata da una signora di Asti che ho conosciuto  su Facebook e che ha il proprio compagno malato di sclerosi. Senza lavoro.
L’ho sentita piangere, o meglio, combattere con il groppo in gola per la disperazione. Lavora solo lei per 800/900 € al mese come O.S.S. presso una cooperativa che, come al solito, le sottopagano, ma questa è una vecchia storia. Il marito rispondeva ad una cura che fanno a Bologna, ma se il costo della flebo era di 100€, il costo del trasporto in ambulanza x 2 volte al mese Asti-Bologna faceva salire il costo totale a 500€ al mese, quindi ha dovuto abbandonare una terapia da cui traeva benefici. Sappiamo tutti che quasi nessuna azienda è in regola con il numero di assunzione di invalidi rispetto al tot. dei posti lavoro. Le aziende preferiscono pagare una multa che assumerli. L’Assistente Sociale del paese dove risiedono, pur essendo a conoscenza che a causa della malattia ha una emi-paresi ad una parte del corpo e cammina con la stampella, ha pensato bene di trovargli lavoro come imbianchino in una società edile, sapendo bene che non è in grado di svolgere questa mansione.
Inoltre loro rifiutano di avere altri contatti con lei perché, a quanto pare, li ha trattati in modo poco…sociale (sic!)

Il ministro Brunetta ha inviato una circolare in cui puntualizza che le pubbliche amministrazioni possono assumere disabili, il blocco assunzioni non vale per loro, ma le pubbliche amministrazioni che fanno?
Quante di queste situazioni conosciamo?
Perché, pur essendoci delle leggi, non vengono fatte rispettare?
Dove sta l’opposizione?

Come mai, in una città che sta morendo, prima abbiamo sentito il racconto delle escort, ora quello degli appartamenti, ma dei problemi di questo Paese il vuoto assoluto…qualche parola, ma credo che mai, come in quest’epoca, si sia scesi ad un livello così  basso…Scusatemi, ma mi sono stati insegnati dei valori, e questi valori sono ONORE, RISPETTO, AMORE PER IL MIO PROSSIMO, AMORE PER LA MIA PATRIA, AMORE PER LA FAMIGLIA D’ORIGINE E QUELLA ALLARGATA DI TUTTI GLI ESSERI UMANI.

C’è un uomo malato, ma ancora in grado di lavorare e con un curriculum di tutto rispetto. Domanda solo un posto di lavoro, non carità, non elemosina, non pietà…un lavoro. Se qualcuno di Asti, Nizza, Moncalvo è in grado di aiutarlo mi contatti (*).
Ma occorre, e non finirò mai di dirlo, che tutti quelli in difficoltà si uniscano, che siano giovani, sani, o padri di famiglia, o malati, o donne rimaste da sole poco importa. Dobbiamo unirci e far sentire la nostra voce. Siamo a un passo dal baratro. E quando il baratro si aprirà ci ingoierà tutti. Dobbiamo unirci e dobbiamo dialogare. Litigare non ci porta da nessuna parte. Trovare punti di intesa a favore del popolo italiano.
Ci siamo dentro tutti, e tutti dobbiamo collaborare per uscirne.
Chi è in difficoltà, di qualunque genere, mi scriva in privato.
Almeno, se non altro, troverà qualcuno che ascolta e, se può, indirizza.

Gabry Fogli

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Una risposta a Ancora tanta amarezza per gli invalidi

  1. GIUSEPPE dice:

    Ciao gabry,belissima la tua lettera, rispecchia esattamente le condizioni di salute,di lavoro di tantissime persone nostri fratelli.Siamo stufi di sentire questa classe politica corrotta che attraverso i mezzi di comunicazione cercano di giustificarsi dicendo: anche tu hai scheletri nell’armadio,io ho rubato meno di te, pertanto sono più onesto,non accettiamo moralismi da nessuno perchè tutti abbiamo rubato……..appartamenti e varie…. ma veramente sono questi i problemi della gente? Posso constatare ,che moltissimi esecizi commerciali,al mio paese hanno chiuso per mancanza di clienti,quest’anno non un turista,la gente parla da sola per strada,e i politici di questo non importa nulla,hai ragione tu, dobbiamo unirci tutti e far sentire una sola voce ma così forte che devono andare tutti a casa questa classe politica.Ciao e uniamoci

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