C’era una volta la leva obbligatoria

di Antonio Ippolito Works (*)


Si era chiamati alle visita medica di leva al compimento dei 18 anni (circa) e se dichiarati idonei si svolgeva servizio obbligatorio in marina, esercito o aeronautica solitamente con incarichi di bassa responsabilità (servizi) o incarichi di servizio nei corpi di combattimento (ad esempio fuciliere); solitamente dalla visita all’arruolamento passava al massimo un anno. L’esito delle visite, effettuate da medici militari, (che duravano due o tre giorni a seconda dei casi) poteva essere di tre tipi:

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Idoneo al servizio militare. In questo caso era, ovviamente, previsto l’arruolamento.
* Rivedibile. In questo caso il coscritto era invitato a ripresentarsi l’anno seguente per effettuare nuovamente le visite in quanto giudicato temporaneamente inabile. Nel caso tale infermità perdurasse anche alla seconda visita il soggetto veniva riformato.
* Riformato. Questo giudizio sanciva la permanente inidoneità al servizio militare.

L’esonero (o dispensa) al servizio militare (diverso dalla riforma, in quanto non prevedeva l’effettuazione degli accertamenti medici) era previsto solo per alcune situazioni familiari:
* Figlio o fratello di militare deceduto in guerra;
* Fratello di militare deceduto durante la prestazione del servizio;
* Orfano di entrambi i genitori;
* Vedovo o celibe con prole;
* Arruolati con prole;
* Unico fratello convivente di disabile non autosufficiente;
* Primo figlio maschio di genitore invalido per servizio o caduto in servizio;
* Terzo (o successivo) figlio maschio se (almeno) due fratelli avevano già assolto completamente il servizio di leva;
* Responsabile diretto della conduzione di impresa familiare.

L’esenzione era anche prevista per i ministri di culto delle religioni ammesse dallo Stato che lo richiedessero, e per i membri di organismi internazionali all’estero regolati da apposita convenzione su immunità e privilegi regolarmente ratificata.
Gli studenti delle scuole superiori e gli studenti universitari (per i quali era previsto un numero minimo di esami da superare per sessione per non perdere il beneficio) potevano domandare il rinvio del servizio ma non della visita (che comunque portava via, come accennato, solo 3 giorni – da qui l’appellativo di “tre giorni” usato come sinonimo di “visita militare”); negli ultimi anni fu ammesso anche il rinvio della visita.

Pro e contro

Tra le argomentazioni favorevoli alla leva vi sono queste:

* La leva favoriva la conoscenza, soprattutto per i giovani di realtà disagiate, di aree lontane, e favorì anche l’integrazione linguistica;
* La leva garantiva un costante afflusso di soldati a costi non elevati;
* La leva favoriva lo sviluppo psicofisico dei giovani;
* Secondo alcuni medici, l’abolizione della leva obbligatoria (con conseguente abolizione dell’obbligo di visita medica), non permetterà di identificare alcune patologie dell’apparato riproduttivo maschile che, molto spesso a causa di pigrizia o pregiudizi da parte dell’interessato, venivano identificati proprio dai medici militari durante la visita. Tra le patologie più comunemente riscontrate, la più frequente era il varicocele.

Tra le argomentazioni contrarie si distinguono:

* La leva era un’imposizione contro la libertà personale; alcune ideologie (come il pacifismo e l’antimilitarismo) erano contrarie per motivi legati alla loro etica;
* La leva sottraeva tempo utile alla vita civile;
* Sovente durante il servizio di leva non venivano rispettati i diritti umani dei militari, in particolare le reclute venivano vessate da militari più anziani, spesso anch’essi di leva, con atti di bullismo e violenza. Queste pratiche, dette nonnismo poiché esercitate dagli anziani (nonni), hanno provocato anche numerosi decessi nella centenaria storia della leva militare in Italia.

In alternativa al servizio militare si poteva quindi chiedere di svolgere il cosiddetto servizio civile (nel caso degli obiettori di coscienza) dopo la dichiarazione di idoneità; chi si rifiutava di effettuare alcun tipo di servizio (obiezione totale) veniva dichiarato renitente alla leva e successivamente disertore. La possibilità di usufruire del servizio civile è stata contemplata con un’apposita legge nel 1972, prima di tale data chi si dichiarava obiettore di coscienza veniva considerato renitente alla leva e trattato di conseguenza.

La sospensione della leva militare obbligatoria (non l’abolizione, visto che sarebbe stata necessaria una legge costituzionale di modifica del discusso articolo 52 che definisce “sacro dovere” la difesa della Patria e il servizio di leva obbligatorio nei termini di legge), che ha introdotto anche la possibilità di arruolamento delle donne è stata disposta con il Decreto legislativo 8 maggio 2001 n. 215 del secondo governo Amato, che recepì leggi del 1999 e del 2000 e introdusse nuove norme sul rinvio degli ultimi coscritti. Tale sospensione, inizialmente prevista dopo la fine del dicembre 2006, ha avuto i termini di applicazione anticipati di due anni con la Legge 23 agosto 2004, n. 226 dal secondo governo Berlusconi; con il decreto legge del 30 giugno 2005 n.115, il 1º luglio 2005 è stata messa completamente fine all’obbligatorietà, permettendo ai soldati di leva di fare domanda per la cessazione del servizio. Una ricomparsa della leva è possibile solo in caso di carenza di soldati, e solo in caso di gravissime crisi internazionali in cui l’Italia sarebbe direttamente coinvolta sul proprio territorio. L’ultima classe chiamata a prestare servizio militare è stata quella dei nati nel 1985, tuttavia molti di questi (ma anche molti nati di anni precedenti), avendo rinviato per motivi di studio, non sono mai partiti; infatti dal 1 gennaio 2005 l’arruolamento è divenuto esclusivamente su base volontaria e a carattere professionale (VFP1).

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2 risposte a C’era una volta la leva obbligatoria

  1. Marino Miccoli dice:

    Non a caso la nostra Costituzione Repubblicana al suo art. 52 recita: La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.
    E per il cittadino Italiano servire la Patria è un onore, aggiungo io…
    Inoltre ritengo che in uno Stato democratico,in una Repubblica che come la nostra è DEL POPOLO ITALIANO,le forze armate dovevano rimanere POPOLARI, ovvero dovevano continuare ad essere costituite da quella componente di massa, che interessava tutti gli strati, le classi o ceti della popolazione che soltanto la LEVA MILITARE OBBLIGATORIA garantiva.
    Adesso invece abbiamo delle forze armate costituite da soli professionisti.
    No, sono contrario a ciò.
    Sono favorevole al ripristino del servizio militare (obbligatorio) di leva.
    Magari organizzato diversamente rispetto al passato, che fosse anche svolto per una parte nella Protezione Civile, nei Vigili del Fuoco etc. ma sempre un SERVIZIO alla e per la PATRIA.

  2. John Phelps dice:

    Era una perdita di tempo. I giovani di oggi sono gia all estero che conoscono nuove realta e mentalita aperta. Quelli che al tempo facevano sta cazzata perdevano tempo e restavano chiusi nei loro ideali. il mondo cambia per fortuna

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