Papà

di Paola Tritto

Qualche parola per “l’uomo della mia vita”, PAPA’! Anche se nel giorno in cui io ho visto la luce lui era in mare, per lavoro (il dovere!). Felice festa del papà!
“Nessun motivo è tanto urgente e importante da determinare l’allontanamento di un comandante dalla sua nave, né in pace né in guerra, né allora né oggi; neanche un grave lutto in famiglia.
La nascita di un figlio, che avviene comunque anche senza la presenza del padre, verrebbe salutato da tutto l’equipaggio con un brindisi di gioia, senza la necessità di una “licenza”.
Il comandante non è mai in licenza finché la sua nave non è pronta a muovere.”

…tratto da “Tutti a bordo. I marinai d’Italia l’8 settembre 1943, tra etica e ragion di Stato”

P.s. ..e bravo Giovanni, hai preferito Gheddafi a me! E si…dovevi bere con tutto l’equipaggio. AUGURI!

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Una risposta a Papà

  1. Roberta dice:

    Ammiro gli “uomini di mare” anche per questo!
    Un sottufficiale un giorno mi ha parlato proprio di un fatto simile, che era successo a lui … non gli è stato possibile avere una licenza prima ed ha visto la figlia, per la prima volta, solo quando aveva già due mesi.
    Un’altra persona aveva il figlio piccolo in sala operatoria e non ha potuto lasciare la nave per qualche giorno.

    Mettendomi nei loro panni penso che sia una brutta situazione. Credo che succeda spesso di non poter partecipare a certi avvenimenti perchè si è così “legati” al proprio lavoro. Bisogna proprio che alla base esista una forte passione! Complimenti!
    Sono convinta che anche le loro mogli, o compagne, siano altrettanto forti, bisogna avere molta pazienza e capirli … e non credo che siano due cose facili da mettere in pratica.

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