L’ammutinamento del M.A.S. 433

di Silvio Tasselli

…la storia dei fatti accaduti in Adriatico il 19 novembre 1943.

Questo articolo tratta la storia del M.A.S. 433 e del sommergibile CB 16, dei comandanti e degli equipaggi nei mesi successivi all’armistizio (1). La Regia Marina, molto ordinata e compatta, all’armistizio dell’8 settembre 1943 dirama alle proprie navi l’ordine di dirigersi verso sud e presentarsi in porti controllati dagli alleati. Solo le navi in bacino o ai lavori e poche altre non rispettano gli ordini ricevuti e pochi ufficiali con i loro equipaggi non aderiscono ai termini della resa incondizionata firmata da Badoglio pochi giorni prima. La storia del M.A.S. 433 (2) è per lo più conosciuta, almeno nei rapporti ufficiali, ma la sua fine in particolare è stata finora avvolta nel mistero, ho cercato quindi di portare ulteriori informazioni per chiarire e rendere giustizia sulle vicende realmente accadute 64 anni fa.
La storia del M.A.S. 433 inizia quando è di base in Dalmazia nella 7ª Flottiglia della Regia Marina (3). Gli eventi dell’8 settembre 1943 lo sorprendono con il suo equipaggio in una base sulla costa dalmata, molto probabilmente in una zona già fortemente presidiata da truppe tedesche. Non si conoscono particolari in merito ad una sua eventuale e temporanea cattura da parte dei tedeschi, sta di fatto che l’unità rimase in zona controllata da questi, però sempre agli ordini del suo comandante, il tenente di vascello Ruggero Frezza, che aderì alla Marina della Repubblica Sociale.
Ruggero Frezza, nato a La Spezia il 12 settembre 1907, buon ufficiale, esperto, valoroso e decorato con “Croce di Guerra sul Campo”, il 19 novembre riceve l’ordine di trasferirsi a Venezia, pare per lavori al natante e per aggregarsi alla X Flottiglia M.A.S. Durante il trasferimento un membro dell’equipaggio si ammutina, spara e ferisce gravemente il comandante, e con il resto dell’equipaggio rimasto passivo, dirige l’imbarcazione verso Termoli, allora già in mani inglesi. Approdano dopo poche ore, ma ormai l’ufficiale giunge cadavere. La salma viene sbarcata, caricata su un autocarro e portata nel cimitero locale per essere tumulata. Un giovane testimone, Ottavio Marinucci, allora tredicenne, che si trovava vicino al trabucco di suo padre presso il molo, ricorda di aver visto arrivare il MAS, sbarcare il T.V. Frezza con profonde ferite alla testa, caricarlo su un camion che si diresse verso il cimitero (lettera del 15/11/2006 all’autore). Il certificato di morte reperito presso il comune di Termoli afferma che: “il giorno 19 novembre 1943 alle ore cinque e quarantacinque per colpi di fucile mitragliatore alla testa sul MAS 433 in navigazione è morto Frezza Ruggero di anni trentasei, tenente di vascello… ecc.”. Secondo le poche informazioni raccolte nel dopoguerra dai familiari del comandante Frezza, i fatti si sarebbero svolti nel seguente modo: il segnalatore che stava al timone, durante la navigazione tenta di dirigere il MAS verso sud, ma il comandante accortosi del cambio di rotta, interviene e da qui inizia la tragedia. Il marinaio spara al suo comandante: l’equipaggio, (a parte forse un altro membro attivo) mantiene un atteggiamento “non partecipe”, probabilmente per paura o forse anche per approfittare delle circostanze per fuggire a sud. L’unico che rimarrà segnato da quei tragici avvenimenti è Carlo Mender (4), l’ordinanza del T.V. Frezza che al momento degli spari si trovava sottocoperta e che alla vista  dell’accaduto, colto da grave choc incanutisce repentinamente. Sempre in base ai ricordi familiari, a Termoli (5) l’equipaggio sarebbe stato preso in consegna da un picchetto inglese e trasferito in una caserma della Puglia (6), mentre il comandante britannico della piazza rendeva gli onori militari al feretro del T.V. Frezza, rifiutandosi di parlare con i responsabili. Nell’immediato dopoguerra, ristabilitesi le comunicazioni tra nord e sud dell’Italia, le spoglie del T.V. Frezza furono traslate e inumate nella tomba di famiglia nel cimitero dei Boschetti, alla periferia della sua città natale. Il nipote Ruggero Frezza in una lettera datata 15 febbraio 1997 ricorda all’autore lo zio: “…era una persona riservata, onesta e di notevole rigore morale, benvoluto dai superiori e rispettato dai sottoposti: è stato sempre per me un “mito” e mi fa piacere venire a conoscenza da scarne annotazioni che malgrado tutto aveva il senso dell’Onore e l’amor di Patria…”.
I pochi documenti consultati presso l’archivio storico della Marina, confermano l’arrivo del M.A.S. 433 a Termoli alle ore 16 del 19 novembre 1943 con provenienza da un porto imprecisato della costa dalmata; subito dopo è sbarcato il T.V. Ruggero Frezza mentre l’equipaggio viene preso in consegna dalla MP (Military Police) inglese e consegnato in caserma in attesa d’accertamenti. Una lettera del Comando della I Flotmas datata 7 dicembre 1943 e firmata dal comandante, capitano di fregata Giorgio Manuti, ordina che il 1° Segnalatore Cherchi Antonio (matr.68146) sia messo a disposizione del deposito equipaggi(Maridepo) di Taranto ed il resto dell’equipaggio venga dato in forza al Comando delle forze antisommergibili (Mariantisom) di Brindisi. Successivamente, in data 18 dicembre 1943, una lettera con protocollo n° 35055, firmata dal Ministro della Marina, conferisce l’incarico all’ammiraglio di divisione Amedeo Nomis di Pollone, d’aprire una esauriente inchiesta “per accertare i fatti e le circostanze relative al M.A.S. 433 giunto a Termoli proveniente dalla zona dell’Adriatico controllata dal nemico”, e per tale inchiesta, una lettera successiva firmata dal comandante in capo, ammiraglio di squadra Aimone di Savoia, Duca d’Aosta e Comandante generale dei MAS (Generalmas), autorizza il capitano di vascello Ernesto Forza, Comandante di Mariassalto, a coadiuvare l’Ammiraglio Nomis nell’inchiesta.
Una lettera datata 20 dicembre 1943, Prot. n° 275 del Comando I Flottiglia MAS, indirizzata a Maridipart di Taranto e per conoscenza ad altri comandi di Brindisi e Taranto, lettera firmata dal capit. di fregata Giorgio Manuti, ordina che il 1° segnalatore volontario Cherchi Antonio – matr. 68146 (7), sia inviato a disposizione alla Maridipo di Taranto; mentre il resto dell’equipaggio (seguono i nomi) passi in forza a Mariantisom di Brindisi, unitamente al MAS 433 e messo in turno di lavori. Nessun membro dell’equipaggio sarà denunciato, arrestato o condannato; ufficialmente s’ignorano persino il nome dell’assassino o degli assassini del T.V. Frezza. Una semplice annotazione sui registri dei deceduti della Marina conferma la morte dell’ufficiale (ucciso dall’equipaggio) (8).
Mentre ora sappiamo, dopo ricerche più mirate ed approfondite, che il Cherchi finì sotto processo, si riporta la parte integrale della sentenza: Il Tribunale Militare Territoriale di Guerra di Taranto, con sentenza in data 25 marzo 1944 ha dichiarato non doversi procedere contro di lui in ordine al reato di insoburdinazione (sic.) con violenza verso superiore ufficiale, non essendo punibile per aver agito nell’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica (All.34 art. 29 del 18/7/58). Ironia della sorte in questo documento compare anche: Autorizzato a fregiarsi del distintivo della “Croce al Merito di Guerra (I Concessione – All. al F.O. del 2 – 9 – 49 O.V.M. (120). Tullio Marcon nel suo libro: Ali Marine, Gli osservatori della Regia Marina… (vedi bibliografia) cita così il fatto: “Il tenente di vascello osservatore Ruggero Frezza era all’8 settembre il comandante del MAS 433 dislocato in Dalmazia. Il 19 novembre 1943, in occasione d’una missione tra Sebenico e Spalato, non avendo imbarcato la scorta tedesca ed avendo a bordo sovraccarico di carburante, il capo segnalatore di bordo – dopo aver avvertito l’equipaggio – aveva tentato di persuadere Frezza a raggiungere un porto del sud. Al suo rifiuto, seguito dall’atto di imporsi con le armi, il capo segnalatore aveva freddato il comandante. Poi, il MAS aveva alzato la bandiera del governo legittimo ed era approdato a Termoli con la salma di Frezza. Il Tribunale di Guerra non aveva condannato il personale implicato nell’uccisione. Per aver agito “nell’adempimento di un dovere imposto da norma giuridica”. Sergio Nesi, a pag. 214 nel suo libro: Decima Flottiglia Nostra, dedica qualche riga alle vicende del M.A.S. 433 ed al suo comandante, mentre l’opera dell’Ufficio Storico della Marina, “La Marina dall’8 settembre 1943 ecc.” compilata dall’Ammiraglio Giuseppe Fioravanzo e pubblicata nel 1962, ignora totalmente il T.V. Frezza citando solo la presenza del M.A.S. 433 alla voce Sebenico (pag. 171); mentre la stessa opera nell’edizione del 1971, cita: “il MAS 433 si trovava a Uliveti, donde poté raggiungere la costa italiana” (pag. 202). La prima edizione uscita nel 1962 dimenticava quindi totalmente la fine del M.A.S., ma l’edizione successiva uscita nel 1971, presumibilmente riveduta e corretta, e a quasi 30 anni dalla fine della guerra, poteva citare brevemente i fatti realmente accaduti, anche senza scendere nei particolari e senza alcun commento.
È auspicabile che un’eventuale prossima edizione sia più aggiornata e comprenda anche un riferimento ai gravi fatti avvenuti a bordo del MAS 433 il 19 novembre 1943, oltre la citazione del nome del suo valoroso e sfortunato Comandante.
Nella Cappella dell’Accademia Navale di Livorno, vi è una grande lapide che dovrebbe essere a ricordo di tutti gli ufficiali caduti; si propongono le seguenti aggiunte e modifiche eventualmente da apportare:

– 1) M.A.S. 433 19 – 11 – 43 T.V. c. O.A. Frezza Ruggero (da aggiungere);
– 2) M.A.S. 541 22 – 2 – 44 T. V. Cosulich Guido (da modificare in 22 – 3 – 44);
– 3) C.B. 16 1 – 10 – 44 S.T.V. Tendi Giuseppe (da aggiungere).

È pur vero che su tale lapide mancano anche i nomi di molti altri ufficiali caduti al nord dopo l’8 settembre 1943 e sarebbe davvero auspicabile che anche questa anacronistica e ormai lontana discriminazione potesse venir superata. Richieste effettuate in merito all’episodio citato, nel 1997 per via epistolare agli Archivi di Stato di Campobasso e di Bari, dettero esito negativo, mentre in data 8 maggio 2006, richiesto al comune di La Spezia il certificato di morte del T.V. Ruggero Frezza della Regia Marina, l’ufficio anagrafe rispondeva: “…la persona in oggetto non risulta”.
Ruggero Frezza entra in marina il 4 aprile 1927 come allievo ufficiale di complemento, inizia come allievo timoniere, nell’anno successivo è sottocapo timoniere, partecipa al 23° corso bis Allievi Ufficiali di Vascello presso la Reale Accademia Navale; ne esce col grado di aspirante guardiamarina, il 18 febbraio 1929 diventa guardiamarina e il 22 febbraio 1930 è nominato Sottotenente di vascello. Per tre anni rimane vincolato al servizio aereo, in seguito ad un bando di concorso, e destinato a Taranto per il corso di osservatore aereo dal 1° giugno al 1° ottobre 1931; il 10 febbraio 1937 viene promosso tenente di vascello. Allo scoppio della guerra, dapprima opera come “Osservatore Aereo” presso la base di Cadimare degli idrovolanti CANT Z. 501 (9).
Teucle Meneghini, ufficiale comandante del sommergibile Scirè di base a La Spezia nel suo libro scrive: “Presso il gruppo sommergibili della Spezia vivemmo, quella mattina, ore di trepidazione e di sconforto, mano a mano che giun­gevano notizie dal Comando in Capo dell’Alto Tirreno, che raggiunsero l’esasperazione quando un CantZ 501, con a bordo il T.V. Ruggero Frezza (10), segnalò, ripetutamente, che la portaerei inglese si trovava, ferma, nei pressi dell’isola del Tino”.
Nel libro: L’Aeronautica Italiana nella II Guerra Mondiale, di Giuseppe Santoro non viene citata la presenza della R.M. (Ricognizione Marittima) delle Squadriglie di base a Cadimare (La Spezia); mentre in un altro passo scrive: “…I velivoli di cui era dotata la nostra R.M. avevano troppo modeste caratteristiche perché potessero essere utilmente impiegati in questo difficile servizio. Si dovette quasi subito rinunciare ad utilizzare a questo scopo gli idrovolanti CantZ 501, che vennero destinati alle più modeste forme d’impiego della vigilanza foranea costiera e della scorta antisommergibile”.
Bernotti Romeo nel suo libro: La guerra sui mari nel conflitto mondiale 1939/1941, cita che un velivolo della ricognizione marittima alle 12.00 aveva avvistato le due corazzate con la portaerei, ma essendo stato abbattuto il ricognitore dai caccia inglesi di scorta, la notizia fu nota ai comandi soltanto dopo che l’equipaggio fu raccolto da una torpediniera.  In modo più completo sono riportati i fatti nell’ottimo saggio (vedi bibliografia) di Francesco Mattesini nel Bollettino d’Archivio, a pagina 63: “Marina La Spezia era stata informata alle 08.25, ed immediatamente aveva inviato in volo due idrovolanti CantZ. 501 della 187ª Squadriglia della Ricognizione Marittima, per avere notizie sulla formazione navale britannica…” proseguendo a pag. 106 risulta che un solo velivolo operò nel Golfo di Genova.
Una ricerca più approfondita effettuata dall’ingegnere Giovanni Massimello, esperto aeronautico, presso l’Ufficio Storico dell’Aeronautica, si evince che il primo CantZ 501 decollò alle 9,15, il secondo, quello che avvistò la flotta inglese alle 10,10, mentre un terzo si alzò nel pomeriggio, ma il T.V.  Frezza non figura che abbia partecipato ad alcuna delle tre missioni (11).
Nel Febbraio 1942 Frezza viene destinato alla 1ª Flotmas di La Spezia, meritandosi una Croce di Guerra al Valore Militare sul Campo. Motivazione della Medaglia concessa al T.V.c. O.A. Ruggero Frezza di Francesco e di Serra Cesira, nato a La Spezia il 12 settembre 1907: “Comandante di Squadriglia M.A.S., segnalato nella zona un sommergibile nemico, cooperava con le sue unità, insieme ad altre unità cacciasommergibili, alla ricerca e all’azione di caccia, contribuendo con coraggio e spirito aggressivo all’affondamento dell’unità subacquea nemica”.  Mare Tirreno, 23 Luglio 1942 – XX – Determinazione del 1° Novembre 1942 – XX – con D.V.M. n° 49 pagina 2084.
Il 1° gennaio 1943 Frezza diventa Comandante della 7ª Squadriglia MAS in Adriatico di base in Dalmazia, dove sarà sorpreso dall’armistizio.  In una sua lettera alla famiglia datata 18 ottobre 1943 scrive che dovrebbe andare a Trieste per un nuovo incarico, e ai primi di ottobre di essere andato dalla base di Zara a Sebenico.  In un documento ufficiale della Marina viene riportato: “Ucciso da un membro dell’equipaggio del MAS 433 il 19 novembre 1943. Salma tumulata nel Cimitero di Termoli. Era in servizio della Marina Repubblicana (Bollettino nominativo degli Ufficiali deceduti n° 5 dell’Ufficio Informazioni famiglie)”.
Ricerche successive hanno permesso, a chi scrive, d’entrare in possesso della copia degli atti del processo a carico dell’equipaggio del M.A.S. 433, celebrato il 23 marzo 1944 presso il “Tribunale Militare Territoriale di Guerra” di Taranto, in cui emergono le seguenti conclusioni: – Cherchi Antonio – in subordinazione (sic.) con violenza verso superiore Ufficiale (186, 187 n. 2, 47 n. 3 CPM.P.; 47 CPMG); – altri componenti dell’equipaggio – violenza alfine d’impedire:
– l’esercizio dei poteri del Com.te ai sensi dell’articolo 179 CPMP, 47 CPMG; – Frezza Ruggero – alto tradimento (77 CPMP, 47 n. 2 CPMP, 47 CPMG9), ed avuto col nemico (51 CPMG); che va dichiarato estinto, ai sensi dell’art, 150 C.P.c. per la morte del reo; in effetti poi seguono le conclusioni del giudice.
Firmato: Il Procuratore Militare del Re (Ten. Col. Marzano dott. Arturo) – Taranto 23 marzo 1944.
Una lettera segretata del “Comando in Capo del Dipartimento Marittimo” – Jonio e Basso Adriatico – Nucleo Polizia Militare di Taranto, datata 25 maggio 1945 e firmata dal Capo di Stato Maggiore capitano di vascello Sesto Sestini; – indirizzata al Procuratore Militare del Regno di Taranto: “…dove vengono segnalati elementi che pongono in dubbio il decesso del tenente di vascello Ruggero Frezza, implicato nel processo in argomento avvenuto il 18 novembre 1943 ad opera dei componenti l’equipaggio del MAS 433. Dovendo pertanto procedere a nuovi accertamenti si prega voler rimettere in visione – come da intesa verbale – gli atti processuali a carico di Cherchi ed altri.
Un caso analogo è quello del sottotenente di vascello Giuseppe Tendi, nato a Firenze il 6 gennaio 1916, che figura nell’elenco dei caduti della X MAS della R.S.I., mentre il T.V. Ruggero Frezza non è elencato né tra quelli della R.S.I., né tra quelli della Regia Marina.  Il 1° ottobre 1944 il C.B. 16 di base a Brioni (12), della X Flottiglia MAS della R.S.I., uscì da Pola per una missione di agguato nelle acque di Ancona e in quella occasione fu assassinato il Comandante, S.T.V. Giuseppe Tendi (13). Successivamente il battello fu portato ad incagliarsi sulla spiaggia di Senigallia dove l’equipaggio si consegnò a terra alle truppe neozelandesi che presidiavano quel tratto di costa (si veda l’articolo: La scomparsa del MAS 541, ecc. pubblicato su “Storia Militare”, giugno 1997). Di Tendi, come di Frezza, rimane solo una breve e gelida annotazione nei registri del Ministero: “uccisi dall’equipaggio”. (14)

NOTE
(1) – In effetti gli ammutinamenti, noti ai Comandi della Marina, furono tre: quelli dei M.A.S. 433 e 505, e quello meno conosciuto del C.B. 16 (Costiero tipo ‘B’), un sommergibile tascabile in forza alla Squadriglia di base a Pola.
(2) Equipaggio del M.A.S. 433 al 19 novembre 1943: – Ten. di Vascello Frezza Ruggero – I Segnalatore Vol. Cherchi Antonio matr. 68146 – Sotto Capo R.T. Vol. Ventura Poli matr. 57128 – Silurista tratt. Scarpetta Cosimo matr. 61116 – Silurista tratt. Beretta Giuseppe matr. 54474 – Motorista Navale Tumbiolo Vincenzo matr. 31943 – Motorista Navale Vannini Mario matr. 74758 – Cannoniere O. leva Fascina Attilio matr. 79652 – Cannoniere O. tratt. Mender Carlo matr. 80911 – Nocchiere leva Salvatori Ugo matr. 134838 – Nocchiere leva Amato Mauro matr. 110908.
(3) – La 7ª Squadriglia MAS della Dalmazia era composta da:MS 47 (Me43) – Nocchiero I Classe Luigi Bolognesi, MAS 430 – Nocchiero I Classe Serrantini, (a), MAS 431 – S.T.V. Giorgio Babbiese, (b), MAS 433 – T.V.c. Ruggero Frezza, Capo Squadriglia, MAS 434 – Nocchiero 2^ Classe D. Ma-Noruzzato. a) – Svolse missioni in Adriatico, venne auto-affondato nel porto di Sebenico alla fine delle ostilità, b) – Venne affondato nel novembre 1943 da cacciatorpediniere inglese tra Zara e Sebenico.
(4) Mender Carlo, nato il 20 gennaio 1919 ad Abbazia (Fiume) di Antonio e di Felicita Korich, viene arruolato in marina il 13 ottobre 1938 per 28 mesi nel Compartimento Marittimo di Fiume con le seguenti destinazioni: – Maridepo di Pola dal 15 marzo 1939 al 20 marzo 1939, Maridepo di Taranto dal 21 marzo 1939 al 21 marzo 1939, – Ct. “Stocco F.” dal 22 marzo 1939 al 22 aprile 1939, – Ct. “La Masa G.” dal 23 aprile 1939 al 10 marzo 1941, – I Flottiglia MAS dal 11 marzo 1941 al 15 giugno 1942, – V Squadriglia MAS dal 16 giugno 1941 al 16 giugno 1942, – VII Squadriglia MAS dal 17 giugno 1942 al 8 settembre 1943, – Sbandato dal 9 settembre 1943 al 2 dicembre 1943, – Maridepo di Taranto dal 3 dicembre 1943 al 16 giugno 1945 e congedato lo stesso giorno. (Il cacciatorpediniere Francesco Stocco, varato il 1° ottobre 1929, sarà affondato da aerei tedeschi il 24 settembre 1943 nei pressi dell’isola di Corfù). Il 26 luglio 1941 viene promosso comune di I Classe a decorrere dal 1 gennaio 1940. Questi dati sono stati ricavati dal suo “Foglio Matricolare”, come si può notare nulla viene evidenziato sia riguardo all’ammutinamento che al processo celebrato poi a Taranto il 23 marzo 1944. Il Mender fin dall’imbarco sulla nave “La Masa” era stato ordinanza del T.V. R. Frezza.
(5) Le truppe inglesi erano entrate in Termoli circa sei settimane prima e per i duri e sanguinosi combattimenti il 3 ottobre di ogni anno il 40° Royal Marine Commando lo festeggia come “Termoli Day”. Le truppe speciali inglesi, 1st Special Raiding Squadron, 2° S.A.S., 3rd Army Commando, con l’operazione “Devon”, contribuirono con grande efficacia all’avanzata dell’VIII Armata, lungo la costa Adriatica.
(6) Il comando dei carabinieri di Bari aprì un’inchiesta e nell’occasione fu preparata nel novembre 1943 la “Relazione n° 373”, tuttavia una richiesta in data 10 marzo 1997, fatta in tal senso al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, non ha trovato riscontro.
(7) Cherchi Antonio di Francesco e di Giuseppina Gallus nasce il 28 marzo 1923 a Orosei (Nu), si arruola volontario nel C.R.E.M. della Maddalena con la ferma di cinque anni il 15 agosto 1941 in qualità di allievo segnalatore; il 1° settembre 1942 è segnalatore idrofonista ed 1° luglio 1943 è promosso sottocapo.
(8) Nell’aprile 1997 il nipote capitano medico par. (r.) Ruggero Frezza, richiese a Maripers di Roma il “Foglio Matricolare” dello zio, che però gli venne negato con la formula: “…può essere rilasciato al solo titolare o familiari conviventi” (sic).
(9) Cant Z 501, idrovolanti inizialmente costruiti dai “Cantieri Aeronautici e Navali Triestini”; poi da “CRDA” Cantieri Riuniti dell’Adriatico” di Monfalcone su progetto del­l’Ingegnere Filippo Zappata (‘Z’ sta per Zappata). In ambito aeronautico durante la guerra questi aerei venivano chiamati con gli affettuosi nomignoli: “Mammaiuto” o “Lumacone” in quanto erano molto vulnerabili dalla caccia inglese, lenti e di scarso armamento. Questi idrovolanti, chiamati anche “Gabbiano”, in più di 200 esemplari nei primi anni di guerra compirono missioni di ricognizione marittima e di scorta ai convogli. Il Cant Z 501 stabilì nel 1935 il record di volo senza scalo per la sua categoria: 4930 Km.
(10) ICant Z 501 “Gabbiano” appartenevano al 79° Gruppo di base a La Spezia Cadimare. L’idroscalo, intitolato al Magg. pilota Luigi Conti, pluridecorato della IGuerra Mondiale, dell’Aviazione Alto Tirreno era costituito da 29 aerei al comando del Col. Pilota Emanuele Moscone. Il Gruppo comprendeva: 141ª Squadriglia, 187ª Squadriglia, ISezione Costiera poi 140ª Squadriglia. Ireparti della Ricognizione Marittima erano inquadrati nell’Aviazione per la Regia Marina (Marinavia) ed avevano equipaggi misti, formati in pratica da personale delle due Armi; il comandante dell’aereo, in particolare, era un ufficiale osservatore della Marina, indipendentemente dal grado: L’osservatore era perciò il responsabile operativo della missione, quello che decideva dove andare e cosa fare. Al pilota (proveniente dai ranghi dell’Aeronautica), spettava naturalmente la responsabilità della condotta tecnica del velivolo.
(11) In effetti gli equipaggi erano composti da: I- S.T. Pil. Corvaia, Serg. Mot. Provenzale e l’Osservatore il S.T.V. Ugo Viano; il IITen. Pil. Pasquali, Serg. Mot. Brusa e l’Osservatore T.V. De Palma; il IIICapit. Pil. (C.te la Squadriglia) Rossi, il Serg. Mot. Vaglio e l’Osservatore il T.V. De Palma.
(12) Nel settembre 1943 si trovava in allestimento a Pola, dove era giunto direttamente dalla Caproni Taliedo di Milano, senza passare da Trieste; catturato dai tedeschi l’11 settembre, fu da questi ceduto alla X Flottiglia MAS della R.S.I. Di base a Brioni aveva il compito di trasportare informatori e sabotatori lungo le coste adriatiche sia italiane che dalmate.
(13) Il S.T.V. Giuseppe Tendi precedentemente era stato imbarcato sul sommergibile Barbarigo, aveva frequentato i “Preliminari Navali” di Livorno ed era ufficiale di complemento, era stato decorato con due M.A.V.M., tre Croci al V.M. ed una Croce di Ferro di 2° Classe tedesca.
(14) G. Giorgerini nella conferenza degli “Atti del Convegno Studi “ – Venezia – 28/29 aprile 1995, con il suo intervento “Le missioni speciali della R.M. nel Tirreno e nell’Adriatico” citerà (pag. 98) i due ammutinamenti avvenuti in Adriatico con la morte del T.V. R. Frezza e del S.T.V. G. Tendi.15 BATTAGLIE STORIA

BIBLIOGRAFIA
A.A.V.V., Almanacco Navale, Ufficio Stampa del Ministero della Marina, Arti Grafiche Alfieri & Lacroix, Milano 1939 – XVIIIE.F.
A.A.V.V., Annuario Ufficiale delle F.F.A.A. del Regno d’Italia, Anno 1941 – XIX E.F. , IIRegia Marina, Poligrafico di Stato, Roma, aprile 1941.
A.A.V.V., Navi Militari perdute, Vol. II, U.S.M.M., Roma 1975.
A.A.V.V., I nostri Sommergibili, Aria alla Rapida!…, n° 22, Settembre 1991. Pubblicazione Semestrale a cura dei Sommergibilisti del Gruppo A.N.M.I. di Milano.
A.A.V.V., La Marina nella Guerra di liberazione e nella resistenza, Atti del Convegno di Studi, Venezia 28 – 29 aprile 1995, U.S.M.M., Venezia 1995.
A.A.V.V., I Motti delle Navi Italiane, U.S.M.M., Roma 1998.
A.A.V.V., Albo dei Caduti X Flottiglia MAS – RSI, Associazione Combattenti X Flottiglia MAS-RSI, Roma 2000.
Bagnasco Erminio, I MAS e le Motosiluranti italiane 1906-1968, Serie Marina Militare italiana nella IIGuerra Mondiale, U.S.M.M., Roma 1969. M.A.S. e Mezzi d’Assalto di Superficie Italiani, U.S.M.M., Roma 1996.
Bargoni Franco, Esploratori, Fregate, Corvette ed Avvisi Italiani 1861-1974, U.S.M.M., Roma 1974. Tutte le navi militari d’Italia 1861- 1968, U.S.M.M., Roma 1987.
Colliva Giuliano, Uomini e Navi, Nella Storia della Marina Militare Italiana, Bramante Editrice, Milano 1972.
Conti Arturo, Albo Caduti e Dispersi della Repubblica Sociale Italiana, a cura di Fondazione della R.S.I. Istituto Storico (Onlus), Bologna 2003.
De Courten Raffaele, Le memorie dell’ Ammiraglio De Courten (1943-1946), U.S.M.M., Roma 1993.
De Risio Carlo, L’Aviazione di Marina, U.S.M.M., Roma 1995.
Fioravanzo Giuseppe, La Marina dall’8 settembre 1943 alla fine del conflitto, Vol. XV, Amm. di Squadra (r.) U.S.M.M., Roma 1962 e 2ª Edizione 1971.
Fraccaroli Aldo, Marina Militare Italiana 1946, Editore U. Hoepli, Milano 1946. Italian Warships of World War II, Ian Allan Ltd., Shepperton (Surrey) 1968.
Garello Giancarlo, Le Officine aeronautiche Cant 1923/1945, Zorini Decio Aeronautica Militare Ufficio Storico, Roma 2003.
Ghetti Walter, Storia della Marina Italiana nella II Guerra Mondiale, Capit. di Vascello De Vecchi Editore, Milano 1974. – In lotta per la libertà,
La Marina Militare nella Guerra di Liberazione e nella Resistenza, Mursia, Milano 1975.
Giorgerini Giorgio, Almanacco Storico delle Navi Militari d’Italia 1861/1995, Nani Augusto U.S.M.M., Roma 1996.
Marcon Tullio, Ali Marine, Gli osservatori della Regia Marina nella Seconda Guerra Mondiale, U. Mursia Editore, Milano 1978.
C.R.D.A., Cant Z. 501, Giorgio Apostolo Editore, Milano 2001.
Mattesini Francesco, Il Bombardamento Navale di Genova del 9 Febbraio 1941, Bollettino d’Archivio dell’U.S.M.M., Anno IV, Giugno 1990, Roma.
La Marina e l’ 8 settembre 1943, n° 2 tomi, U.S.M.M., Roma 2002.
Meneghini Teucle, In Mediterraneo potevamo mettere in ginocchio l’Inghilterra!, Schena Editore, Fasano di Brindisi 1999.
Miozzi Ottorino Ottone, I decorati della Marina, M.A.V.M. e M.B.V.M. – N° 4 vol., U.S.M.M., Roma 1999 – 2002.
Nesi Sergio, Decima Flottiglia Nostra…, I mezzi d’assalto della marina italiana al sud ed al nord dopo l’armistizio, U. Mursia Editore Spa, Milano 1986.
Alcione dalle Ali Spezzate, Il Nido – Il Volo – La Caduta, 3 volumi, Arti Grafiche ELLECI, Bologna 1989.
Parodi Sergio, La mia Marina, a torto o a ragione, 25 anni sul mare fra guerra e pace, Il Libraccio Editore, Genova 2003.
Pisanò Giorgio, Gli ultimi in grigioverde, Vol. II, Edizione F.P.E., Milano 1968.
Ricciardi Enrico, …Sui M.A.S. della 13ª Squadriglia, Ricordi di guerra del Com.te E. Ricciardi, Edizione Privata, Chieti 1988.
Tasselli Silvio, La “scomparsa” del MAS 541. Gli ammutinamenti veri o presunti a bordo di unità veloci della Regia Marina e della Marina della R.S.I, nel periodo della cobelligeranza, Storia Militare, n° 45 – Giugno 1997, Albertelli Ed., Parma.
Trizzino Antonio, Navi e poltrone, Longanesi & C., Milano 1952.

ARCHIVIO AUTORE

Sono stati consultati i seguenti documenti:
Fondo Generalmas, cartelle: 4, 6, 8, 14, 15, 25, 48, 58 dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Roma.
Tutti i documenti citati nell’articolo sono nell’archivio dell’autore.

RINGRAZIAMENTI

Desidero ringraziare tutti coloro che con le loro testimonianze, informazioni, foto e documenti hanno concorso alla completezza dell’articolo.  In particolare desidero ringraziare il Capit. Medico Par. Frezza dott. Ruggero per la generosità e la cortesia nell’avermi permesso di condividere ricordi e documenti di famiglia; un sincero ringraziamento al Capit. di Vascello T. O. Sergio Parodi di Milano per i preziosi consigli; un grazie infinito agli amici Prof. Dario Passeri, per aver riletto più volte le bozze fornendomi preziosi consigli, Marco Di Nunzio per le ricerche aeronautiche. Ringrazio inoltre il Signor Bassani Raffaele, Presidente dell’ A.N.M.I. di Termoli, il C. Amm. G.N. Edoardo Faggioni, Presidente dell’A.N.M.I. di Taranto, il IM.llo M.M. Valentino Garelli di Milano per aver fornito i vari indirizzi della Marina Militare, il IM.llo M.M. Donato Amoroso di Villa Adriana (Roma) per ricerche archivistiche, il IM.llo Roberto Spinelli del “Tribunale Militare Territoriale” di Bari ed il IM.llo M.M. Francesco Garruba di Roma per alcune ricerche documentali. Il Dott. Roberto Mura di Alghero della Lythos per ricerche locali, il Sig. Leo Stefano Alfieri di Milano per l’assistenza telematica. Un particolare ringraziamento al Comandante Nesi Ing. Sergio di Bologna, per la sua personale testimonianza sui fatti accaduti.


STATO di SERVIZIO del T.V. c. O. A. RUGGERO FREZZA
(Nome – Tipo – Data varo – Periodo d’Imbarco)
Pantera Espl. 1924 1/9/28 – 5/9/29
Montanari Gen.Carlo (1) C.t. 1922 10/9/29 – 22/11/29
Quarto Espl. 1912 23/11/29 – 24/11/29
Carini Giacinto * C.t. 1917 25/11/29 – 22/7/30
Dalmazia Cist. acqua 1923 23/7/30 – 7/10/30
Scuola Osservazione Aerea Pola 1/6/31 – 19/10/31
O.A. alla 184ª Squad. Idrovolanti Augusta 20/10/31 – 1/12/31
O.A. alla 186ª Squad. Idrovolanti Augusta 2/12/31 – 13/7/33
O.A. alla 143ª Squad. Idrovolanti Venezia 1/8/34 – 25/1/35
O.A. alla 142ª Squad. Idrovolanti Taranto 1/2/35 – 30/3/36
Cairoli Benedetto C.t. 1918 5/4/36 – 21/10/36
O.A. alla 186ª Squad. Idrovolanti Augusta 30/10/36 – 6/4/37
Solferino (2) C.t. 1921 1/5/37 – 8/9/37
Miraglia Giuseppe (3) Nave App.Idro 1923 9/9/37 – 3/3/39
Nembo C.t. 1927 4/3/39 – 28/12/39
La Masa Giuseppe * C.t. 1917 1/2/40 – 27/1/42
1ª Flottiglia MAS La Spezia 1/2/42 – 5/3/43
7ª Squadriglia MAS 6/3/43 – 8/9/43
(*) Entrambi, con il grado di capitano, presero parte alla spedizione dei Mille, comandando rispettivamente la VIe la IIICompagnia.

(1) Auto-affondato a La Spezia il 9 settembre 1943, recuperato il 2 febbraio 1949 e demolito.
(2) Dopo l’8/9/43 catturata a Suda poi TA 18 tedesca, affondata in combattimento a sud di Volo il 19 ottobre 1944.
(3) Ex mercantile Città di Messina(Ferrovie dello Stato).
Le note tecniche sono state rilevate da: “Esploratori, Fregate, Corvette ed Avvisi Italiani” e dall’Almanacco Storico delle Navi Militari d’ Italia, mentre le note personali sono state rilevate dall’estratto del “Foglio Matricolare”.

IL M.A.S. 433
Costruito nel Cantiere S.V.A.N. di Venezia, varato 1930 ed entrato in servizio fine 1930 (serie 6 Unità).
Dati tecnici: Scafo in legno con carena a spigolo senza gradini – Dislocamento p.c.: 14,5 ton. – Dimensioni f.t.: lunghezza 16 metri – larghezza: 3,25 mt. – Immersione p.c.: 1,25 metri – Apparato motore: tre motori a scoppio Isotta Fraschini Asso 500, sostituiti nel 1938/39 con due motori a scoppio Fiat M 900, potenza complessiva 1500 HP.  Velocità max: 40 nodi – Combustibile: 1,04 ton. – Autonomia: 124 miglia a 36 nodi – Armamento: 2 lanciasiluri ad impulso laterale da 450 mm. – 2 mitragliere Colt da 6,5 mm., sostituite nel 1940 con 2 mitragliere Breda da 8mm. 1 torpedine da rimorchio da 80 kg. (sbarcata nel 1935). 1 tramoggia per 6 bombe torpedine da getto da 50 kg. – Equipaggio: 13 uomini. Il MAS venn messo in disarmo il 14 dicembre 1943,  nel febbraio 1946 fu ceduto in “temporaneo uso gratuito” alla Guardia di Finanza. Nel 1949 fu restituito alla Marina ed in seguito viene radiato il 1° agosto 1949 a Brindisi. Il Mas, secondo il trattato di pace, doveva essere consegnato alla Marina U.S.A. in conto riparazione danni di guerra, ma fu rifiutato.

Tratto da “Il M.A.S. 433 del Tenente di Vascello Ruggero Frezza nell’Adriatico il 19 Novembre 1943, Storia & Battaglie, N° 71, Luglio/Agosto e N° 72 Settembre 2007”;

Per ulteriori informazioni: www.silviotasselli.com

Questo articolo è stato pubblicato in Storia. Permalink.

2 risposte a L’ammutinamento del M.A.S. 433

  1. ezio dice:

    Caro Ezio, in primis ti giro l’ E-Mail ricevuta dal nipote del C.te Ruggero Frezza, a cui avevo segnalato il tuo sito.-

    L’amico Frezza, mi chiama Dino perché da piccolo ho vissuto a Bologna presso gli zii ed ero stato battezzato Contardo (Dino), poi mi hanno denunciato in Comune Silvio (il solito casino nelle famiglie per non scontentare i parenti, perché Silvio, in quei giorni si era laureato un cugino di mio padre di nome Silvio).-
    Silvio
    Historical Researcher
    Journalist Freelance
    Please, visit my web site:
    http://www.silviotasselli.com

    — Dom 4/4/10, ruggerofrezza@libero.it ha scritto:

    Da: ruggerofrezza@libero.it
    Oggetto: R: auguri!!
    A: folgore56@yahoo.it
    Data: Domenica 4 Aprile 2010, 18:29

    Caro Dino, che sorpresa! E’ bellissimo e “bello tosto”. Sono sempre un po’ imbarazzato: nelle tristi vicende narrate ovviamente non ho alcun ruolo e men che meno alcun merito, ma mi hai fatto un enorme regalo ad onorare la memoria di mio zio. Che è poi, conoscendoti, l’onore che persone come noi sentono di dover offrire a tutti coloro che, con i fatti, si comporta con lealtà, dignità e senso dell’onore. Non diventeremo ricchi, ma siamo e saremo sempre dalla parte “sbagliata”, fuori dal tempo e dalle convenienze. Con affetto Ruggero

  2. giovanna sotgiu dice:

    ogg: MAS 433
    Faccio parte dell’associazione culturale Co.Ri.S.Ma. (Comitato Ricerche Storiche Maddalenine) che sta conducendo una ricerca sugli avvenimenti degli anni 1943-44 a La Maddalena e, in particolare, su un altro ammutinamento (quello del MAS 505 avvenuto il 10 aprile 1944); poiché ho qualche indicazione in merito ad uno dei marconisti presenti sul MAS 433, Le sarei moto grata se volesse indicarmi i nomi delle persone di equipaggio che sarebbero comprese nella lettera da Lei citata del 20 dicembre 1943, prot 275 del comando I flottiglia mas indirizzata a Maridipart Taranto firmata dal cap di fregata Giorgio Manuti. La ringrazio anticipatamente e Le assicuro, se ne avrà interesse, la mia collaborazione.
    Giovanna Sotgiu

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *