L’affondamento del CB-21

di Silvio Tasselli

Questo articolo si propone di raccontare l’affondamento del CB-21 avvenuto la notte del 29 aprile 1945 nelle acque tra Pola e l’isola di Brioni. Il G.M. Paolo De Nicola era stato inviato a Brioni per concordare con il G. M. Vittorio Cavallo (che aveva assunto il comando della base, unitamente ai pari grado Arturo Re e Barbieri, dopo la partenza per una missione del Ten. di Vascello Sergio Nesi) il ripiegamento del personale della Carabelli (era il nome della base est della X Flottiglia MAS dei mezzi d’assalto) e guidare alcuni barchini d’assalto dentro la base di Valdifigo a Pola. Mentre si avvicinava al varco ostruzioni, il CB-21 entro in collisione con un KT (1) tedesco che, sovrastandolo, lo spinse sott’acqua affondandolo; vi furono intrappolati C.Bardella e G. Makuc (2), che nessuno vide più. Si salvarono, ripescati dai tedeschi, il G. M. De Nicola e il sottocapo motorista Caputo, che si trovavano in torretta. Quest’ultimo colpito dal portello del sommergibile ebbe il braccio destro straziato e successivamente fu ricoverato all’ospedale Sant’Anna nel sestiere di Castello della Marina Militare di Venezia. Rimasti sottocoperta, scomparvero il sottocapo elettricista Giuseppe Makuc (3) ed il capo motorista di 1a Classe, direttore di macchina Costante Bardella (4). Nel preparare questo articolo si sente il dovere di aprire una parentesi per ricordare degnamente il Bardella e raccontare le vicissitudini burocratiche che dopo la sua morte, a guerra finita, dovettero essere affrontate dalla famiglia, una quasi odissea, per far ottenere la pensione a Giorgio, il figlio minorenne (5). Tra i documenti rinvenuti nella cartella a lui intestata si e potuto rilevare la generale discriminazione del personale in S.P.E., che aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana; in effetti pochissimi sottufficiali ed ufficiali poterono poi riprendere servizio con il nuovo governo.
Citiamo in ordine temporale i vari passaggi burocratici per il riconoscimento della morte di Bardella:
– lettera datata 18 febbraio 1945 (sic) – Vicenza e firmata dal G.M. Paolo de Nicola, che certifica la morte del M.llo Bardella;
– lettera datata 28 dicembre 1945 riporta: “Che ha aderito alla Repubblica Sociale Italiana e collaborato attivamente con i tedeschi”;
– lettera datata 17 gennaio 1946 del cugino Giovanni Mandricardo di Trieste che venuto a conoscenza dal De Nicola e da Caputo, richiede il certificato di morte;
– lettera datata 17 gennaio 1946 e firmata da Gina Secoli, che afferma di aver visto partire il 26 aprile 1945 il Bardella, direttore di macchina, da Miramare Grignano diretto a Pola;
– lettera datata 10 aprile 1947, trattasi di una relazione del Ministero Difesa-Marina, dove si stabilisce di mettere il ragazzo di soprannome Sergio (nome corretto Giorgio) nelle condizioni di riscuotere gli assegni maturati dal padre e avanzare domanda di pensione, essendo il giovane, orfano di entrambi i genitori, senza parenti ed attualmente affidato ai sig.ri Anselmo e Rina Volpini di Firenze.
– lettera datata 11 ottobre 1947 del C.C.D.D. (Commissione Centrale di Discriminazione) in cui si dichiara che: “…Il Bardella è censurabile: dal punto di vista morale e nel giudizio complessivo, per l’adesione alla Marina del pseudo governo della R.S.I.”;
– lettera datata 23 febbraio 1948, la signora Rina Sambo chiede alla Commissione l’atto di morte del proprio cognato;
– lettera datata 11 febbraio 1949, la signora Gallozzi Giulia di anni 71 (madre di Bardella) chiede notizie del figlio Costante, per ottenere la pensione (lettera preparata da Mario Vianello di Venezia);
– lettera datata 27 agosto 1953 del Ministero della Difesa, Marina nella quale si stabilisce che il sottufficiale in argomento (Bardella) va considerato idoneo a rimanere nei ruoli fino alla data del decesso che si presume avvenuto in servizio e non per cause di servizio. Pertanto il nominativo del Bardella non sarà incluso nell’Albo d’Oro dei Caduti.
In sintesi questi sono i passaggi più significativi riscontrati nella corrispondenza dei diversi uffici della Marina. Da considerare che da una relazione del 10 aprile 1947, indirizzata alla Commissione Inchiesta C.E.M.M. – Sede, viene precisato che il CB-21 tentava di raggiungere Ancona e consegnarsi alle autorità alleate.
In una lettera inviata (25/9/2009) all’autore, il figlio Giorgio ricorda: “…Sono stato allevato a Firenze da una coppia di zii meravigliosi … in particolare un quadretto di cartone, appeso nella mia camera, aveva un ramoscello secco stretto da un nastrino tricolore. Col tempo capii che si trattava di una fronda di pino marittimo che ancora oggi si erge accanto alla tomba di Giuseppe Garibaldi… sul retro due dediche rivolte a me, una di mio padre e l’altra di Clelia Garibaldi in particolare quella di mio Padre: “L’amor di Patria è grande come ogni altro amore, e ricordati caro Giorgio che la Patria non tradisce mai. Amala e non chiedere ricompense”. Dallo scoglio di Caprera, Anno XIV, Costante Bardella. Proseguendo nella lettera: “Una sera andammo al cinema  vedere un film in un cinema all’aperto e nel cinegiornale Luce, c’erano le immagini poi diventate famose riguardanti la caduta del fascismo… molti spettatori applaudirono… mio padre a mezza voce esternò: illusi, il peggio deve ancora arrivare. In confronto a mio padre Cassandra era una principiante. Ricordo un’animata discussione fra mio padre è mio zio in cucina, non ricordo quale fosse l’argomento, ma ricordo mio padre che disse: “Io la sbobba degli americani non la mangerò mai”. Il quadretto di cartone lo conservo ancora… in quella dedica ci trovo il testamento spirituale di mio padre che mi ha trasmesso l’orgoglio di essere italiano”.
Il G.M. De Nicola nella lettera del 23 febbraio 1948 indirizzata all’Ufficio Assenti del Ministero della Marina ricorda il capo Bardella con queste parole: “…Molti particolari per ora non posso darveli, sappiate che il mare racchiude il suo corpo di intrepido navigatore, quel mare che lui aveva navigato per lungo e per largo, quel mare di cui conosceva la musica ed il tormento necessario. Ora non è più, quel simpatico vecchietto da noi tutti considerato come padre, ha voluto finire la sua vita in gloria. Assieme ci siamo inabissati quando il tedesco con la sua prora di acciaio ci squarciò, insieme andammo a fondo, ma a me il mare mi sputò fuori, forse non ero ancora degno dell’eterno riposo nel suo grembo…”. Nel tempo sono state scritte diverse versioni spesso contrastanti sull’affondamento del CB-21; dobbiamo ritenere la più valida quella scritta dal G. M. Paolo de Nicola, comandante dell’unita, che nella sua lettera del 18 febbraio 1945 (sic) certifica: “ Il giorno 29 aprile 1945 alle ore 4 antimeridiane a dieci miglia al largo del Porto di Pola veniva affondato in seguito a combattimento il sommergibile CB-21.” Nassigh nel suo libro scrive: “…fu armato a Pola da un equipaggio che meditava di restituirlo alla Regia Marina, tanto che il 29 aprile 1945 tento l’evasione: fu pero scoperto da una motozattera tedesca che apri il fuoco colando a picco il minuscolo battello”. Mentre nell’opera di Bagnasco e Rastelli: “…quando insieme ad altri natanti stava recandosi a Brioni per recuperare il personale della X MAS”. Nino Arena (v. bibliografia) scrive: “…ma all’imboccatura del canale Fasana il CB-21 venne a collisione con una motozattera tedesca e rimase gravemente danneggiato al punto da consigliare all’equipaggio l’autoaffondamento”. Si puo ritenere che il CB-21, dopo aver messo in sicurezza il personale della base di Brioni, stesse recandosi ad Ancona per consegnarsi alle autorita alleate. In effetti le bande comuniste titine stavano avvicinandosi pericolosamente a Pola con le prevedibili conseguenze che tutti sappiamo e non si voleva che i vari natanti presenti a Pola cadessero nelle loro mani.
Paolo De Nicola, di Giuseppe e Laurina Marchegiani, nasce a Castellamare Adriatica (Pescara) il 12 marzo 1922, esce dall’Accademia Navale di Livorno – Corso Squali (6) – nel 1940, viene inviato alla Scuola Sommergibili all’isola di Sansego (ora Susak), conosce come istruttore il Ten. Di Vascello Federico De Siervo che lo vuole a Danzica in addestramento sui Smg. tedeschi tipo VII. Questi sommergibili erano stati consegnati dai tedeschi in sostituzione dei Smg. italiani della base di Betasom a Bordeaux, convertiti “da carico” per trasportare materiale strategico in Giappone e imbarcare al ritorno caucciu. Gli equipaggi italiani avrebbero in seguito utilizzato i smg. tedeschi in Atlantico. L’8 settembre 1943 De Nicola aderisce all’appello del Com. Enzo Grossi e torna a Bordeaux, prima della costituzione della Repubblica Sociale Italiana. Nel foglio matricolare di De Nicola, il periodo prestato nella Marina Repubblicana, non viene citato ed infatti una parte del documento si presenta in bianco, pertanto non figura la sua attivita in quel periodo (7). De Nicola assieme a molto altro personale di stanza alla base Betasom di Bordeaux viene rimpatriato ed inviato alla base di Pola; nell’aprile 1944 viene assegnato alla base dei CB a Costanza in Romania sul Mar Nero. Infatti precedentemente cinque CB erano stati consegnati alla marina romena, che pero non era in grado di usarli (8). Durante la presenza italiana in Mar Nero i CB hanno effettuato 24 missioni, affondando diverse navi russe. Quando l’Armata Rossa scateno una forte offensiva, obbligo il personale italiano a rientrare precipitosamente, ma molti furono catturati e deportati, tra cui il capo di 2a Classe Renato Cepparo, nei campi di Sluzk e poi di Stari Doroghi (9). De Nicola ritornato in Italia venne destinato alla base di Valdifigo per assumere il comando del mini-smg CB-21. Il smg CB-21, unitamente ai CB-17, CB-18, CB-19 e CB- 20, erano stati trasferiti su autocarri e su carri ferroviari da Milano a Trieste, impiegando personale e mezzi della ditta Martinuzzi, messi a mare con la mancina del cantiere San  Marco e messi a punto presso la banchina dello scalo legnami dove erano alloggiati i marinai assegnati ai mezzi d’assalto della X Flottiglia MAS (10). I sommergibili della classe CB erano stati costruiti dalla Caproni a Taliedo di Milano (primo tipo: CA e secondo tipo: CB, costiero tipo B). Erano stati costruiti 22/25 natanti di cui 12 per la Regia Marina, il resto per la Marina della Repubblica Sociale; ma non tutti furono consegnati. La base operativa, posta a Valdifigo vicino a Pola, ai piedi della diga che chiude la baia, fu approntata dal S.T.V. Giuseppe Tendi, che poté utilizzare come sistemazione baracche e rifugi in caverna risalenti al corso Allievi Ufficiali di complemento 38 D (diplomati). Il 2 maggio 1945 il CB 19, al comando del G.M. Paolo De Nicola, riuscì a lasciare Pola e con rotta costiera per avaria della girobussola, a raggiungere Venezia dove il battello fu consegnato al S.T.V. Di Natale della Regia Marina al Forte San Nicolo del Lido. De Nicola, come parte del personale della base, si arrese alle truppe inglesi e trasferito al P.O.W. (Prisoner of War), il campo di prigionia di Coltano. Molti tra cui il T. V. Federico De Servio caddero in mani titine e finirono nelle foibe. Nel dopoguerra De Nicola, laureatosi in ingegneria, Fonda alla fine degli anni ’50 a Ciottadella (PD) la “C.M.S: Costruzioni Meccaniche Speciali”, e ne diventa general manager. In una intervista al Gazzettino di Vicenza, ediz. Di Cittadella, De Nicola racconta: “…andavo a Trieste con mia moglie per giocare a golf ed ad Aurisina trovai il Museo deposito di Henriquez (11), dove era presente un C.B. strarovinato. Alla fine degli anni ’80 lo ottenni e con molta fatica lo feci trasportare a Cittadella. Date le sue pessime condizioni, fu restaurato (a mie spese) da alcuni operai di un cantiere navale di Rosolina che provvidero tra interni ed esterni a sostituire tutti i lamierati; un lavoro molto difficile soprattutto  all’interno del CB perche mancava l’aria. Per fare le saldature all’interno veniva pompata aria con tubi”. In effetti si trattava del CB-22, che era stato catturato dagli alleati a Trieste e rimasto per qualche anno abbandonato sulla banchina del porto, finche nel 1950 fu trasferito nel Museo di Guerra di Trieste. Nel suo racconto De Nicola precisa: “…a partire dal 1986, il mezzo e stato praticamente ricostruito (spendendo diversi milioni di lire), e ho dovuto utilizzare dei carpentieri navali di un cantiere, poiché il CB era costruito con tecniche particolari”. Il CB 22 fu presentato a Cittadella il 28 novembre 1994 e con una grande cerimonia fu esposto nella piazza centrale della cittadina nel febbraio 1995. Il 16 giugno 1996, durante il Raduno Nazionale dei Sommergibilisti, fu presentato a Villa Contarini, già residenza estiva degli omonimi Dogi di Venezia, di Piazzola del Brenta (PD) dallo stesso Com. Paolo De Nicola, allora Presidente Onorario dell’ A.N.M.I. di Cittadella “Gruppo Saverio Bergamin”. A Trieste il CB-22 fu esposto in Piazza Unita il 3 novembre 1996 e a fine cerimonia fu restituito al Museo Henriquez (12), con la clausola che non venisse parcheggiato all’aperto. Il grande sogno di De Nicola era quello di poter recuperare il CB-21, da lui comandato, che era affondato il 29 aprile 1945; purtroppo il suo sogno mori con lui nel maggio 1999 a Cittadella. De Nicola era stato più volte sul luogo dell’affondamento del CB-21, e più  volte raccontava di aver lanciato due corone in ricordo dei suoi due compagni scomparsi. Il CB-21 si trova ora in acque croate e date le difficoltà di ottenere i permessi, non si e mai potuto ricuperare, tanto più che un’ispezione effettuata dal subacqueo Claudio Pristavec (13) riferiva che il sommergibile era diviso in due parti e giacente a 37 metri di profondità; probabilmente nel dopoguerra a causa di bombe subacquee era stato irreparabilmente danneggiato. De Nicola viene anche ricordato come persona di grande umanità e generosità a Cittadella (un asilo e a lui intestato), ma soprattutto per aver conservato il famoso calice (14), utilizzato per le Sante Messe, che aveva avuto alla morte del gesuita padre Carlo Messori Roncaglia, già cappellano militare alla base Betasom di Bordeaux (15). Mi rammarico di non essere riuscito a recuperare dati più precisi ed approfonditi sul sottocapo motorista Caputo, malgrado le ricerche effettuate a tutto campo, soprattutto per l’inerzia incontrata nella richiesta di informazioni presso le istituzioni preposte. Sarò grato a coloro che fossero in grado di apportare notizie e fatti riguardanti il sottocapo motorista Caputo, contattandomi tramite e-mail: folgore56@yahoo.it.


Note:
(1) Il KT (Kriegs Transport) era un piccolo natante da trasporto e da sbarco.
(2) In un’intervista (27/2/2009) il Ten. di Vascello Rossetto ing. Mario, già comandante del Smg. Finzi alla base Betasom di Bordeaux, ricorda Makuc come un buon marinaio. Al rientro in Italia, a Rossetto, venne assegnato il comando del sommergibile Beilul, ma questo battello era stato autoaff ondato l’8 settembre 1943; recuperato e poi distrutto mentre era in fase di riallestimento il 10 maggio 1944, in seguito ad un pesante bombardamento alleato sul cantiere di Monfalcone. Nella lista dell’equipaggio figuravano il sottocapo elettricista Giuseppe Makuc ed il sottocapo motorista navale Caputo.
(3) Nella collisione De Nicola riportò una ferita al sopraciglio e ad un braccio, mentre il motorista Caputo di Avellino riportò la frattura del braccio destro. Il sottocapo elettricista Giuseppe Makuc annegò insieme al 1° M.llo motorista D.M. Costante Bardella di Venezia. De Nicola lo ricorda come un vero maestro; triestino anziano era stato imbarcato sui sommergibili nella guerra 1915/1918.
(4) In una lettera del 13 giugno 1991 preparata dal S. Ten. G.N. Fernando Uff reduzzi, già del CB 19 a Pola, Bardella fu così ricordato: “…Scomparve la nobile figura del Capo Bardella. Forse sulla cinquantina, era questi uno di quegli uomini che non invecchiano mai. Sottufficiale che alla Marina aveva dedicato tutta la sua esistenza; un’attività instancabile e un amore non comune. Di ciò era fierissimo. Era venuto in mezzo a noi, tutti giovani, a portare il suo entusiasmo dei vent’anni. Fu un magnifico dono, rivolto a quanto rimaneva della sua Marina, non superabile se non da tutto ciò che ancora poteva dare: la sua vita. E quella notte ancora dette!”.
(5) Giorgio Bardella, nato a La Spezia il 18 novembre 1933, da dati forniti dall’anagrafe del comune di Firenze risulterebbe trasferito a Bologna il 25 settembre 1958, mentre da quello di La Spezia risulta coniugato a Roma il 16 agosto 1958, ma un documento del Comune di Roma non conferma che il matrimonio sia avvenuto. Attualmente il prof. Giorgio Bardella abita in una piccola località vicino Bologna.
(6) Sulla facciata della casa di De Nicola a Cittadella campeggia un grande mosaico raffigurante l’emblema del “Corso Squali”.
(7) Sul Foglio Matricolare di molti ufficiali e sottufficiali che aderirono alla Marina Repubblicana, il periodo trascorso tra l’8 settembre 1943 ed il 30 aprile 1945, è sempre coperto da una piccola striscia bianca.
(8) De Nicola nell’occasione ebbe un Encomio Solenne con la seguente motivazione: “Giovane ufficiale entusiasta ed intelligente, era prezioso collaboratore del comandante nel duro lavoro di preparazione, assolto con dedizione e perizia. Nelle numerose vicissitudini intercorse durante la permanenza in Costanza ed il viaggio di trasferimento in Italia dava chiare prove della propria capacità, della propria fermezza e del proprio coraggio”. Mar Nero, aprile-settembre 1944, XXII.
(9) Renato Cepparo, nato a Milano il 2 maggio 1916 e scomparso nell’ottobre 2007 a 91 anni, fu interprete di diverse iniziative e testimone di numerosi avvenimenti storici. Partecipò alla II Guerra Mondiale con la Prima Squadriglia Sommergibili CB in Mar Nero, come narrato nei suoi due libri. In quel periodo i nostri CB affondarono un piroscafo di 12 ton. e due sommergibili russi. Nel 1975/1976 organizzò, finanziò e diresse la prima Spedizione Italiana in Antartide, completamente autonoma, con lo scopo di indurre l’Italia ad aderire al Trattato Antartico. Infatti costruì una base sull’isola King George dedicata all’esploratore Giacomo Bove (Maranzana 23/4/1852 – Verona 9/8/1887) donandola al Governo Italiano. Successivamente il Governo Italiano la donò all’Argentina, che la lasciò in completo abbandono. Come alpinista partecipò nel 1977 alla spedizione all’Annapurna 3° in Himalaia nel Nepal. Realizzò decine di fi lmati di argomenti alpinistici ed esplorativi diffusi a livello internazionale attraverso le sue Edizioni Cinehollywood di Milano. È anche conosciuto come l’ispiratore ed inventore della Stramilano. Fu insignito dell’Ambrogino d’Oro e della Medaglia d’Oro come cittadino benemerito di Milano nel 2003, fatto Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
(10) La caserma si chiamava Ammiraglio A. Legnani già ex Casa dell’Emigrante (nome ritornato tale nel dopoguerra) era sul passeggio Sant’Andrea, sopra lo scalo legnami, quasi sotto la collina di Servola.
(11) Il Civico Museo di Guerra per la Pace – Diego de Henriquez trae origine dalla collezione di cimeli e oggetti vari raccolti dallo studioso Diego de Henriquez. Oltre ai mezzi pesanti e all’armamento leggero il patrimonio del Museo comprende una vasta biblioteca ed un archivio militare, civile e cartografico. Vi sono inoltre sezioni attinenti a telecomunicazione, riproduzione fonica, sfragistica (sigillografi a), filatelia, militaria (uniformi e copricapi), stampe, quadri, medaglie ed un grande archivio fotografi con notevole per quantità e peculiarità dei soggetti.
(12) Diego de Henriquez nacque a Trieste il 20 febbraio 1909 da una famiglia di ascendenza nobiliare e di tradizioni legate alla Marina austro-ungarica. Studiò in Italia ed in Austria; nel 1926 il giovane Diego compì un’esperienza in ambito marinaro, imbarcandosi in qualità di mozzo. L’ultima esperienza scolastica formale fu quella all’Istituto nautico, terza classe Capitani, nell’anno 1927/1928; successivamente entrò a lavorare nella Società Adriatica di Navigazione. Allo scoppio della guerra nel 1941 venne richiamato alle armi come soldato e ben presto nominato caporale. In quegli anni nacque l’idea di fondare un museo di guerra. Ottenuta dai suoi superiori piena collaborazione, incominciò la raccolta di materiale bellico. Tralasciamo molti passaggi e così si arrivò al 1969, quando il comune di Trieste ed altri Enti locali costituirono il Consorzio per la gestione del Museo storico di guerra, del quale de Henriquez venne riconosciuto direttore. Diego de Henriquez morì in circostanze misteriose e tragiche il 5 maggio 1974. Si racconta, che lo stesso avesse la consuetudine di dormire nel magazzino di via San Maurizio 13. in pieno centro di Trieste, in una bara foderata e per un incendio, molto probabilmente doloso, in essa fu trovato morto.
(13) Claudio Pristavec è un subacqueo triestino che ha compiuto lunghe ricerche sui molti relitti di varie epoche presenti nel Golfo di Trieste, sia rilevandoli fi sicamente che ricercando notizie sui libri ed indagando negli archivi triestini e recentemente in quelli sloveni. In uno suo scritto all’autore, Pristavec precisa: …purtroppo per il Bardella devo darti notizie molto brutte perché l’archivio storico della nostra Capitaneria (di Trieste) è andato disperso durante l’occupazione jugoslava della nostra città nei primi giorni del dopoguerra. Forse è a Lubiana o più probabilmente a Belgrado dove però non è possibile fare ricerche negli archivi. Io ho tentato per varie vie nel corso degli anni, anche diplomatiche, ma mi è sempre andata buca. Peccato perché loro hanno una miniera di diamanti per quanto riguarda documenti della nostra zona!
(14) Sulla base del “Calice” sono incisi i nomi dei 32 sommergibili che in tempi diversi operarono nella base Betasom di Bordeaux.
(15) Alla scomparsa di padre Messori (Modena 20/1/1904 / Padova 15/8/1996) il Comando Sommergibili di Taranto decise di recuperare gli oggetti appartenuti al padre per poterne curare una idonea conservazione e valorizzazione. Un ufficiale già della Scuola di Taranto fu accolto dall’Antonianum di Padova, dove padre Messori passò gli ultimi anni, e rientrò a Taranto con tre casse piene di foto, lettere, targhe,decorazioni e documenti vari; ma del Calice nessuna traccia. Il Calice era comparso in pubblico durante il raduno nazionale dei sommergibilisti tenutosi il 16 giugno 1996 a Piazzola sul Brenta, organizzato dal C.te Paolo De Nicola nei decenni postbellici, vissuti come imprenditore di attività industriale. De Nicola, alla morte di Padre Messori, ottenne dall’Antonianum il Calice che fu collocato nella Cappellina della sua fabbrica. Nel 1999, alla scomparsa di De Nicola molti oggetti, tra cui il Calice, furono custoditi dalla signora De Nicola nella casa di Cittadella. La Signora Lina De Nicola, in ricordo del marito, consegnò poi il Calice al Comando Sommergibili di Taranto, che custodisce tuttora degnamente il prezioso cimelio, da considerare come una vera e propria reliquia.


SOMMERGIBILI CLASSE CB

Caratteristiche tecniche generali:
– Dislocamento: 36/45 Ton.
– Lunghezza: 15 mt.
– Larghezza: 3 mt.
– Pescaggio: 2,10 mt.
– Profondità Operativa: 55 mt.
– Propulsione: 90 hp. Diesel – 100 hp. Elettrico.
– Velocità: 5 nodi in immersione – in emersione 7,5/7 nodi.
– Autonomia: 1.400 miglia in emersione a 5 nodi. 50 miglia in immersione a 3 nodi.
– Armamento 2 siluri esterni non stagni da 450 mm. o 2 mine.
– Equipaggio 4 uomini.


Stato di Servizio del sottocapo elettricista Giuseppe Makuc
Nasce a Salcano di Gorizia il 10 febbraio 1921, domiciliato a Rimini (Forlì); Statura: m 1,68, Capelli: colore nero – orma lisci, Occhi: neri, Colorito: bruno, Dentatura: sana, Condizione: elettricista, Sa scrivere: si, Ammogliato: celibe. Arruolato in Marina il 3 giugno 1940 come Allievo Elettricista e posto in congedo illimitato provvisorio. – Matricola 40979/l. Giunto alle armi: Deposito CREM di Venezia 16 giugno 1941 Classificato Comune di 1ª Classe 1 marzo 1942. Considerato richiamato (circolare del 19/6/1942) 17 maggio 1943:
– Maridepo Venezia dal 16 gennaio 1941 al 23 gennaio 1941
– Incrociatore ‘Gorizia’ dal 24 gennaio 1941 al 28 agosto 1942

– Mariscuola sommergibili – sommergibile Jalea dal 29 agosto 1942 al 1 settembre 1942
– Mariscuola sommergibili – sommergibile Bandiera dal 1 settembre 1942 al 30 settembre 1942
– Mariscuola sommergibili – sommergibile Zoea dal 1 ottobre 1942 al 15 dicembre 1942
–  1° Gruppo sommergibili (Maristomm) dal 16 dicembre 1942 al 15 gennaio 1943
– Betasom di Bordeaux – sommergibile Tazzoli dal 16 gennaio 1943 al 31 gennaio 1943
– Mariscuola sommergibili – sommergibile Finzi dal 1 febbraio 1943 al 30 settembre 1943
– Nave scorta n° 7 dal 1° febbraio 1944 al 23 agosto 1944
Trasferito al Gruppo sommergibili di Trieste Caserma Ammiraglio A. Legnani, dove si trovava il 12/5/1944.
Campagne, ferite, azioni di merito e decorazioni:

Ha partecipato allo scontro navale della Sirte il 17 dicembre 1941, sommergibile Finzi in missione di guerra dal 11 febbraio 1943 al 18 aprile 43, gg. 68 – ore 16.07:
Ha partecipato alla battaglia navale della Sirte il 22 marzo 1942.
Ha partecipato allo scontro aereo navale di Pantelleria il 15 giugno 1942.

Stato di Servizio del Guardiamarina Paolo De Nicola
– Nominato allievo della 1ª Classe nella Regia Accademia Navale, Corpo di Stato Maggiore – dal 15 ottobre 1940 al 1 gennaio 1941.
– Arruolato volontario nel C.R.E.M.- N° 58435/V di matricola per la ferma di sei anni. Decorrente dalla nomina ad ufficiale, come da atto in data 16 gennaio 1941.
– Nominato Aspirante Guardiamarina con decorrenza da 1 aprile 1943 – Corso ‘Squali’.
– Nominato Guardiamarina in s.p.e. con riserva di anzianità di grado e decorrenza amministrativa dal 14 luglio 1943.
– … OMISSIS … (parte coperta da foglio bianco).
– Congedato dal s.p.e. a decorrere dal 28 febbraio 1947, in applicazione degli art. 2 e 3 del R.D.S. del 31 maggio 1946 n° 490.
– … OMISSIS … (parte coperta da foglio bianco).
– Assegnato lo stipendio annuo lordo di Lit. 56.500 – 16 marzo 1951.
– Promosso S.T.V. il 14 settembre 1957.
Imbarchi:
– Nave scuola Colombo – dal 18 luglio 1941 al 15 ottobre 1941.
– Imbarco su piroscafi dipendenti da Marina Livorno.
– Scuola Sommergibili di Pola – dal 15 aprile 1943 al 24 giugno 1943.
– Sommergile S.8 (Danzica) dal 25 giugno 1943 al 8 settembre 1943.
Note:
– Assente dal servizio dal 9 settembre 1943 al 20 maggio 1945.
– Al Centro Marina di Venezia, a disposizione della C.S.I. (Commissione Superiore d’Inchiesta dal 21 maggio 1945 al 4 luglio 1946.
– Al Comando M.M. Autonomo di Venezia, disponibile dal 5 luglio 1946 al 27 febbraio 1947.
– Il periodo di assenza dal servizio non deve essere considerato valido come servizio Militare.
– … OMISSIS … (parte coperta da foglio bianco).
– Ascritto al dipartimento M.M. di Taranto per D.M. 1 agosto 1943.
– MARIPERS 10ª Divisione – 1ª Sezione in data 17 maggio 1972 il S.T.V. S.M. Paolo De Nicola per limiti d’età è stato collocato nella riserva compl. a decorrere dal 13 marzo 1972.
– Collocato in congedo assoluto per limiti d’età dal 13 marzo 1984.
De Nicola Paolo, nato il 12 marzo 1922 a Castellamare Adriatica (Pe) figlio Giuseppe e di Laurina Marchegiani.

Stato di Servizio del capo meccanico di Iª Classe in S.P.E. Costante Bardella

Figlio di/fu Giovanni Battista e di/fu Berenice Gallozzi detta Giulia, nato a Venezia il 3 marzo 1896, vedovo di Albina Sambo e padre di Giorgio. Matricola n° 17802, del Compartimento di Venezia. Statura: m. 1,65, Capelli: colore biondo – ondulati, Occhi: castani, Colorito: bruno, Dentatura: sana, Condizione: meccanico, Sa scrivere: si, Ammogliato: si. Arruolato in Marina il 7 settembre 1915 nel Deposito di Venezia ed inviato alla Scuola Meccanici con ferma di sei anni. Sottocapo meccanico dal 1° maggio 1917, 2° Capomeccanico dal 1° agosto 1921, Capomeccanico di III Classe dal 1° ottobre 1925, Capomeccanico di II Classe dal 1° gennaio 1930, Promosso Capo di I Classe dal 1° aprile 1936. La Commissione d’avanzamento ai sensi dell’articolo 56 del T.U. (Trattamento Ufficiali) approvato con R.D. del 18/6/1931 no. 914 lo ha escluso dall’avanzamento a S. Ten. del CREM all. 09 -10-11-12/6/39. Trasferito d’autorità nella specialità motoristi navali dal 1° luglio 1941. Arruolato nella Marina R.S.I. X MAS dal 9 settembre 1943, il 30 aprile 1945 decedeva in seguito all’affondamento del sommergibile C.B. 21 sul quale si trovava imbarcato, per speronamento da parte di una M/z tedesca. Decesso si presume avvenuto in servizio e per causa di servizio.
– Deposito di Venezia dal 7/ 9/ 1915 al 8/ 9/ 1915
– Scuola Meccanici dal 9/ 9/ 1915 al 23/ 4/1917
– R.N. Vespucci A. dal 24/ 4/ 1917 al 30/ 6/1917
– Scuola Sommergibili dal 1/ 6/ 1917 al 26/ 1/1918
– Sommergibile Provana A. dal 27/ 1/ 1918 al 30/ 9/1924
– Sommergibile Mocenigo L. dal 1/10/ 1924 al 24/ 8/1926
– Sommergibile Galvani L. dal 25/ 8/ 1926 al 30/ 4/1927
– Sommergibile Toti E. dal 2/ 5/ 1927 al 24/ 4/1928
– Sommergibile H 3 dal 25/ 4/ 1928 al 20/11/1932
– Sommergibile Santarosa dal 21/11/ 1932 al 2/ 3/1935
– Sommergibile Topazio dal 3/ 3/ 1935 al 10/12/1938
– Maridepo La Spezia dal 11/12/ 1938 al 8/ 5/ 1939
– Nave Bari dal 9/ 5/ 1939 al 18/ 9/1939
– Nave Buccari – posamine dal 19/ 9/ 1939 al 7/ 8/1942
– Marina Gaeta dal 8/ 8/ 1942 al 24/ 9/1942
– Maridepo La Spezia dal 25/ 9/ 1942 al 8/ 9/1943 alla 1ªFlott. Mas di La Spezia
– Marina Bordeaux – Betasom – destinazione annullata
– Marina La Spezia dal 8/ 9/ 1943 al 12/ 6/1944
– Marina Venezia dal 13/ 6/ 1944 al 18/ 8/1944
– Sommergibile CB 13 dal 20/ 8/ 1944 al 28/ 4/1945
– Sommergibile CB 21 dal 29/ 4/ 1945 affondato
Campagne di guerra, decorazioni, ferite, azioni di merito:
Autorizzato a fregiarsi della Croce al Merito di Guerra 1915 – 1918
Autorizzato a fregiarsi della Medaglia della Vittoria
Autorizzato a fregiarsi della Croce d’Argento per anzianità
Autorizzato ad aggiungere alla Croce d’Argento per anzianità la Corona Reale
Autorizzato a fregiarsi del Distintivo d’Onore di Sommergibilista
Autorizzato a fregiarsi del Nastrino della Croce al Merito di Guerra No.2598 per aver partecipato volontariamentealle operazioni in O.M.S. (Operazioni Militari Spagna).

Il 10 aprile 1926 viene trasferito alla Regia Marina di La Spezia.

BIBLIOGRAFIA

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Bagnasco Erminio, I sommergibili della Seconda Guerra Mondiale,Ermanno Albertelli Editore, Parma 1973.
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Nassigh Riccardo, Guerra negli abissi, I sommergibili italiani nel Secondo Conflitto Mondiale, U. Mursia & C., Milano 1971.
Nesi Sergio, Decima Flottiglia nostra…, Lo Scarabeo Editrice, Bologna 2008.
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Tasselli Silvio, L’ammutinamento del CB 16, L’omicidio del S.T.V. Giuseppe Tendi, Mare Adriatico 1° ottobre 1944, Storia & Battaglie n° 75 dic. 2007, N° 76 gen. e N° 77 feb. 2008.
Turrini Alessandro, I sommergibili tascabili della Regia Marina, Storia Militare, N° 16, Gennaio 1995.
Vasari Carlo, Il sommergibile tascabile, Il Piccolo, 19 novembre 1996.
Vettore Bruno, Il mio hobby? I sommergibili, Il Gazzettino 29/11/94,Ediz. Cittadella (Pd).
Un sommergibile a Cittadella, Storia Militare, N° 34, luglio 1996. Al Public Record Office – National Archives di Kew (Londra) è stato consultato il file: ADM 1/14783.
All’Ufficio Storico della Marina Militare e presso il “Ministero della Difesa, Direzione Generale delle Pensioni Militari, del Collocamento al Lavoro dei Volontari Congedati della Leva – Albo d’ Onore e d’ Oro dei Caduti, 13^ Divisione – 4° Reparto” in Roma sono state consultate varie cartelle.

RINGRAZIAMENTI

L’autore desidera ringraziare vivamente l’amico Bardella prof. Giorgio e la figlia Caterina per aver permesso la pubblicazione di foto e documenti di famiglia. Ringrazia inoltre per aver contribuito con informazioni a completare le ricerche: la cara amica Cristina Freghieri di Milano, Claudio Pristavec di Trieste, il prof. Bruno Vettore di Padova, la sig.ra Sara Decli della C.M.S. (Costruzioni Meccaniche Speciali) di Cittadella e Francesco Garruba di Roma. Grazie al prof. Dario Passeri, l’amico di sempre, che con tanta pazienza provvede alla lettura e rilettura critica del testo, all’amico dott. Cesare Manstretta, consigliere dell’A.N.M.I. di Milano e redattore del periodico per sommergibilisti Aria alla Rapida. Un particolare e sentito ringraziamento al capo di 1^ Classe elettricista – smg. Antonio Barbato di Castellamare di Stabia (Na) per le preziose indicazioni sulla ricerca di documenti particolari. Un grazie speciale al comandante Rossetto ing. Mario di San Donato Mil. (Mi) per le sue precisazioni; preziosa memoria storica riguardo agli avvenimenti a cui presenzio e talvolta di cui fu protagonista. Per ultimo, ma non ultimo, un sincero grazie al dott. Luca Poggiali, direttore ed alla d.ssa Sanja Bozikovic, segretaria di redazione dell’editoriale Lupo, per aver creduto nella bontà del testo, nei documenti e nelle foto, materiale finora mai portato alla conoscenza del lettore.

Tratto da “L’affondamento del CB 21 – Ed. Storia & Battaglie (mensile di storia), Numero 97 del Dicembre 2009 e Numero 98 del Gennaio 2010.

Per ulteriori informazioni: www.silviotasselli.com

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6 risposte a L’affondamento del CB-21

  1. Riccardo Coletto dice:

    Buonasera,
    Mi scusi se la disturbo, ma vorrei chiederLe una informazione se possibile:
    Makuc Giuseppe era mio zio.
    Sua sorella makuc Anna, sua sorella ormai 91 enne, ė mia mamma.
    Leggevo su un suo articolo del 14 Aprile 2010 che purtroppo ė stato
    affondato su un sommergibile CB 21 il 29 Aprile 1945 nelle acque tra Pola e
    l’isola di Brioni.
    Che Lei sappia il sommergibile ė stato poi recuperato con il Suo corpo? Lui
    ė stato sepolto da qualche parte o giace ancora in fondo al mare?
    Per mia Mamma ė sempre stato “disperso” e ricordato al cimitero di Rimini e
    di Trezzo S/Adda (mi) ove risiedo.
    La ringrazio anticipatamente.

    Riccardo Coletto.

  2. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Egregio Signor Riccardo Coletto,
    non sono a conoscenza di quanto da Lei richiesto.
    Per opportuna doverosa informazione, inoltro la mail
    al Dott. Silvio Tasselli (che legge per conoscenza),
    autore dell’articolo e del blog sotto riportato.
    http://www.silviotasselli.com

    nell’augurio che possa esaudire quanto da Lei richiesto

    Cordialità Pancrazio Ezio Vinciguerra

  3. Silvio Tasselli dice:

    Caro Riccardo Coletto, per ora posso inviare, la prima puntata, in PDF del mio articolo sull’affondamento del CB 21, segue altra E-Mail con la seconda puntata.-

    La prossima settimana invierò in PDF, copia di alcuni documenti reperiti presso l’ Archivio della Marina di Roma, documenti personali del Sottocapo Elettricista Giuseppe Makuc, nato a Gorizia il 10 febbraio 1921 e figlio di Giovanni e Luigia Biteznik.-

    Colgo l’occasione per inviare i miei più sinceri e cordiali saluti e per una serena Pasqua.-

    Con viva cordialità.-

    Silvio Tasselli

    Historical Researcher
    Journalist Freelance

    Please, visit my web site:
    http://www.silviotasselli.com/

  4. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Silvio e Buonasera signor Coletti,
    sono veramente felice che la sua richiesta è stata esaudita.
    Cordialità
    Pancrazio “Ezio” Vinciguerra
    marinaio di una volta e quindi marinaio per sempre!

  5. Pusceddu (Puxeddu) Costantino dice:

    Vorrei sapere qualcosa riguardo il marito della sorella di mio padre disperso in guerra,era imbarcato su una nave poi affondata.Pusceddu era di Assemini(Cagliari)coniugato con Clementina Foddis.Grazie per la cortese risposta.

  6. Andrey Goncharov, Odessa, Ukraine dice:

    Bon giorno,
    Very interesting article – many thanks!
    Jusy got one question and would be pleased to clarify with your kind assistance…
    Two photos of the CB-22 at Trieste in 1996 placed here,
    but what is the fate of this submarine?
    Understood, it was removed elsewhere after the fire in museum,
    but where it is now??

    Thanks a lot in advance!
    Andrey

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