Angelo senza le ali

(Gabriella Fogli)


Ho perso le ali, non so più volare.
me le ha tarpate una malattia
che un giorno infausto senza invito
si presentò inattesa a casa mia.

Lontano è il cielo che dalla finestra
osservo con un po’ di malinconia
e intanto volo con la fantasia ben desta
da questa sedia che ora è casa mia.

Imprigionata in un corpo straniero,
che non conosco e che mi dà dolore,
non rinuncio al palpito del cuore
né a sentirmi degna del tuo amore.

Osservo il mondo che guarda e si stupisce
che il sorriso giammai m’ abbandona,
“poverina, guarda” e non capisce
che nonostante tutto sono sempre donna.

A volte impazzisco di paura,
paura di non poter più sopportare
lo sguardo di critica continua,
e quel tuo sputar sentenze alle mie spalle.

Sono un peso che occupa il suo posto,
sono un pagliaccio, e sono una incapace,
sono Pierrot che abbassando il capo, tace.
E mentre china il capo, silenzioso, piange.

Sono rabbia all’ennesima potenza
e parola potente e non condizionata,
sono sensibile, schiva, prepotente,
non chino il capo davanti all’arrogante.

Sono la madre che è diventata figlia
e che dai suoi figli ora dev’essere accompagnata
a quella nascita che è nuova vita
ed a questa sarà un dì trapassata.

Sono….sono…non sono fata,
non sono ormai più nulla.
Sono un pagliaccio, una maschera, un giullare,
stanca di dover combattere per nulla
ma che quel nulla non potrà spezzare.

Una certezza mi mantiene in vita,
ed è che Te ho scelto di servire,
e sentir la Tua voce sussurrarmi…
Figlia, Amata, non devi più soffrire.

Affida le tue lacrime al vento
e gli angeli tutte le raccoglieranno,
rinchiuse in una boccia di cristallo
in polvere di stelle, loro, muteranno.

Ogni lacrima è una stella condensata
una via Lattea, un sole, un pianeta
una nota di musica soave
che si posiziona dolce ed accorata
sul pentagramma scritto nella vita.

Questo articolo è stato pubblicato in Poesie. Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *