Ragione o ideologia?

di Magdi Cristiano Allam

C’è un male diffuso che si traduce nel fatto che la politica è sempre più appiattita su una dimensione virtuale. E il consenso lo si ottiene non più per ciò che fai, ma per come appari.

Dobbiamo ringraziare la Corte europea per i diritti dell’uomo, perché esprimendosi in modo politicamente scorretto, e manifestando quella realtà di laicismo, di relativismo religioso, che si traduce nella negazione di qualsiasi riferimento alle nostre radici, ci costringe ad essere anche noi politicamente scorretti fino al punto che ci spinge ad assumere un atteggiamento molto chiaro nell’indicare che non siamo una landa deserta, né vogliamo diventare una terra di conquista. L’attaccamento al crocifisso, oggi più che mai, rappresenta la frontiera più impegnativa sul piano della simbologia per contrastare il tracollo, la spinta suicida relativista di un’Europa che è sempre più un colosso di materialità, e sempre più priva di un’anima.

È un paradosso che coloro che oggi rappresentano la forza egemone sul piano intellettuale, culturale e politico, assumano delle posizioni di condanna o di critica nei confronti della fede e della spiritualità, come se al governo dell’Italia, dell’Europa o del mondo ci fosse il Papa e non loro.

L’intervento della fede si impone, perché le cose vanno male. A chi nutre pregiudizi nei confronti di un contributo della fede al fianco della ragione, dico che è la fede che porta avanti la battaglia della ragione. Sono loro che hanno sostituito la ragione con l’ideologia.

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