Quando il sole muore

(Roberto Cannia)


Quando il sole muore
l’orizzonte si colora di sangue.
Viene sera,
e la nera miseria
risorge dal medioevo
dell’animo umano,
come uccello portatore di sventura,
erra per il pianeta
alla ricerca della misericordiosa pietà
che…non trova.
Quando il sole muore
quanti senza nome
salutano il mondo
sotto la più totale indifferenza
di chi si commuove
leggendo un brano del libro Cuore.
Quante ferite mai rimarginate
tornano copiose a sanguinare,
soffocando sul nascere
le speranze degli innocenti.
Quando il sole muore
i bambini del Darfur
bevono le proprie lacrime
per dissetarsi dalla miseria
e mangiano i propri sogni
per saziarsi dalla disperazione.
I principi della strada
trovano rifugio nei cassoni dei rifiuti,
si fondono con essi
e dormiranno per sempre nelle discariche.
Quando il sole muore,
il pianto di bambini mai nati,
logora le coscienze di madri snaturate
dall’animo appassito
che cercano di occultare le proprie colpe
anche agli occhi di Dio.
Il suono dei tamburi nella foresta
è l’inquietante segnale che l’uomo,
ancora una volta,
ha violentato la natura …
e se stesso.
Quando il sole muore,
come frecce aguzze,
milioni di preghiere saettano verso il cielo.
Quale sarà quella che colpirà…Dio?

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