Notti di veglia in guerra fredda

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Notti di veglia in guerra fredda è l’ultimo libro scritto da Ottaviano De Biase. Il libro concepito nel 1994 rievoca la memoria di un passato recente che ci ha visti un po’ tutti protagonisti e si pone come obiettivo di fornire alle generazioni future, sotto forma di romanzo, la storia della “guerra fredda”: Il romanzo racconta, attraverso gli occhi del protagonista Francesco Tozzi, uno dei tanti giovani che sono stati chiamati ad indossare una divisa per servire la Patria al fine di scongiurare l’invasione sovietica in quella contrapposizione del mondo in due blocchi che ha visto schierati da una parte i paesi aderenti al “Patto di Varsavia” e dall’altra i paesi aderenti alla “NATO”.

C’è molto di autobiografico in questo romanzo. Ogni luogo è per ogni autore espressione del suo territorio, del suo percorso formativo, del suo essere diventato uomo. Il nostro “marinaio di montagna” la poesia c’è l’ha da sempre nel sangue e i suoi versi trasudano la fatica e le emozioni dei campi arati di Santa Lucia di Serino, il paese natio dal quale sia l’Autore che il suo personaggio, Francesco Tozzi, hanno mosso i primi passi verso mete ambiziose e lontane. In questo senso raccontare una storia, in definitiva, significa rievocare se stessi, che altro non è il darsi una rotta che porta ognuno di noi a identificarsi e a ritrovarsi in qualsiasi tempo e in qualsiasi situazione.

Leggere Notti di veglia in guerra fredda significa capire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che quella “contrapposizione”, per oltre mezzo secolo, è avvenuta anche attraverso lo sguardo di osservatori, tasselli del mosaico invisibile di reti di monitoraggio e di controllo che hanno raggiunto tutti i punti della terra. L’osservatore–protagonista-io narrante è stato perciò il fabulatore di un evento che ha riguardato tutti, che ha sfiorato in qualche modo la nostra vita. L’Io narrante, il Tozzi, per intenderci, nel suo rapporto quotidiano col delicato lavoro d’intercettazione, nel cui ingranaggio era stato inserito, in fondo, ha vissuto anche per noi le ansie, le paure, l’immaginario di un tempo che solo in parte è alle nostre spalle.

Ma il capitolo della “guerra fredda” si è realmente concluso?

Notti di veglia in guerra fredda, di Ottaviano De Biase
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Per ulteriori note sull’autore consultare:

http://www.lavocedelmarinaio.com/feb09/de-biase.php

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