Marinaio

di  Carmelo Scimone

Mi alzo la notte
ad ascoltare il tuo silenzio,
il lento infrangersi
dell’onda notturna
che si scioglie in un mormorio indistinto,
mentre l’urlo della burrasca invernale
spezza la calma bonaccia autunnale
che il vento sferza quel brullo scoglio
ed in cielo un gabbiano volteggia solenne.

Ho dolce visione di un porto sicuro,
delle mie amate sponde.

Mille bianche vele giocano gioiose,
sul blu marino,
la scia bianca di una barca veloce,
il lento ire dei remi antichi.

Il marinaio sta fermo sull’uscio
del suo solitario giaciglio
a guardar come un arcano mistero,
lo spazio immenso
del suo eterno compagno,
fratelli in di un solo pensiero
nel solcare le acque,
nel guardare la vita scorrer da sola
ora lenta, ora  veloce
ed immensamente fugace.

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