L’Istituto Idrografico della Marina Militare

L’Istituto Idrografico della Marina Militare trae storicamente le sue origini dal Regio Decreto n. 1205 del 26 dicembre 1872, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 1873 e che costituiva l’Ufficio Centrale per il Servizio Scientifico dell’Osservatorio astronomico di San Giorgio in Genova il quale assumerà il titolo di Ufficio Idrografico della Regia Marina.

Esisteva infatti l’esigenza di creare una cartografia nazionale marittima, dato che le autorità cartografiche degli Stati pre-unitari, che avevano formato poi il Regno d’Italia, si erano appoggiate in precedenza alle carte nautiche della Francia e dell’Ammiragliato Britannico, che avevano una produzione ragguardevole, ma difforme per finalità, impostazione, unità di misura, formato, scala e lingua.

Tra gli altri Stati pre-unitari, il Regno delle Due Sicilie, sotto l’impulso dei Borboni, aveva un proprio “Reale Officio Topografico”, che pubblicava regolarmente le carte e, per esempio, il Signor Benedetto Marzolla, in occasione dell’emersione dell’isola Ferdinandea, fu incaricato di stendere una particolareggiata relazione corredata anche da immagini per l’aggiornamento della carta della Sicilia, nel 1831. Anzi, l’isola  fu ancora indicata in tali carte anche dopo la sua scomparsa, avvenuta nel dicembre dello stesso anno.

Ma tornando all’Ufficio Idrografico della Marina, il primo direttore fu l’allora capitano di fregata Giovanni Battista Magnaghi, poi promosso ammiraglio ed il cui nome fu dato a diverse unità navali. L’istituto trovò la sua sistemazione logistica presso l’Osservatorio San Giorgio di Genova, realizzato sulle rovine di un forte che i Sabaudi avevano innalzato dopo l’annessione della Liguria al Piemonte ed ebbe il compito specifico di provvedere alla redazione della cartografia delle acque nazionali e delle pubblicazioni nautiche ad essa associate.

Il complesso veniva dotato di laboratori per la incisione di matrici in rame e per la stampa delle carte, mentre diverse imbarcazioni militari vennero assegnate, via via nel corso degli anni, per i necessari rilevamenti in mare.

Il primo direttore, Magnaghi, fu un idrografo esperto e studioso di nautica e fu autore di diverse qualificate pubblicazioni, nonché ideatore di vari strumenti scientifici. Alla scadenza del suo lungo mandato, assunse a Roma incarichi ministeriali e quindi venne nominato “Senatore del Regno ed Accademico dei Lincei” in riconoscimento dei suoi meriti.

Oggi l’Istituto Idrografico della Marina, come ente militare, provvede al rilievo sistematico dei mari e delle coste italiane e la loro rappresentazione, sotto forma di carte e pubblicazioni nautiche, che costituiscono la documentazione ufficiale per la sicurezza della navigazione, con una continua verifica dei rilievi già effettuati, per tenere sempre aggiornata una documentazione, che consta di oltre 400 carte nautiche.

A questa produzione tradizionale l’istituto affianca poi numerose pubblicazioni a carattere storico, scientifico, oceanografico e meteorologico, nonché carte speciali per gli studi di geologia marina e testi vari ad uso della navigazione. L’istituto dispone, ovviamente, di attrezzature modernissime ed organizza corsi di preparazione e di aggiornamento per gli ufficiali della Marina, anche provenienti dall’estero, dato che la sua attività è molto apprezzata anche a livello internazionale.

Recentemente, e precisamente all’inizio del 2002, è stato dotato di due nuove navi idro-oceanografiche della classe “Ninfe”, denominate “Aretusa” e “Galatea” appositamente realizzate con architettura a catamarano in vetroresina e dotate di apparecchiature sofisticatissime ed ultramoderne, mentre in precedenza la Marina utilizzava delle navi adattate all’impiego idrografico.

L’istituto fa parte fin dal 1921 dell’Organizzazione Idrografica Internazionale ed oggi i progetti più impegnativi riguardano la produzione di cartografia elettronica, secondo direttive tecniche concordate in ambito internazionale.

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